Microsoft acquisisce Skype: alcune considerazioni

Microsoft acquisisce Skype: alcune considerazioni

8,5 miliardi di dollari è il valore dell'operazione che ha permesso a Microsoft di portarsi in casa Skype. Una cifra elevata, da molti considerata spropositata, e che rappresenta la più importante acquisizione mai condotta da Microsoft. Quali sono le motivazioni alla base, in che contesto avviene ciò e quali sono i punti di attenzione? Proviamo a darne una visione d'insieme

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Mercato
MicrosoftSkype
 

Introduzione

Il 10 maggio 2011 Microsoft ha annunciato pubblicamente l'acquisizione di Skype, con un'operazione che ha comportato l'esborso di ben 8,5 miliardi di dollari da parte del colosso di Redmond. Si è trattato dell'acquisizione più onerosa di sempre per Microsoft, la quale ha motivato questa decisione dichiarando pubblicamente che l'obiettivo di medio e lungo termine sarà quello di integrare Skype e le sue tecnologie in ogni prodotto Microsoft, in primis Xbox e Windows Phone, ma anche le soluzioni software quali Outlook, Messenger, Hotmail, Lync, Office e via discorrendo.

Queste le parole di Steve Ballmer, CEO di Microsoft, al momento dell'annuncio: "Assieme creeremo il futuro delle comunicazioni in tempo reale, così che le persone possano restare facilmente in contatto con la famiglia, con gli amici, con i clienti e con i colleghi ovunque nel mondo".

L'operazione di acquisizione ha avuto come esito la creazione di una nuova divisione all'interno di Microsoft, la Microsoft Skype Division, presieduta da Tony Bates, precedentemente CEO di Skype, e che riferirà direttamente allo stesso Ballmer. L'istituzione di una nuova divisione dedicata a Skype, e costituita dall'intero team di Skype, è un segnale di come Microsoft intenda (almeno per il momento) mantenere l'identità del programma di videocomunicazione peer-to-peer senza "diluirlo" all'interno delle altre divisioni della compagnia.

L'acquisizione di Skype da parte di Microsoft ha sollevato numerosi interrogativi tra gli addetti ai lavori e tra gli osservatori ed analisti di mercato. A stupire non è tanto l'acquisizione in sé, quanto la cifra di 8,5 miliardi di dollari che Microsoft ha deciso di mettere sul piatto per assicurarsi la compagnia di comunicazione VoIP, soprattutto alla luce di una serie di considerazioni basate sull'analisi del passato di Skype.

Skype, fondata nel 2003 dagli sviluppatori del famoso programma di filesharing Kazaa, è stata acquisita da eBay alla fine del 2005 per 2,6 miliardi di dollari: la popolare piattaforma di aste online pensò che Skype avrebbe rappresentato un valore aggiunto al servizio di compravendita tra privati, facilitando le comunicazioni tra gli utenti. In realtà questa strategia si è rivelata fallimentare, dato che gli utenti di eBay non hanno interesse a comunicare direttamente tra loro. La merce viene proposta e venduta, i pagamenti vengono eseguiti, il tutto in maniera agile e semplice, dove nessuno ha bisogno di parlarsi. Dopo aver riconosciuto l'errore, nel 2009 eBay ha venduto il 70% di Skype alla banca d'investimenti Silverlake Partners per una somma di 1,9 miliardi di dollari.

I risultati di Skype inoltre non sono particolarmente esaltanti: lo scorso anno l'azienda ha registrato una perdita netta di 7 milioni di dollari, su un fatturato di 860 milioni, nonostante vi sia stata una crescita del 40% della propria base di utenti a 145 milioni. Su Skype grava inoltre un debito di 686 milioni di dollari. Alla luce dei risultati e del fatturato dell'anno fiscale 2010, Skype è stata valutata circa 4 miliardi di dollari. Il colosso di Redmond avrebbe potuto acquisire Skype nel 2009, quando la difficile situazione economica globale avrebbe permesso di affrontare un esborso sicuramente inferiore.

Eppure Microsoft ha fortemente voluto Skype, tanto da arrivare a proporre una cifra più che doppia rispetto alla sua valutazione di mercato. Una volontà portata avanti anche da un certo Bill Gates, fondatore, ex-CEO e ora presidente di Microsoft, il quale ha recentemente dichiarato di aver sostenuto l'operazione sin dall'inizio e di aver spronato anche gli altri membri del consiglio di amministrazione a fare altrettanto. Per cercare di capire quali motivazioni abbiano portato Microsoft a questa scelta è opportuno partire da alcune considerazioni.

 
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