IDF Fall 2004: terzo giorno

IDF Fall 2004: terzo giorno

Il keynote di Pat Gelsinger analizza il futuro di Internet, proponendo un approccio alternativo all'attuale architettura che dovrebbe migliorare l'efficienza e la fruibilità della rete. Intel è parte centrale in questo progetto, chiamato PlanetLab

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Mercato
Intel
 

Come costruire la nuova rete

Alla luce della struttura attuale della rete, sarebbe impossibile cambiare da un momento all'altro tutta l'infrastruttura a favore di una nuova e migliore. La rete attualmente presente può quindi essere utilizzata quale base per lo sviluppo della "new net" alla quale Pat Gelsinger mira, ponendo la nuova rete come un livello successivo basato sull'infrastruttura attualmente presente.

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Nonostante vengano portati avanti vari strumenti per cercare di rendere la rete più funzionale, essa è secondo Gelsinger eccessivamente complessa, per via dei vari protocolli presenti. Questo genera problemi in termini sia di prestazioni del servizio, che di sua stabilità nell'erogazione: il circolo è vizioso, chiudendosi sempre in quella serie di problemi evidenziati nella pagina precedente.

La soluzione proposta da Intel prende il nome di Planetlab:si tratta di un overlay network, quindi un nuovo livello che si vada a posizionare sopra l'architettura attualmente esistente della rete.

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Il principio di funzionamento di Planetlab prevede la presenza di vari nodi, formati da server e non da router, collegati tra di loro. Ogni server, ovviamente con processori Intel, manda in esecuzione delle virtual machine: un virtual machine manager gestisce i servizi mandati in esecuzione, inviando i vari dati richiesti. L'utilizzo di server al posto di router permette di ottenere, stando a Intel, alcuni immediati vantaggi: un server può analizzare dinamicamente il traffico di rete, tagliando tutti quei dati che generano uno spreco di bandwidth e una destabilizzazione della rete.

Un esempio permette di meglio far comprendere questo concetto: i server analizzano da quali IP provengano alcuni specifici attacchi worm; confrontando i risultati registrati dai differenti server è possibile evidenziare quali siano i 10 indirizzi IP dai quali proviene la maggior parte del traffico worm, e adattare i server in modo tale che il traffico proveniente da questi IP venga tagliato fuori dinamicamente.

Ma i vantaggi di Planetlab, secondo Intel, non riguardano solo la riduzione del traffico proveniente da virus o worm. La gestione di flussi di dati in streaming non avverrebbe più passando per connessioni point to point, dalla macchina sorgente del flusso (ad esempio, il server che gestisce questo sito) sino ai PC degli utenti che hanno richiesto il flusso in streaming. I dati verrebbero scambiati da un server Planetlab al server dell'ISP con un flusso unico, a vantaggio dell'utilizzo della bandwidth; da questo server, il flusso sarebbe indirizzato verso le macchine degli utenti collegati a quell'ISP.

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Nell'esempio appena fatto, il server Sorgente (Source) invia il flusso in streaming al server dell'ISP, indicato in colore arancione; da questo server i dati vengono mandati ai 6 PC degli utenti che hanno richiesto quel flusso di dati. Questo permette di creare una connessione nella quale si minimizza il consumo di banda, garantendo elevate prestazioni complessive e facendo in modo che il flusso video in streaming sia continuo e non a scatti.

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Al momento attuale, Planetlab vede l'utilizzo di 440 server sparsi in varie località del mondo, coinvolgendo 22 nazioni. Questi numeri sono destinati ad aumentare rapidamente, sino a raggiungere le cifre di milioni di server collegati alla rete e operanti.

Sulla carta, l'approccio Planetlab appare essere sicuramente molto interessante e caratterizzato da notevole efficienza. A livello teorico, Planetlab permette di eliminare buona parte dei problemi dche attanagliano la rete per come ora è configurata. La diffusione di un elevato numero di server operanti come nodi, tuttavia, implica investimenti economici non di poco conto; per fare in modo che quello delineato da Pat Gelsinger nel corso della conferenza odierna possa essere realmente un nuovo livello poggiato sull'attuale architettura della rete è indispensabile che il numero di nodi cresca vertiginosamente, e i vantaggi di questa architettura possano interessare direttamente il maggior numero possibile di utenti nell'esecuzione delle loro ordinarie operazioni via Internet, a prescindere da quale esse siano.

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22 Commenti
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TripleX10 Settembre 2004, 09:40 #1
perche' non dire invece che oggi grazie alle possibilita' di una rete complessa come Internet si possono lanciare messaggi terroristici e altro senza poter essere rintracciati...Planetlab assolverebbe il compito di un mega spyware ove ogni nostro dato passerebbe e verrebbe processato....PRIVACY=0
Avantasia10 Settembre 2004, 09:57 #2
e dove l'hai letto questo?!
ally10 Settembre 2004, 10:01 #3
...è possibile evidenziare quali siano i 10 indirizzi IP dai quali proviene la maggior parte del traffico worm...
...e come fa ad accorgersi che in tale traffico passano worm?
edivad8210 Settembre 2004, 10:39 #4
Originariamente inviato da ally
...e come fa ad accorgersi che in tale traffico passano worm?

con lo stesso principio che i firewall e gli antivirus ti bloccano traffico e file infetti

oltre al broadcast storm e port scanning che caratterizzano gli ultimi virus
dothan10 Settembre 2004, 10:59 #5
comunque per ora e' solo fantascienza,soprattutto qui in italia
fek10 Settembre 2004, 11:07 #6
Originariamente inviato da TripleX
perche' non dire invece che oggi grazie alle possibilita' di una rete complessa come Internet si possono lanciare messaggi terroristici e altro senza poter essere rintracciati...Planetlab assolverebbe il compito di un mega spyware ove ogni nostro dato passerebbe e verrebbe processato....PRIVACY=0


Guarda che tutti i nostri dati sono gia' processati e analizzati dall'NSA. Hanno enormi sistemi per fare eavesdropping su qualunque connessione Europa/USA analizzando il flusso dati attraverso l'oceano ed hanno stazioni di ascolto in UK, Germania, Italia per monitorare il traffico interno all'Europa.

Ovviamente non sono autorizzati ed e' illegale, ma non e' facile imporgli di osservare le leggi antispionaggio vigenti in Europa
MiKeLezZ10 Settembre 2004, 11:07 #7
Originariamente inviato da TripleX
perche' non dire invece che oggi grazie alle possibilita' di una rete complessa come Internet si possono lanciare messaggi terroristici e altro senza poter essere rintracciati...Planetlab assolverebbe il compito di un mega spyware ove ogni nostro dato passerebbe e verrebbe processato....PRIVACY=0

L'ho pensato subito anch'io
nicgalla10 Settembre 2004, 11:30 #8
Ha ragione Fek, i maggiori supercomputer del mondo sono in mano a DoD, SANDIA, NSA ecc... e sono solo quelli dichiarati, chissà quelli segreti...
il problema è che anche se rintracci il numero IP dal quale proviene il messaggio sospetto potrebbe essere un internet cafè e sei fregato... o magari utilizzano dei proxy...
nicgalla10 Settembre 2004, 11:39 #9
comunque l'approccio di PlanetLab è interessante (oltre ad essere figo il logo): router attivi che bloccano tentativi d'attacco, worm e il multicasting di flussi streaming. Però mi sorgono alcuni dilemmi: e se i server PlanetLab venissero violati? si potrebbe fare molto di più che con un router violato, e se tutte queste macchine, magari con appositi virus, prendesse coscienza di sè e diventasse Skynet?
Purtroppo bisogna decidere se avere un sistema sicuro ma con poca privacy o un sistema più anonimo ma meno sicuro ed efficiente. Bisogna trovare il giusto compromesso.
Io intanto per la segnalazione dei virus mi affido agli Abuse Staff e al RIPE; stamattina ho ricevuto un Beagle-Z da un IP appartenente alla Biennale di Venezia, e allora gli ho telefonato per avvisarli.
NoX8310 Settembre 2004, 14:07 #10
Spostandosi dall'ottica del singolo a quello dell'azienda, si capisce chiaramente come questo elemento sia fondamentale per il business. Il legame tra aziende e Internet è diventato nel corso degli anni sempre più forte e indispensabile.


Peccato che dalle mie parti le decine di aziende sparse ogni 100mq non la pensino così...

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