Il Cloud Computing in Italia: a che punto siamo?

Il Cloud Computing in Italia: a che punto siamo?

Una ricerca di Nextvalue fa luce sullo stato del Cloud Computing in Italia, mettendolo a confronto con la situazione Europea. Per uno sguardo più approfondito abbiamo intervistato Google Enterprise nella persona di Gabriele Carzaniga

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Mercato
Google
 

Cloud Computing: un parallelismo tra Italia ed Europa

Torniamo nuovamente a parlare di Cloud Computing, questa volta con uno sguardo più ravvicinato alla realtà italiana per capire come stia evolvendo lo scenario nella Penisola. Lo facciamo grazie alla ricerca “Cloud Computing un anno dopo. CIO Italiani e CIO Europei a confronto” nel corso dei passati mesi da Nextvalue, che ha indagato quale fosse lo stato del Cloud Computing in Italia, confrontandolo con la situazione europea.

L'indagine condotta da Nextvalue ha preso in esame un campione di 100 Chief Information Officer (CIO) di medio-grandi aziende italiane, mediante interviste dirette. Per quanto concerne invece la raccolta dei dati sul territorio europeo, è stata conivolta CIOnet, un social network internazionale al quale partecipano i responsabili dei sistemi informativi. Il network è attivo nei paesi di Belgio, Francia, Spagna, Olanda e Gran Bretagna.

La ricerca ha previsto una serie di domande miste, a risposta singola e multipla (motivo per cui in seguito la somma delle percentuali delle risposte singole possono anche superare il 100%). Il Panel italiano intervistato da Nextvalue era così costituito: 39% imprese Top con un fatturato di oltre 250 Milioni di Euro e 61% imprese Medio-Grandi con un fatturato tra i 100 e 250 Milioni di Euro appartenenti a diversi segmenti di mercato (3% Telco e Media, 3% Assicurazioni, 5% Sanità, 7% Banche e Finanza, 7% Logistica e Trasporti, 8% PAL, 16% Utilities, 19% Commercio-Gdo-Retail, 32% Industria). Le interviste sono state fatte di persona, mentre per la parte europea le domande sono state rivolte ai CIO attraverso questionari sottoposti tramite la piattaforma CIOnet.

I primi risultati che emergono dalla ricerca evidenziano una netta differenza tra la situazione italiana e quella europea. Attualmente i CIO della Penisola sono attratti dalle potenzialità del cosiddetto Web 2.0 (business network e social media), indicato dal 44% degli intervistati come la tecnologia più strategica per i prossimi 12 mesi. Il 42% del campione vede invece la virtualizzazione come tecnologia cui fare riferimento per il futuro immediato mentre il 41% guarda con interesse al Cloud Computing.

Nell'area europea sono invece piuttosto differenti le priorità espresse dai CIO: in particolare il 68% degli intervistati colloca al primo posto la Business Intelligence e la Performance Management, il 51% le Unified Communications, Collaboration e Mobile ed il 38% il cloud computing. Al quarto posto la virtualizzazione, con il 30%, non perché abbia perso di importanza quanto più per il fatto che è una tecnologia già adottata ampiamente. Il Web 2.0, che tanto affascina in Italia, in Europa viene considerato dal 29% del campione.

Focalizzando l'attenzione in paticolare sul Cloud Computing viene evidenziato come nel nostro Paese solamente il 16% degli intervistati si sta muovendo attivamente verso l'adozione di questo tipo di soluzioni, laddove nel panorama europeo il 61% del campione ha dichiarato di essere al lavoro su progetti di Cloud Computing. Il principale ostacolo, per i CIO italiani, alla diffusione del Cloud Computing sarebbe rappresentato dalla mancanza di budget, almeno secondo l'84% degli intervistati.

 
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