Bow.it: l'evoluzione di un'azienda tra Facebook e IVA

Bow.it: l'evoluzione di un'azienda tra Facebook e IVA

Un gruppo su Facebook aperto da dipendenti della società ha diffuso la notizia che in bow.it l'attività non sia più quella abituale per l'azienda. In questo pezzo analizzeremo quanto di pubblico sia disponibile e aiuti a capire come stia realmente evolvendo questa azienda di e-commerce italiana

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Mercato
 

In conclusione alcune domande

La situazione attuale di Buy on Web SPA è molto più complessa di quanto possa emergere da una lettura del gruppo aperto su Facebook. Con questo articolo speriamo di aver chiarito quali siano stati gli avvenimenti che hanno condotto al cambio della struttura amministrativa della società, evento dal quale è partita la reazione pubblica da parte dei dipendenti.

Nei giorni precedenti la pubblicazione di questo articolo ho provato ad entrare in contatto con l'amministrazione di Buy on Web SPA, nella persona del Presidente del CDA Adrio De Carolis e delle due amministratrici delagate Patrizia Malerba e Maria Cristina Salami; avrei voluto confrontarmi con loro su alcuni temi domandando il loro punto di vista sulla vicenda e su alcuni specifici episodi. L'amministrazione della società ha declinato il mio invito, preferendo non rilasciare alcun tipo di dichiarazione a riguardo e rimandandomi ai comunicati ufficiali rilasciati in materia, che sono stati segnalati e analizzati nel corso dell'articolo. Di questo ho preso atto ma rinnovo la mia disponibilità, oltre che volontà di dialogare con loro sulla materia, anche a seguito della pubblicazione di questo articolo.

Torniamo proprio agli elementi evidenziati nella descrizione del gruppo costituito su Facebook in apertura dell'articolo, aggiungendo alcuni elementi di commento:

  1. Bow.it è realtà online presente da oltre 10 anni, con risultati economici che vengono definiti ottimi;
    i fondamentali societari di Buy on Web SPA sono sicuramente validi, con un fatturato in crescita nel corso degli anni anche nel recente periodo di crisi economica generalizzata con un margine operativo lordo positivo. Rimandiamo ai bilanci della società per le analisi sugli esercizi precedenti; il dato 2009 non è ancora disponibile al momento attuale ma dall'analisi della relazione semestrale di Dmail Group SPA al 30 Giugno 2009 (disponibile online a questo indirizzo) ne emerge una situazione positiva per l'azienda.
  2. la sopravvivenza di questa realtà di e-commerce italiana è messa a rischio dalla nuova gestione decisa dal socio di maggioranza Dmail Group;
    è difficile fornire un commento oggettivo e imparziale a questa affermazione; è evidente che in qualsiasi azienda il cambio di struttura amministrativa, soprattutto se questo è rapido e vede l'uscita di scena dei due volti storici dell'azienda, fa nascere dubbi circa la continuità aziendale e più di tutto sul mantenimento di uno status quo nei rapporti tra dipendenti e società. L'affermazione viene fatta da dipendenti della società in un gruppo su Facebook, con un coinvolgimento emotivo evidentemente molto forte e che porta per sua natura al lasciarsi andare ad espressioni forti.
  3. i soci fondatori della società sarebbero stati forzati alle dimissioni;
    non possiamo dire se l'allontanamento dei due soci fondatori e amministratori sia avvenuto con o senza pressioni; il comunicato stampa ufficiale esprime la volontà dei due amministratori di lasciare l'incarico unicamente per permettere alla società di eseguire le operazioni di verifica interna legate alla problematica IVA in massima serenità.
  4. l'attuale amministrazione della società non avrebbe alcuna conoscenza del settore online;
    non ci è stato possibile intervistare l'amministrazione della società; facendo alcune ricerche online non abbiamo trovato alcun riferimento su Patrizia Malerba e Maria Cristina Salami con riferimento alla gestione di attività di e-commerce, soprattutto nel settore tecnologico come quanto svolto da Buy on Web SPA. La mancanza di informazioni online, tuttavia, nulla dice circa la professionalità di queste persone, pertanto qualsiasi giudizio volessimo formulare sarebbe privo di valore. L'impossibilità di incontrare queste persone ha reso inoltre non possibile anche solo il creare un'opinione personale da parte dell'autore.
  5. i lavoratori hanno scelto di rivolgersi a organizzazioni sindacali per una maggiore loro tutela in azienda;
    questo è un dato di fatto, che segnala da un lato una iniziale coesione dei lavoratori e in seguito una frattura interna, con lo spostamento di alcuni di essi ad una nuova sigla sindacale. E' significativo ricordare come nel passato di Buy on Web SPA non sia mai stata richiesta presenza di sigle sindacali.
  6. sarebbero stati compiuti atti che farebbero prefigurare uno spostamento dell'attività in altre sedi lontano da quella storica, benché l'amministrazione abbia smentito questo;
    l'amministrazione ha in più sedi, come testimoniato dai comunicati sindacali indicati nelle pagine in precedenza, confermato di non voler procedere a trasferimenti dell'attività in sedi lontane da quella storica, eventualità che implicherebbe per i dipendenti la necessità di trasferirsi e, crediamo, la conseguenza diretta di dover abbandonare il posto di lavoro. Di ufficiale ci sono le smentite dell'azienda, ma rimarchiamo come il polso della situazione interno all'azienda ad opera dei propri dipendenti sia di molta incertezza a riguardo e di una facilmente intuibile preoccupazione legata al proprio futuro professionale. La preoccupazione dei dipendenti è azione legittima, ma in mancanza di azioni pubbliche concrete da parte dell'azienda e soprattutto con conferme ufficiali da parte di quest'ultima nel voler continuare l'attività presso le sedi storiche non porta che a concludere che queste siano preoccupazioni serie da parte dei dipendenti, ma non sfociate in azioni concrete. Segnaliamo come a quest'oggi non risulti pubblicamente un impegno formale da parte dell'azienda a non trasferire l'attività; i nostri avi latini avrebbero commentato "verba volant, scripta manent".
  7. progetti di espansione societaria legati alla logistica sono stati annullati
    sappiamo che Buy on Web SPA aveva in previsione lo spostamento della propria struttura logistica in altra sede, in quanto la struttura attuale aveva già manifestato nella scorsa stagione di vendite natalizia l'inadeguatezza a far fronte alla mole degli ordini; questo è un chiaro segnale di come l'attività di Buy on Web SPA fosse in costante crescita. L'ingresso della nuova compagine amministrativa è coincisa con una sospensione dei piani di spostamento della logistica, atto per certi versi dovuto nel momento in cui un così netto cambiamento societario viene messo in atto. Resta da capire, ma non abbiamo i dati per rispondere a questa domanda, se il piano di espansione logistica sia stato del tutto abbandonato o se viceversa sia stato solo sospeso temporaneamente.

Quanto di fatto gridato dai dipendenti Buy on Web che hanno costituito e fondato il gruppo su Facebook è quindi stato analizzato, e con quanto scritto in precedenza meglio chiarita la genesi amministrativa della società. Buy on Web SPA, ai nostri occhi, è un'azienda che deve fronteggiare da un lato una problematica legata ad una possibile errata gestione di un credito IVA e ad una potenziale contestazione dell'Erario, con una struttura amministrativa di fatto completamente nuova e con una situazione di tensione interna tra i dipendenti dell'azienda. Allo stesso tempo, la società deve continuare a operare nella propria gestione ordinaria, fatta principalmente di acquisto e rivendita di prodotti tecnologici.

Al termine di questo lavoro sono molti gli interrogativi che restano senza una risposta chiara e diretta; ritengo di poter dare, dopo questo lavoro di ricerca e analisi, risposte soggettive, e come tali non certe, ad ognuna delle domande che seguono ma la finalità di questo pezzo è quella di fare chiarezza ove possibile, lasciando che siano gli attori protagonisti a dare risposta ove ritengano il caso. Mi auguro che il lettore di questo articolo abbia maturato, alla fine di questa lettura, il mio stesso sentimento con riferimento a questa vicenda: quello di voler capire più che di giudicare. In ultima analisi ho poco interesse per le società "per se", quanto per le persone che le costituiscono; se ho un pensiero è per i dipendenti e i collaboratori di Buy on Web, che in pieno approccio web 2.0 hanno usato un gruppo di Facebook per il loro grido d'allarme. La cosa non deve sorprendere: Buy on Web è azienda che ha trovato e trova proprio nel web il proprio spazio di esistenza.

Chiudiamo quindi questa analisi con alcune domande, alle quali auspichiamo l'amministrazione della società voglia dare risposta. Da un'azienda che ha sviluppato il proprio business proprio sul web ci auspichiamo trasparenza e velocità nella comunicazione che più che armi sono strumenti fondamentali dell'operare in questo scenario.

  • sono stati segnalati comportamenti potenzialmente lesivi nei confronti dei dipendenti; quanto c'è di vero in questo?
  • qual è il fine ultimo di Dmail Group legato alla proprietà di Buy On Web?
  • l'accordo di vendita del 51% di Buy on Web, risalente all'Agosto 2006, segnalava una opzione di acquisto della totalità delle azioni della società da esercitare tra Aprile e Dicembre 2010: l'opzione verrà esercitata?
  • quale sarà, in Dmail Group, il ruolo dei soci di minoranza Paolo Chiaramida e Giorgio Brojanigo?
  • Dmail Group SPA sta valutando il trasferimento di parte o tutta la struttura operativa di Buy on Web SPA presso altra sede, geograficamente lontana da quella attuale al punto da rendere necessario ai dipendenti un trasferimento dalla loro attuale residenza?
  • i piani di sviluppo della parte logistica dell'azienda sono stati temporaneamente sospesi o del tutto bloccati? Se sospesi, come verranno concretizzati?
  • per quale motivo la valutazione del credito d'IVA è emersa solo in revisione del bilancio 2009 e non in precedenza? Quelle tipologie di vendite sono state infatti effettuate da Buy on Web SPA anche nei precedenti esercizi, sempre per importi considerevoli.
  • Buy on Web SPA ha costituito un fondo rischi specifico per la problematica legata all'IVA a credito? Se si, in che data e per quale importo?

L'ultima domanda è di particolare interesse e da questa dipende, a nostro avviso, il futuro di questa società. Se un fondo di questo tipo venisse costituito la società dovrebbe provvedere a verificare la propria condizione patrimoniale inserendovi il capitale sociale ed eventuali utili maturati nel corso dell'esercizio 2009, stornando altri fondi rischi presenti in azienda e disponibili. Qualora l'importo del fondo rischi fosse superiore a quanto disponibile in azienda ai soci verrebbe richiesto di provvedere a saldare la parte mancante, attraverso la forma dell'aumento di capitale. Qualora uno dei soci non sottoscrivesse l'aumento di capitale questo implicherebbe la sua uscita dalla compagine societaria. Se i soci decidessero di non sottoscrivere un aumento di capitale la società si troverebbe nell'impossibilità di costituire il fondo rischi; da questo la nomina di un liquidatore con il compito di proseguire la gestione nel miglior interesse della società.

Nel primo caso a rimetterci sarebbero alcuni dei soci, di fatto costretti all'uscita dalla società; nel secondo caso le ripercussioni sarebbero generalizzate per tutta la struttura societaria. La costituzione del fondo rischi sembra essere una opzione accessibile per l'amministrazione attuale, in considerazione delle azioni della capogruppo; Dmail Group SPA ha costituito un fondo rischi per l'IVA a credito maturata negli esercizi 2008 e 2009, per i quali è stata presentata IVA consolidata. Non sappiamo se vi siano transazioni con IVA a credito che siano potenzialmente oggetto di verifica da parte dell'Erario che si riferiscano ad esercizi precedenti, per i quali non sia stata presentata IVA consolidata; se così fosse pare logico attendersi da parte di Buy on Web SPA la costituzione di un fondo rischi che replichi quanto fatto dalla capogruppo. La società potrebbe inoltre costituire un fondo che vada anche a coprire parte o tutto il potenziale rischio a capo della capogruppo, costituendo di fatto un secondo fondo a ulteriore tutela della società. Un approccio di questo tipo sarebbe improntato alla massima prudenza da parte degli amministratori, ma se l'importo risultante fosse considerevole implicherebbe forti ripercussioni patrimoniali a carico di Buy on Web SPA oltre alla sottoscrizione di un aumento di capitale consistente da parte dei soci.

La compagine societaria di Buy on Web SPA vede da un lato Dmail Group SPA con il 51% e Web Investimenti SRL con il 49%, quest'ultima in mano ai due soci fondatori di Buy on Web Giorgio Brojanigo e Paolo Chiaramida. Non abbiamo dati numerici pubblici a supporto delle nostre convinzioni, ma possiamo facilmente dedurre quale sia la parte debole in gioco in termini di capacità di far fronte ad un consistente aumento di capitale, qualora questo venisse richiesto. Aggiungiamo che il Presidente di Buy on Web SPA è Adrio Maria De Carolis, attuale Presidente e responsabile Area Media Commerce di Dmail Group SPA.

Alla luce degli eventi degli ultimi mesi che abbiamo dettagliato in queste pagine riteniamo altamente probabile che un fondo verrà costituito, sempre che questo non sia già stato fatto. Da questa azione dipende, a nostro avviso, il futuro dell'asset societario di Buy on Web SPA e per molti versi la strada che questa azienda percorrerà in futuro.

55 Commenti
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drago8928 Giugno 2010, 12:18 #1
mi un articolo piu pubblicità di questo proprio non potevate farlo...che delusione..
Alekos Panagulis28 Giugno 2010, 12:21 #2
Originariamente inviato da: drago89
mi un articolo piu pubblicità di questo proprio non potevate farlo...che delusione..


Ma dai, non è mica un articolo di pubblicità. Ma state sempre a lanciare merda.....
Non è che voglio difendere hwupgrade, che secondo me dopo Tom è il sito di IT più scarso della rete, ma questo mi sembra un articolo sincero e anche appassionato. Finalmente qualcuno che prende posizione!!
Maury28 Giugno 2010, 12:26 #3
Edit
khael28 Giugno 2010, 13:00 #4
Originariamente inviato da: drago89
mi un articolo piu pubblicità di questo proprio non potevate farlo...che delusione..


la delusione è grande nel leggere certi commenti, ma hai letto l'articolo?
Hai avuto 19 minuti per leggere un articolo di 5 pagine, denso di tematiche specifiche...



Originariamente inviato da: Alekos Panagulis
....Non è che voglio difendere hwupgrade, che secondo me dopo Tom è il sito di IT più scarso della rete....


mi sembra un commento da fan boy più che altro...bah

E comunque sia la premessa fatta da paolo mi sembra fughi ogni dubbio.


Complimenti da parte mia a Paolo per i nuovi articoli.

Per quanto mi riguarda leggendo come sono andate le cose, la scelta societaria mi è sembrata giusta e ammirevole.
Alekos Panagulis28 Giugno 2010, 13:07 #5
Originariamente inviato da: khael
la delusione è grande nel leggere certi commenti, ma hai letto l'articolo?
Hai avuto 19 minuti per leggere un articolo di 5 pagine, denso di tematiche specifiche...


Non l'avrà manco letto.....




Originariamente inviato da: khael
Io lodo


khael28 Giugno 2010, 13:09 #6
Originariamente inviato da: Alekos Panagulis
Non l'avrà manco letto.....








vabbe ho scritto mezz'ora un commento, salvato e mi ha dato errore....ci rinuncio oggi non è giornata :P
Tusia28 Giugno 2010, 13:23 #7
Mi interessa il destino dello store visto che ho più volte fatto acquisti, sinceramente negli ultimi anni trovo che non fosse più così concorrenziale rispetto ad altri siti, ha il vantaggio (per me) di poter risparmiare le spese di spedizione visto che è a 3 Km da dove vivo.

Cmq complimemti all'autore, trovo sia molto difficile riuscire a mantenere uno stile neutro trattando un argomento così delicato.
Atheist28 Giugno 2010, 13:31 #8

Su Ragazzi....

.....io son dell' idea che ognuno possa scrivere cio' che vuole...
Ho letto solo il disclaimer iniziale...
e' evidente che dopo tale premessa ,difficilmente la recensione potesse esser negativa!
Un po' di psicologia di base!
Se dovessi scoreggiare in auto...sarei il primo a dire...."ma qui fuori,hanno mica concimato?"
Be smart
Paganetor28 Giugno 2010, 13:32 #9
a me sembra che l'approccio all'argomento (estremamente delicato) sia corretto e professionale: più che specificare all'inizio che non ci sono in essere rapporti di lavoro da due anni cosa dovevano fare? Per fare informazione bisogna parlare di qualcosa, ma se si critica qualsiasi iniziativa solo per partito preso non si va da nessuna parte!

Comunque in effetti è una situazione molto complicata, mi auguro che riescano a sistemare la faccenda perchè le (poche, a dire il vero) volte che ho acquistato da loro mi sono trovato bene!
+Benito+28 Giugno 2010, 13:42 #10
Che articolo strano.
Su un sito come HWU non ho mai visto nulla di simile.
Sul piano umano posso capire che Paolo abbia degli interessi e si sia sentito in "dovere" di prendere una posizione chiarificatrice in questa storia.
Sul piano professionale non sono mai piacevoli coloro che discutono di cose di cui "non si dovrebbero occupare".
Questo non è un sito che possa avere a che fare nè con questioni fiscali, nè di difesa del made in italy, nè sindacali, ed infatti è la prima volta che su queste pagine si legge una cosa del genere.
E' un servizio un po' stile report, piacevolmente neutro, con le tutte le informazioni che sono apparentemente disponibili.....e .....e basta.
Da una discussione nel forum mi aspetterei cose di questo tipo, sulla home del forum no.
Secondo me è meglio che ognuno faccia il suo mestiere e se Paolo crede di potersi cimentare con iniziative di questo tipo penso che sarebbe saggio farlo in altri spazi.

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