Editech 2010, il futuro degli e-book parte 1

Editech 2010, il futuro degli e-book parte 1

Chiusi i battenti di Editech 2010 è possibile fare alcune ipotesi sul futuro dell'editoria, un mondo che si sta già confrontando con la rivoluzione digitale con perplessità ed entusiasmo al tempo stesso. Una occasione di confronto, dove idee e nuove proposte cercano di delineare un futuro che metta d'accordo tutti

di Alessandro Bordin pubblicato il nel canale Mercato
 

Il mercato USA, Europa e Italia

Il successo degli e-book e, di conseguenza, dei dispositivi preposti a supportarli, è legato in maniera molto stretta alla lingua, così come ai canali di distribuzione. A differenza di altre opere di ingegno digitali, come ad esempio il software di produttività, l'e-book è un prodotto fortemente localizzato, in quanto ben poche persone possono permettersi il lusso di leggere libri in una lingua diversa dalla propria. Il mercato USA si è mosso molto prima, proponendo contenuti digitali e dispositivi compatibili con largo anticipo, forti del fatto che gran parte dei libri più "commerciali" arrivano proprio da paesi anglofoni.


Vendite in USA di e-book

Nel 2009, considerando il mercato complessivo del libro, l'e-book costituiva circa l'1,5% del totale, mentre le stime per quest'anno parlano di ben il 5%. Una cifra che può apparire limitata, ma che nel suo piccolo costituisce un mercato più che triplicato rispetto all'anno precedente e con prospettive future rosee.

In Europa la situazione è differente. A guidare la classifica Regno Unito (che condivide con gli USA lingua e titoli) e Francia, entrambe stimate intorno al 2,5% entro la fine del 2010. Il caso della Francia non deve stupire: ancora una volta siamo di fronte a un collegamento diretto lingua-diffusione di e-book, poiché la lingua francese è viene parlata in diversi paesi del mondo. Pur non essendo fra le lingue più parlate, il francese è la seconda (dopo l'inglese), in quanto a diffusione per numero di paesi che la adottano come ufficiale, facendo salire a quali 300 milioni il numero di persone potenzialmente in grado di esprimersi in francese, pur con gradi differenti di correttezza.

Non stupisce dunque vedere in Europa una Francia già avanti nel settore e-book, in quanto le case editrici ci vedono un mercato potenziale ben più ampio di quello che verrebbe in mente pensando alla sola Francia. Discorso tutto sommato simile anche per lo spagnolo o castigliano, parlato e compreso, bene o male, da circa 400 milioni di persone. Pur essendosi differenziato maggiormente, nei vari paesi del mondo, rispetto al francese, anche lo spagnolo costituisce un ottimo idioma dal punto di vista commerciale. Ecco dunque che la Spagna vantava già un buon 1,8% nel 2008, nella percentuale di e-book venduti sul totale. Mancano i dati per il 2010, così come quelli relativi alla Germania, ma ci torneremo non appena saranno disponibili.

E in Italia? Siamo indietro, inutile negarlo. L'anno 2009 la percentuale di vendita di e-book sul totale dell'editoria era dello 0,03%, con stime a fine 2010 che parlano dello 0,1%. Una cifra molto bassa, legata però alla scarsissima diffusione di e-book, motivata da alcune considerazioni solo in parte comprensibili. Vediamo quali.

 
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