Eric 2010: Intel, UE e il punto sulla ricerca in Europa

Eric 2010: Intel, UE e il punto sulla ricerca in Europa

Uno sguardo ad alcuni studi presso gli Intel Labs Europe, nonché l'occasione per sentire il parere di membri della Comunità Europea e accademici sul fronte della ricerca nel Vecchio Continente

di Alessandro Bordin pubblicato il nel canale Mercato
Intel
 

Esempi di ricerche

Sono circa 1000 i professionisti, alcuni dei quali italiani, che lavorano a vario titolo negli Intel Labs Europe, in stretta collaborazione con gli ambienti universitari irlandesi e non solo. La scelta dell'Irlanda come base europea non deve stupire. Non è un segreto infatti che l'Irlanda, fra tutti i Paesi membri, svolga la funzione di asso pigliatutto in fatto di investimenti stranieri per attività produttive, grazie ad una concomitanza di fattori davvero interessante.

Il primo, trainante, è di natura economica e fiscale. I governi che si sono alternati nel recente passato irlandese, determinati a far convergere in terra celtica capitali stranieri per risollevare un'economia in crisi, hanno scommesso proprio su agevolazioni fiscali vantaggiose. La seconda, non meno importante, è ovviamente la lingua. E' naturale che aziende straniere cerchino di abbattere le barriere linguistiche fra paese di origine e paese "ospitante". Nel caso di aziende USA in Irlanda questa barriera non esiste proprio.

Una ricerca molto pratica riguarda l'installazione di pale eoliche (e per questo non serve una conferenza, ovviamente), finalizzata alla creazione di una rete specifica per la ricarica delle auto elettriche. Un sistema veramente a impatto zero, che è molto vicino alla realizzazione in Irlanda. 

Anche in questo caso si parte dalla prospettiva 2020: per quella data, i singoli stati europei si sono posti degli obiettivi per soddisfare il fabbisogno energetico attraverso fonti di energia rinnovabili. Come si può notare la più ottimista è l'Austria, forte di un grande apporto dell'idroelettrico, mentre l'Italia è fra gli stati con gli obiettivi più bassi, seguita solo da Lituania e Bulgaria, con un apporto attorno al 5% sul fronte eolico.

Tornando al progetto originale, differenti installazioni eoliche formeranno una rete che verrà gestita da apparecchiature informatiche specificatamente realizzate nei laboratori irlandesi Intel, con finalità pratiche che adiamo a descrivere.

La fornitura sarà divisa in tre sottoreti che saranno di tipo residenziale, pubbliche e per la rete stradale e autostradale. La prima permetterà di ricaricare l'auto nelle ore notturne, con tempi di ricarica prossimi alle 8 ore, andando a colmare il gap che esiste fra il consumo diurno e quello notturno (lo vedremo in seguito). Nelle aree pubbliche saranno presenti centri di ricarica da 2 a 8 ore. E' il caso delle aziende in cui si lavora, scuole, supermercati e strutture dove in genere si è soliti fermarsi per diverso tempo. L'ultima riguarda le aree di servizio, che permetteranno una carica media dell'80% in soli 20 minuti, un tempo tutto sommato breve.

Lo sviluppo di questa struttura è in mano a università e industria e garantirà effettivamente un sistema di trasporto a impatto zero. Siamo di fronte ovviamente a uno delle centinaia di esempi racchiusi nel libretto per la stampa (300 pagine circa), ma che fa toccare con mano l'impegno profuso per una svolta di rilievo nelle attività umane più impattanti, come appunto quella delle automobili a carburante tradizionale.

 
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