Eric 2010: Intel, UE e il punto sulla ricerca in Europa

Eric 2010: Intel, UE e il punto sulla ricerca in Europa

Uno sguardo ad alcuni studi presso gli Intel Labs Europe, nonché l'occasione per sentire il parere di membri della Comunità Europea e accademici sul fronte della ricerca nel Vecchio Continente

di Alessandro Bordin pubblicato il nel canale Mercato
Intel
 

Riflessioni

Mi ricollego al discorso fatto all'inizio sulla ricerca. Adesso che abbiamo potuto gettare lo sguardo su qualcosa di concreto, sebbene su una piccolissima percentuale di quanto viene affrontato nelle opportune sedi sparse per l'Europa, emerge chiara una situazione per certi versi controversa. Per quanto collegata a progetti più o meno concreti, la ricerca può essere considerata una scommessa, un azzardo per anticipare le future tendenze.

Alcune sono molto chiare, come nel caso della rete eolica finalizzata all'automotive, mentre per altre si tratta di ipotesi al vaglio di scienziati e analisti. E' il caso delle ricerche sui materiali, non solo nanotubi di carbonio, che viene affrontata con spinta quasi pionieristica. Non è chiaro se tali sforzi verranno ripagati con l'effettiva realizzazione di qualcosa di concreto, ma è pur certo che nel grande pentolone della ricerca finiscono differenti filoni, alcuni dei quali al limite del visionario.

Eppure è proprio qui che si gioca il futuro della tecnologia, un treno che l'Europa non può permettersi di perdere. Approfondiremo in ogni caso in seguito altri aspetti rimasti fuori da questo articolo per motivi di tempo, anche attraverso contenuti video. L'occasione, è bene ricordarlo, ci è stata offerta da Intel come "prova di forza", ma siamo ovviamente prontissimi a documentare esperienze di qualsiasi azienda intenzionata a mettere in mostra i  propri "lavori in corso".

Si tratta di esperienze che personalmente arricchiscono e contribuiscono a far crescere il desiderio di un futuro migliore, sia esso giocato sul fronte energia che su quello della ricerca medico-scientifica in genere. C'è un rischio latente, che non ho menzionato in precedenza, ovvero quello di legare troppo il nostro futuro al mezzo informatico, più di quanto non lo sia già ora. Non è un aspetto che è stato trascurato: la stessa Intel ha nel proprio organico un'antropologa, Genevieve Bell, con la quale ho scambiato qualche parola.

Alla dottoressa Bell spetta il compito di girare il mondo proprio per parlare con la gente, studiarne le abitudini e non solo in relazione agli strumenti informatici. Capire i limiti oltre il quale il benessere apportato dalla tecnologia diventa un vizio controproducente, o cercare risposte a problemi di interazione sociale ai quali la tecnologia può venire incontro. Considerato l'elevato grado gerarchico all'interno di Intel, il suo parere è tenuto molto in considerazione. L'esperienza irlandese mi ha permesso di dare uno sguardo al futuro più prossimo in molti temi caldi, dei quali purtroppo ho potuto riportare solo una piccola parte. Non mancheranno occasioni comunque di condividere ulteriormente quanto osservato, sia in questa sede che in altre, per capire cosa bolle in pentola sul fronte tecnologico in procinto di entrare nella nostra vita quotidiana.

3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
cristo197621 Gennaio 2011, 13:33 #1
Due aspetti che mi stanno a cuore:

- efficienza energetica generale, partendo dalla fonte migliore al mondo e più antica: il risparmio. In molti casi, sia nel business, nella rpoduttività e nel privato si assitono a sprechi di energia disumani,

- migliorare l'efficenza e la durata degli inverters di ogni tipo di fonte energetica;

PS Comunque da noi la battaglia per avere dignità nella ricerca e riconoscerla ai ricercatori è purtroppo persa in partenza, visti i chiari di luna...vabbè dai da noi le priorità sono altre...(da intendere con molta ironia).
boboviz21 Gennaio 2011, 17:23 #2
Ricerca e Italia: un ossimoro
Tanto per dare una vaga idea: quasi tutti gli stati "maggiori" (usa, cina, giappone, francia, germania, ecc) hanno progetti di calcolo distribuito sulla piattaforma Boinc. L'Italia no.
CHON24 Gennaio 2011, 00:21 #3
Non riesco proprio a capire....
saranno 20 anni che l'uomo ha la tecnologia per alimentare tutto a fonti rinnovabili, costruire trasporti elettrici, riciclare oltre il 90% dell'acqua (vedi missioni spaziali)
saranno 10 che ha la possibilità di fare computers 300 volte più veloci ed efficenti di quelli attuali, ad esempio con i nanotubi di carbonio (senza arrivare a parlare di pc quantici).

Perchè si ostina ad usare fino all'ultima goccia di petrolio e all'ultimo grammo di silicio?
Perchè non capisce che la ricerca e la sua applicazione pratica sono l'unico strumento che ci ha dato la natura per migliorare?

Continuiamo a parlare di come tra 10 anni avremo aumentato del 5% le energie rinnovabili e di quanti soldi prendono i calciatori :P

Il futuro potremmo averlo adesso ma ce lo negano.

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^