Bow.it: l'evoluzione di un'azienda tra Facebook e IVA

Bow.it: l'evoluzione di un'azienda tra Facebook e IVA

Un gruppo su Facebook aperto da dipendenti della società ha diffuso la notizia che in bow.it l'attività non sia più quella abituale per l'azienda. In questo pezzo analizzeremo quanto di pubblico sia disponibile e aiuti a capire come stia realmente evolvendo questa azienda di e-commerce italiana

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Mercato
 

Aprile: colpo di scena

Il 13 Aprile Dmail Group SPA rilascia un comunicato stampa, disponibile per consultazione online a questo indirizzo, che annuncia la revoca della delibera di approvazione del progetto di Bilancio 2009 sottoscritta il 29 Marzo 2010, nonché l'approvazione di un nuovo Progetto di Bilancio e Bilancio consolidato per Dmail Group SPA. Alla base di questo cambiamento troviamo proprio le problematiche legate alla potenziale contestazione del credito d'IVA maturato dalla controllata Buy on Web SPA.

Quali sono le implicazioni? Dmail Group ha costituito un fondo rischi di natura fiscale pari a circa 3,4 milioni di Euro, proprio il valore dell'IVA a credito che la capogruppo avrebbe inserito nel proprio consolidato d'IVA e che sarebbe stato originato dai crediti d'IVA maturati da Buy on Web SPA negli esercizi 2008 e 2009. Non solo: Dmail Group SPA ha operato una svalutazione prudenziale dell'intero valore di carico della partecipazione detenuta in Buy on Web SPA: il 51% dell'azienda passa quindi da un valore di carico di 2,2 milioni di Euro a zero.

Cosa è un fondo rischi? In estrema sintesi si tratta di un accantonamento iscritto a bilancio nello stato patrimoniale dell'azienda, con il quale far fronte a un esborso economico che si potrebbe presentare in futuro per una o più specifiche cause. Nell'esempio pratico si tratta di un fondo rischi di natura fiscale, legato quindi al pagamento di imposte di varia tipologia. Quanto inserito a bilancio come fondo rischi può quindi venir utilizzato dall'azienda solo con riferimento allo specifico rischio, oppure estinto nel momento in cui il rischio non sia più tale da doversi presentare.

Cambiano ovviamente alcuni dei parametri di bilancio per DMail Group SPA a seguito di queste operazioni: il Risultato netto consolidato al 31 Dicembre 2009 è negativo per 3,1 milioni di Euro contro un valore che il 29 Marzo era stato indicato come positivo per 2,5 milioni di Euro. Il Risultato netto consolidato di Gruppo diventa negativo per 6,4 milioni di Euro contro un valore negativo, al 29 Marzo, pari a 0,8 milioni di Euro. Cambia anche il Risultato operativo netto di Dmail Group SPA, negativo per 8,2 milioni di Euro contro un valore negativo per 2,5 milioni di Euro stando alla comunicazione del 29 Marzo.

La capogruppo agisce di conseguenza in forma prudenziale, optando per la costituzione di un fondo rischi di natura fiscale a copertura dell'intero controvalore dell'IVA potenzialmente oggetto di contestazione da parte dell'erario. Resta da capire come opererà Buy on Web SPA, oltre che valutare in che misura il credito d'IVA sia potenzialmente oggetto di contestazioni.

In data 29 Aprile viene reso pubblico un nuovo comunicato stampa, disponibile online a questo indirizzo, con il quale viene annunciata l'approvazione del bilancio di esercizio 2009 da parte di Dmail Group SPA confermando quanto indicato nel comunicato del 13 Aprile. Oltre a questo vengono fornite alcune informazioni che si riferiscono direttamente a Buy on Web SPA. Il primo tema toccato è quello legato al deconsolidamento di Buy on Web SPA dal bilancio 2009 di Dmail Group SPA. Al Professor Luigi Arturo Bianchi è stato richiesto un parere in materia, così riassunto nel comunicato del 29 Aprile:

“ […], il Consiglio di Amministrazione di Dmail deve ritenersi, a mio parere, non soltanto legittimato, ma, altresì, obbligato a non includere nel proprio bilancio consolidato i dati di Bilancio di BOW al 31 dicembre 2009, difettando i presupposti – ossia l’avvenuta predisposizione e approvazione di (quantomeno) una bozza di Bilancio di detta controllata – al verificarsi dei quali i principi contabili ne impongono il consolidamento nel Bilancio di gruppo che viene predisposto dalla capogruppo."

Dietro richiesta degli amministratori indipendenti e del collegio sindacale sono state inoltre richieste interpretazioni al Dottor Alfredo Malguzzi ed al Professor Raffaello Lupi relativamente alle valutazioni giuridico/tributarie in merito alle transazioni internazionali a rischio di frode IVA.

Di seguito una sintesi del parere del Dott Malguzzi:

In relazione all’IVA: “Quale conseguenza delle su esposte considerazioni e sulla base della documentazione messami a disposizione, è mia opinione che, allo stato attuale, la passività conseguente un accertamento tributario che prendendo a base le medesime risultanze ad oggi disponibili asserisse l’indebita detrazione dell’IVA in capo a BOW, debba considerarsi, anche in ossequio ai dettami del Principio Contabile IAS 37, “possibile”, per quanto connotato da “alto grado di possibilità”. Non può non sottolinearsi, peraltro, che questa valutazione risente dei limiti di ricostruzione e analisi delle operazioni “sospette” più volte menzionate, come allo stato attuale rappresentatemi.” Questa conclusione riflette su Dmail Group S.p.A. in quanto soggetto consolidante del “sistema IVA di Gruppo” in essere con Buy On Web dal 2008 (compreso) e, quindi, per gli anni 2008 e 2009.

In relazione alle imposte dirette : “Da tali considerazioni faccio discendere (pur restando una non creduta ipotesi) che il disconoscimento da parte dell’Amministrazione finanziaria (in capo a Buy On Web, n.d.r.) dei costi e delle spese afferenti l’acquisto di beni successivamente rivenduti, con margine, per operazioni riconducibili a fattispecie criminose e, in tale prospettiva, la passività fiscale per Ires e Irap conseguente, sia identificabile, anche in ossequio ai dettami del Principio Contabile IAS 37, come un rischio solo “possibile””.

A seguire quella del Professor Lupi:

“Gli scenari del consolidato IVA e delle imposte sui redditi appaiono però al momento “futuribili” e ancorati a una responsabilità di BOW per un’IVA indebitamente detratta. Questa responsabilità, concordando con quanto rileva Alfredo Malguzzi, dovrebbe essere al momento – salvi gli approfondimenti sopra esposti in merito alla consapevolezza della eventuale frode – considerata possibile, e non “probabile”, ai fini della redazione del bilancio.”

I due professionisti evidenziano un rischio di verifica da parte dell'erario per il credito d'imposta IVA; al momento dell'analisi non sembra emergere, con i dati a disposizione ai due professionisti, una intenzione truffaldina nell'operato dell'amministrazione di Buy on Web SPA con riferimento alla costituzione del credito d'IVA, pertanto l'eventualità di un'azione da parte dell'erario volta al ricupero di IVA non correttamente imputata sembra essere possibile e non probabile, tantomeno certa.

Nonostante il rischio sia considerato possibile e non probabile, Dmail Group SPA ha scelto un approccio prudenziale svalutando la propria partecipazione in Buy on Web SPA e costituendo un fondo rischi imposte per 3,4 milioni di Euro. Nel comunicato viene inoltre sottolineato come in data 13 Aprile Dmail Group SPA e Buy on Web SPA abbiano presentato un esposto presso la Procura della Repubblica di Milano descrivendo le criticità emerse in Buy On Web SPA, chiedendo che vengano effettuate le indagini e le verifiche del caso.

 
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