I marchi di maggior valore tra i big della tecnologia

I marchi di maggior valore tra i big della tecnologia

Pubblichiamo un estratto dell'annuale classifica Best Global Brands che elenca i 100 marchi di maggior valore, concentrandoci sulle realtà della tecnologia, che occupano quasi il 30% della lista

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Mercato
 

Introduzione

Fine dell'anno, tempo di bilanci. Lo scorso ottobre Interbrand ha pubblicato la classifica Best Global Brands che ogni anno elenca i 100 brand internazionali di maggior valore. Si tratta di uno dei più influenti studi di riferimento in materia, con una graduatoria che viene compilata seguendo un sistema di valutazione ideato nel 1984 dalla stessa Interbrand e che viene costantemente mantenuto al passo con i tempi tramite revisioni ed adattamenti.

Anche quest'anno, come già fatto nel 2010, vogliamo proporre un estratto di questa classifica con particolare attenzione alle aziende del panorama IT che hanno trovato posto tra i 100 marchi di maggior valore nel 2011; prima di andare ad osservare la classifica è però opportuno puntualizzare quale sia l'attuale fotografia del mondo tecnologico, che nel corso del 2011 ha visto affermarsi alcuni paradigmi il cui germe si è palesato negli anni precedenti e ha, al contempo, assistito alla nascita di alcune tendenze che connoteranno fortemente gli anni a venire.

Uno dei tratti maggiormente distintivi del 2011 è la cosiddetta connettività ubiquitaria: centinaia di milioni di utenti si collegano ad Internet ogni giorno, in ogni momento e in ogni luogo; un fattore che influenza in maniera consistente la cultura contemporanea e porta ad emergere nuove abitudini di comportamento Smartphone e tablet sono ormai diventati di uso quotidiano per una fetta consistente delle nostre necessità di "computing". Questi dispositivi hanno fatto si che cambiassimo in maniera significativa il modo in cui utilizziamo la tecnologia, che è passata dall'essere uno strumento di produttività per i lavoratori ad un mezzo tramite il quale i consumatori arricchiscono le proprie vite. La tecnologia ha cambiato in maniera indelebile il modo in cui comunichiamo e il modo in cui consumiamo l'informazione.

Si tratta di cambiamenti che non si arrestano nel momento in cui l'individuo varca la soglia del luogo di lavoro: uno degli esempi più sorprendenti, a tal proposito, è rappresentato dall'adozione di iPad come strumento per l'accesso alle informazioni corporate e la loro condivisione internamente all'azienda. I tablet e gli smartphone hanno creato un ecosistema in cui i nostri mondi professionali e personali vanno a sovrapporsi. Il successo di dispositivi basati su Android o iOS rappresenta una sfida molto seria per realtà come RIM, con il suo BlackBerry che è stato per anni il dispositivo d'elezione per gli utenti professionali e business.

Alla base di tutto ciò vi è il cloud computing, altro elemento che ha contraddistinto questo 2011. Sebbene la più larga utenza consumer difficilmente possa comprendere la tecnologia che sta alle fondamenta del cloud, bisogna riconoscere che proprio i consumatori hanno abbracciato il cloud con maggiore entusiasmo di quanto fatto dai dipartimenti IT delle aziende. Il cloud consente ai consumatori di accedere in maniera agevole ad una serie di servizi, siano essi di storage remoto o di live streaming, che rendono più profonda l'esperienza online.

Di riflesso il cloud computing offre importanti opportunità ai colossi della tecnologia, come Intel, HP, IBM, Dell per la costruzione di corposi datacenter sparsi per il mondo, in maniera da poter soddisfare la domanda per servizi di cloud computing sicuri per rispondere alle esigenze dei dipartimenti IT delle aziende.

Nel corso dell'anno si è tuttavia assistito alla manifestazione di soluzioni tecnologiche che non sono state progettate secondo le necessità del pubblico ma quanto più come fini a se stesse. Un esempio sono i televisori 3D, la cui commercializzazione prosegue sul mercato nonostante vendite poco entusiasmanti per via di un allineamento non adeguato tra le aspettative dei clienti e l'esperienza offerta dal prodotto. All'opposto i consumatori hanno preferito volgersi in direzione dello streaming live di contenuti, facendo così crescere la popolarità dei televisori connessi. Sony, Samsung e Philips stanno portando sul mercato progetti interessanti e nuove interfacce che permetteranno un maggior livello di interazione anche tra i consumatori.

Quest'anno hanno avuto luogo inoltre una serie di attività cosiddette M&A (Merger and Acquisition - fusione ed acquisizione) che continuano a corroborare la crescita del settore tecnologico, portando ad una ulteriore verticalizzazione. Intel, per esempio, sta rispondendo alle esigenze di sicurezza grazie all'acquisizione di McAfee proponendo un'offerta che spazia dall'hardware ai servizi, passando per il software. Adobe ha acquisito Omniture, realtà specializzata in analitica online, e ha esteso la propria value propositon dalla creazione di contenuti all'analitica e all'ottimizzazione dei contenuti, migliorando la propria portata ed il proprio valore. Da sottolineare, ovviamente, anche l'acquisizione di Skype da parte di Microsoft che, almeno sulla carta, dovrebbe migliorare l'esistente portafoglio di prodotti e servizi per le comunicazioni in tempo reale. Questo genere di acquisizioni sono spesso complicate per un brand: per far leva sulle nuove sinergie deve essere infatti portata a termine l'assimilazione di culture e visioni differenti.

 
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