I marchi della tecnologia nel 2012: cresce Apple, sprofonda BlackBerry

I marchi della tecnologia nel 2012: cresce Apple, sprofonda BlackBerry

Pubblicata l'annuale classifica Best Global Brands della società Interbrand, dalla quale estraiamo un'analisi dei principali brand della tecnologia. Apple è al secondo posto della classifica globale e prima tra i tecnologici, superando IBM. Fanalino di coda è Yahoo!, ma a perdere valore più di tutti è BlackBerry

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Mercato
AppleBlackBerryYahooIBM
 

Chi scende

BlackBerry

Il brand dell'azienda canadese RIM perde il 39% del proprio valore, passando dai quasi 6,5 miliardi del 2011 a poco meno di 4 miliardi che Interbrand ha valutato per questo 2012. Nella classifica complessiva il marchio occupa la 93esima posizione, mentre è penultimo se si osservano solamente i brand della tecnologia. Osserva Interbrand:

"E' stato un anno tumultuoso per il brand BlackBerry. In una categoria che viene trainata più dal design e dall'esperienza utente, BlackBerry sta avendo difficoltà a trovare elementi di differenziazione al di là della sicurezza, di BBM e della sua tastiera fisica QWERTY - nessuno dei quali è in grado di portare elementi di vantaggio sicuri e di lungo termine. Un cambiamento della leadership all'inizio dell'anno ha portato la speranza che la compagnia avesse trovato nuove prospettive. La decisione del nuovo CEO Thorsten Heins di "mantenere la rotta", comunque, ha mostrato una riluttanza ad assumere il rischio di reinventarsi e trasformarsi - tratti che sono essenziali per la sopravvivenza nel mercato ipercompetitivo dell'elettronica di consumo. Per questo il brand resta intrappolato in una crisi d'identità. Nonostante sia da sempre associato al mercato B2B, i clienti stanno avendo difficoltà a capire quale sia il significato del brand BlackBerry, esattamente come la compagnia ha difficoltà a fare la stessa cosa internamente. La compagnia è funestata da lanci prodotto al di sotto delle aspettative, promesse non mantenute (BlackBerry 10 è stato ritardato ancora al 2013) e campagne marketing incoerenti. Senza una chiara idea o una piattaforma su cui costruire e con cui correre, diventa sempre più difficile capire la direzione della compagnia. Le consegne di BlackBerry sono calate del 41% lo scorso anno, e le quote di mercato sono ferme ora al 4,8%. Per poter sopravvivere il brand deve dimostrare di avere rilevanza nell'affollato mercato degli smartphone. Se BlackBerry dovesse riuscire ad offrire una vera esperienza innovativa progettata per i professionisti mobile di oggi, invierebbe il messaggio che il marchio è impegnato sul mercato B2B che una volta ha creato il suo successo".

Nokia

L'azienda finlandese figura purtroppo ancora tra le realtà che vedono calare il valore del proprio brand rispetto all'anno precedente. La flessione di quest'anno è calcolata essere del 16%, che fa passare il valore del marchio Nokia dai 25 miliardi del 2011 ai 21 miliardi del 2012. Come indicato nella pagina precedente, Nokia ha visto Samsung strapparle la prima posizione come volumi di vendita mentre l'azienda è impegnata in una lunga e difficile strategia di reinventarsi:

"Mentre Nokia tenta di reinventare se stessa, il valore del suo brand continua a diminuire. Quest'anno Nokia ha perso la sua posizione come principale produttore di telefoni cellulari in termini di volume e sta perdendo la battaglia degli smartphone. Comunque è il business dei cellulari Samsung che sta avendo il maggiore impatto su Nokia. Per i consumatori il ruolo del brand è cambiato e la loro attenzione si è spostata verso il sistema operativo e le applicazioni che supporta. Con il declino di Symbian OS che accelera, tutte le speranze vengono riposte su Windows Phone. Il lancio di Lumia ha portato ancora Nokia all'attenzione del mondo, ma ancora deve riuscire a guadagnare quote di mercato significative. Per poter riconquistare la spinta e far crescere il valore del machio, Nokia deve essere capace di ritrovare un legame con i consumatori. Deve inoltre mantenere una rilevanza con l'attenzione dei consumatori che è sempre più rivolta verso il software e meno verso il dispositivo fisico. Non v'è dubbio che il recente lancio di terminali Windows Phone 8 sarà cruciale per il futuro del marchio".

Yahoo!

Assieme a Nokia, anche Yahoo! trova nuovamente posto tra i brand con valore in calo. Il 2012 vede una valutazione di 3,8 miliardi per uno dei pionieri del web, con un calo del 13% rispetto al valore di 4,4 miliardi calcolato lo scorso anno. Le difficoltà di Yahoo! di riuscire a ritrasformare il proprio ruolo nel panorama del web sono note al pubblico, e purtroppo aggravate da un tumultuoso avvicendamento di executive avvenuto nel corso dell'anno. L'arrivo di Marissa Mayer sembra però aver portato stabilità, con la compagnia che si prepara finalmente a compiere, con convinzione, una svolta:

"Un brand che ha avuto un ruolo nel definire Internet prima dell'era Google, Yahoo è stato in declino per gli ultimi 10 anni. Sebbene il pioniere dei portali web sia il quarto più grande sito internet e abbia un pubblico stimato in milioni di utenti, ultimamente ha fatto notizia non per i propri risultati ma per i propri passi falsi. Yahoo ha difficoltà a competere nella search, nella mail e nel data sharing. Acquisizioni, come Flickr, sono state sottoutilizzate. Senza un pieno sviluppo di elementi social, Flickr ha perso terreno a vantaggio di Facebook ed Instagram. Se ciò non fosse sufficiente, i fatturati di Yahoo sono stati in calo per diversi anni e i suoi contenuti, una volta una forza dominante nelle news online, hanno bisogno di evolvere. Potenziali compratori sono circolati attorno alla compagnia per gli ultimi due anni e, fino ad ora, nessuno è stato capace di rivitalizzare il brand in rovina. L'ingresso di Marissa Mayer - una ex-dirigente di Google - ora nella posizione di CEO regala ora più che mai la speranza di una svolta in Yahoo!. La compagnia ha davvero il potenziale per tornare sulle scene: il brand è ben riconosciuto, il pubblico è vasto, e nonostante le sfide, i fatturati sono in crescita. Yahoo deve avere la consapevolezza che il contenuto che sta sviluppando arriverà a definirla come un brand e che, in un mondo inondato di informazione, la differenziazione non è mai stata così importante".

L'intero report Best Global Brands 2012 è disponibile, per chi volesse approfondire l'argomento, a questo indirizzo.

7 Commenti
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frankie31 Ottobre 2012, 18:50 #1
Apple sarà salita, ma la fiducia nel brand è diminuita (chi ricomprerebbe un altro prodotto dello stesso brand alla sostituzione) e le % in italia della diffusione lo danno in leggero calo.
SaggioFedeMantova01 Novembre 2012, 04:37 #2
sono contento di vedere qualche marchio italiano in top100, ovviamente non del settore tecnologico
daniluzzo01 Novembre 2012, 10:21 #3
Come mai il Gruppo Volkswagen viene scisso nei singoli marchi?
Quella indicata è la cifra dell'utile netto o lordo?
StepTheBest301 Novembre 2012, 17:55 #4
Sicuramente quelli che sono saliti (e di conseguenza, quelli che sono scesi) se lo sono meritato in pieno, di ritrovarsi dove si ritrovano attualmente. Samsung, Amazon ed Apple hanno sicuramente tattiche di mercato molto più stabili rispetto a Nokia, Yahoo e Blackberry.
egrrob02 Novembre 2012, 10:27 #5
@franke
Apple sarà salita, ma la fiducia nel brand è diminuita (chi ricomprerebbe un altro prodotto dello stesso brand alla sostituzione) e le % in italia della diffusione lo danno in leggero calo.

Fonte?
Eress05 Novembre 2012, 06:26 #6
Dall'articolo:
[I]La risposta alla morte di Steve Jobs lo scorso anno ha dato prova di quanto profondamente milioni di individui sono legati ad Apple su un livello emozionale. [...] Steve Jobs ha riconosciuto che un brand è molto di più di un semplice logo. [Egli] ha compreso che un brand è in grado in maniera unica di umanizzare un business ed è per questo motivo che oggi molti consumatori sono ambasciatori di Apple. [...][/I]

Umanizzare un business...bellissima questa, scusate ma mi viene da ridere
Tempo fa ho avuto anch'io tra le mani un iMac (rigorosamente usato) che ora non ho più e vi assicuro che non mi sono mai sentito emozionalmente legato alla Apple, né tanto meno un suo ambasciatore nel mondo
Non ci vedo tutta questa poesia nella Apple, né tanto meno nei suoi adepti. Quelli della mela sono solo dei bravi affaristi e commercianti a cominciare dal compianto Jobs. Ai secondi, secondo me, piace la roba firmata. E' un po' come Gucci dell'informatica, nulla più
Alla fine un aggeggio apple fa le stesse cose di un qualsiasi altro aggeggio non apple, costando però il doppio perchè fa più figo
Ork07 Novembre 2012, 11:56 #7
Originariamente inviato da: frankie
Apple sarà salita, ma la fiducia nel brand è diminuita (chi ricomprerebbe un altro prodotto dello stesso brand alla sostituzione) e le % in italia della diffusione lo danno in leggero calo.


i dati di vendita e gli studi di settore dicono tutt'altro.. non ha un minimo di flessione.

Quello che mi ha stupito, è la differenza tra mercedes bmw ed audi. praticamente incolmabile.

fortuna che doveva diventare il marchio più importante al mondo..

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