Dropshipment: un'opportunità per i retailer online

Dropshipment: un'opportunità per i retailer online

Il popolo italiano mostra di gradire sempre di più l'e-commerce, ma l'apertura di un'attività commerciale online può richiedere investimenti importanti. Il modello di vendita di dropshipment può semplificare le cose e rendere più accessibile l'apertura di uno shop online

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Mercato
 

Alcune considerazioni

Come abbiamo accennato in precedenza la possibilità di aprire un negozio online che operi con il modello di vendita di dropshipment permette di mettere in piedi un'attività di agile gestione: non sono necessari gli spazi e i costi di un magazzino per stoccare la merce, vengono evitate tutte le spese logistiche e di imballaggio dei prodotti ed in generale l'impegno economico per avviare un'attività di questo tipo risulta essere più sostenibile rispetto all'apertura di uno shop online gestito in maniera tradizionale.

Tutto ciò di cui il rivenditore si dovrà occupare è di inoltrare gli ordini al dropshipper ed effettuare il pagamento: le operazioni di invio della merce saranno appunto effettuate dal dropshipper stesso. Per il fornitore la proposta di un servizio di dropshipment rappresenta una opportunità importante per ampliare la propria rete di vendita, estendendo così il proprio raggio di azione sul mercato e, in ultima analisi, incrementando il proprio giro di affari.

A questa serie di vantaggi corrispondono tuttavia una serie di aspetti delicati cui un rivenditore interessato ad appoggiarsi ad un servizio di dropshipment dovrà prestare attenzione. Innanzitutto è opportuno valutare attentamente quali possano essere i margini di guadagno offerti da questo modello di vendita, in quanto i ricavi deriveranno sostanzialmente dalla differenza tra il prezzo che il rivenditore propone al pubblico ed il costo della merce che dovrà corrispondere al dropshipper. La presenza sul web offre da un lato la possibilità di essere raggiunti da un bacino di pubblico più ampio, ma ha come rovescio della medaglia il fatto di trovarsi all'interno di un'arena assieme ad altri agguerriti concorrenti. Non bisogna inoltre trascurare l'eventualità che il fornitore, oltre a proporre un servizio di dropshipment, possa parimenti mantenere una propria attività di rivendita al pubblico, proprio come è il caso di PIXmania. In questo caso il rivenditore si troverà a competere direttamente, sul fronte del prezzo al cliente, con il retailer gestito dal fornitore cui si affida. Un'attività commerciale basata esclusivamente sul modello di dropshipment potrebbe pertanto risultare meno remunerativa di quanto atteso.

Il rivenditore dovrà inoltre essere capace di comunicare tempestivamente al pubblico l'effettiva disponibilità dei prodotti che egli propone nel proprio negozio virtuale: nel caso infatti il rivenditore ordini al dropshipper un prodotto che è esaurito, ma che egli ha proposto al pubblico come disponibile, si verificheranno inevitabilmente ritardi nelle consegne al cliente con eventuali ripercussioni negative sull'immagine e sulla credibilità del rivenditore.

Un rivenditore che desideri appoggiarsi ad un servizio di dropshipment dovrà inoltre verificare scrupolosamente le condizioni di vendita con il fornitore, in maniera particolare per quanto concerne le responsabilità nel caso di disguidi di qualunque genere con l'invio della merce, così come nel caso di prodotti arrivati non funzionanti o danneggiati. Nella maggior parte dei casi sarà il rivenditore a doversi interfacciare direttamente con il cliente per qualunque esigenza di sostituzione o reclamo, e si dovrà altresì occupare di restituire la merce al proprio dropshipper che provvederà alla sostituzione del prodotto.

Il modello di vendita di dropshipment deve essere interpretato con la giusta visione. Può essere infatti un'interessante modalità per accedere allo sterminato mercato dell'e-commerce, in maniera tale da avviare un'attività che possa essere in un secondo tempo ampliata e completata con modelli di vendita tradizionali. Si tratta inoltre di un modello di vendita che può essere adottato in maniera opportuna anche da chi già gestisce un'attività commerciale online tradizionale: affidandosi ad un dropshipper vi è infatti la possibilità di ampliare il proprio catalogo, allargando così l'offerta e migliorando la propria immagine al pubblico, senza che sia necessario dover investire particolari risorse.

17 Commenti
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Paganetor22 Giugno 2011, 15:33 #1
dal punto di vista dell'utente finale, però, a me sembra che si aggiunga un gradino al prezzo (perchè anche l'intermediario vuole la sua parte). Non so se siano così convenienti rispetto agli store con un proprio magazzino, disponibilità più o meno limitata ecc.

Dal punto di vista delle aziende, invece, riduce (e di molto!) i rischi legati alle giacenze.
RR222 Giugno 2011, 15:57 #2
Originariamente inviato da: Paganetor
dal punto di vista dell'utente finale...



Che sia un negozio tradizionale o meno, comunque l'utente finale ci paga qualcosa. Il negozio tradizionale però ha molte più spese: affitto, dipendenti, elettricità, riscaldamento, assicurazione, vigilanza, ecc... e le deve far ricadere sul prezzo finale dei prodotti che vende. Di solito se compri da negozi solo online (parlo per la mia esperienza limitata al mondo della fotografia) sai che risparmi, e spesso parecchio, ma sai altrettanto bene che "disponibile" spesso non vuol dire nulla, che la merce può arrivarti dopo 3 giorni, sia come dopo 30 o più. E che se ti si rompe qualcosa in garanzia devi avere taaaaanta pazienza...
schwalbe22 Giugno 2011, 16:03 #3
Mah. Tutto ciò ha fatto nascere negozi fisici/online con un sterminato catalogo, ma che quando entri son desolatamente vuoti con una zona con vari pacchi da consegnare ai clienti.
Ma vari han già chiuso.
E' solo a vantaggio del distributore, perchè è vero meno capitali e meno rischi, ma stessa torta divisa per molti diventan fettine piccole!
E sotto certi incassi si chiude.
Se poi si è sfortunati e capitan subito delle beghe, si chiude ancor più in fretta, e rimettendoci di più.
Ma al distributore cambia poco. Se non lo vendi tu, lo vende l'altro, e vendita per lui c'è stata!
TheDarkAngel22 Giugno 2011, 16:35 #4
Il dropshipment è solo una grande perculazione per l'utente finale, vuol dire servizio post vendita nullo e tempi di attesa lunghi. Per fortuna è arrivata amazon a portare un pò di civiltà nell'ecommerce italiano.
Notturnia22 Giugno 2011, 16:58 #5
compro per lavoro da pixmania-pro e posso dire che i prezzi sono inferiori a quelli dei negozi.. quindi se ci si mette di mezzo una persona seria i prezzi al pubblico saranno concorrenziali..

in merito ai guasti o altre noie.. ne ho avute e sono state risolte egregiamente da pixmania-pro.. ed eravamo sotto le feste di natale.. ritiro del pezzo danneggiato e sostituzione del nuovo in 5gg lavorativi..

quindi tanto di cappello

ah.. in merito al dropshipment e i tempi di consegna.. di norma non ho mai aspettato più di 3-4 giorni..

EBottegaio22 Giugno 2011, 17:07 #6
Nelle considerazioni finali mancano alcune cose fondamentali quali in marketing, non basta solo aprire un negozio online ma bisogna farlo conoscere e vi assicuro che non costa poco e porta via tanto tempo ovvero un costo che molti non considerano.

Oltretutto scendere nell'arena della vendita di prodotti di elettronica di consumo vuol dire spesso farsi del male e competere con grossi nomi da un lato mentre dall'altro tanti piccoli che offrono lo stesso prodotto magari in DropShipping con lo stesso fornitore.

Insomma come al solito prima di iniziare un attività imprenditoriale bisogna sempre fare un buon Business Plan.

Ciao
anac22 Giugno 2011, 17:18 #7
per me sto sistema serve solo per allungare la filiera e i relativi costi

dal titolo pensavo fosse un'iniziativa tipo amazon prime : paghi 10 euri l'anno e le spedizioni sono gratis
tomenx22 Giugno 2011, 20:54 #8
non fatevi fregare ragà...stò drugshipment mi puzza a fondo di multilevelmarketing e piramidi varie...insomma non buttate i vostri soldi i queste attività che portano utili solo a chi sta in cima alla scala...tipo franchising e altre parolone americane che significano "fregature" !
bertani822 Giugno 2011, 21:01 #9
si sono daccordo....
anche perchè in pratica che fa sto tizio (un cip)
cioè deve solo registrare un dominio e registrare l' attività presso
le autorità competenti. E poi ? mica penserete che si metta a compilare
le pagine del sito a mano una ad una....o ad inviare mezzo fax scritto a mano
l' ordine. E poi non ho capito chi incassa ? (posXXpay e banXXXella a parte che sono ormai dei ministeri che incassano l' IWA (Imposta sul Web Aggiunto)

E poi ancora, fatemi capire, l' affiliato acquista la merce ma non la riceve, oppure non acquista nessuna merce e si tratta quindi
solo di un servizio di "pubblicità" ...cioè per farla breve a quale settore di attività apaprterrebbero questi "affiliati" ?
commercio ? ma se non esiste scambio merce, anzi forse neppure avviene la compravendita...
servizi ? allora si è pagati a pprovvigioni....un rappresentante, "commesso viaggiatore" che non viaggia più ?
avvelenato22 Giugno 2011, 21:11 #10
mi hanno insegnato che l'impresa è una funzione di trasformazione, e quindi l'impresa commerciale una trasformazione spaziale, ovvero logistica: dal fornitore all'ingrosso al cliente al dettaglio.

rimuovendo la logistica all'impresa commerciale la trasforma in una funzione di trasformazione informativa: l'ordine dal cliente al dettaglio, girato presso il fornitore all'ingrosso.
togliendo un pezzo alla catena di trasformazione dell'impresa inevitabilmente togli margini, ma la legislazione italiana obbliga i rivenditori a responsabilità dirette (garanzie, disguidi), che comunque assorbono una parte dei costi di gestione.
Ergo o il rivenditore assottiglia il margine, o aumenta il costo all'utente finale....
questo se si utilizza il dropshipment in totale sostituzione di una soluzione logistica tradizionale.

Ma, mi è venuto in mente mentre scrivevo il post, se il dropshipment viene implementato in maniera ibrida, solo su articoli di reperibilità difficoltosa, e/o la cui domanda è ballerina, e/o il cui prezzo all'ingrosso è a rischio di cali, il dropshipment può avere senso.
Questo perché, allargando il catalogo prodotti, incentiva l'acquisto multiplo da parte dell'utente (di solito si preferisce comprare più cose da un'e-shop, anche a costi leggermente più alti per il singolo prodotto), e quindi rende il negozio competitivo con altri dal catalogo più ampio.
Faccio un esempio, gli SSD due anni fa.
Costosi e la cui domanda era ancora incerta, tenerli a magazzino era un rischio, inoltre come tutte le nuove tecnologie erano vulnerabili ad assestamenti di prezzo (acquistare un prodotto a 1000 e doverlo vendere a 500 non è simpatico...). D'altra parte rinunciarvi significava che un cliente alla ricerca di un pc con ssd poteva preferire un negozio che l'aveva a catalogo.

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