ICT & Gaming: videogiochi per quasi un italiano su due, fra cui molte donne

ICT & Gaming: videogiochi per quasi un italiano su due, fra cui molte donne

Abbiamo assitito a una tavola rotonda con gli sviluppatori di videogiochi, esponenti di Aesvi e del Politecnico di Milano e alcuni ingegneri di HP a proposito dei trend emergenti e delle soluzioni consolidate nel mondo del gaming di oggi.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Mercato
HP
 

Italia, ruolo limitato per lo sviluppo di videogiochi

Quello italiano è dunque un mercato per i videogiochi importante dal punto di vista dei consumi, "ma l'Italia ha sempre avuto un ruolo limitato sul fronte dello sviluppo di videogiochi", deve ammettere tristemente la Malagò. Le cose sembrano però essere destinate a cambiare con l'avanzare delle nuove tendenze di oggi: online, mobile e social media.

Thalita Malagò

Thalita Malagò, Segretario Generale Aesvi

L'Italia si trova, in fatto di creazione di videogiochi, in una prima fase di sviluppo, con tassi di crescita però rilevanti nell'ultimo triennio a livello di azionde che operano professionalmente nel settore e come fatturato. Secondo dati Aesvi, oggi operano circa 80 aziende nel settore dello sviluppo di videogiochi in Italia. Si tratta di aziende di dimensioni relativamente piccole, ma questa è una costante per tutti i mercati nella nostra nazione, che è costruita sulle piccole e medie imprese e sulle aziende a conduzione familiare.

Il mondo dello sviluppo di videogiochi in Italia diventa sempre più importante per le competenze che riesce ad aggregare e per le attività imprenditoriali che ha svolto in questi ultimi anni e che continua a svolgere. Si tratta di aziende ormai consolidate, che possono essere di due tipi: strutturate o individuali, ovvero che ruotano intorno alla figura del loro fondatore.

L'Italia poi annovera un patrimonio importante in termini di startup, che la Malagò definisce "esploratori" e che, questo è certo, necessitano di supporto. Molto spesso si tratta di giovani aziende che lavorano tramite auto-finanziamenti in un contesto di ricerca e di sperimentazione. Il fatto, poi, che in Italia i percorsi formativi strutturati riguardanti il mondo dei videogiochi siano di recente introduzione nel campo universitario fa sì che la maggior parte degli sviluppatori provengano da istituti tecnici.

Il 63% delle aziende videoludiche italiane, continua la Malagò, si occupano di altri tipi di servizi oltre che dello sviluppo di videogiochi, per motivi evidentemente legati all'auto-finanziamento. "Il videogioco è intrattenimento, ma prima di tutto è un linguaggio, caratterizzato da interattività, che può essere prestato con successo ad altri media", ribadisce il Segretario Generale di Aesvi.

L'associazione di categoria ha identificato delle condizioni chiave per dare sostegno agli sviluppatori di videogiochi. Innanzitutto bisogna dare un supporto generico al fare videogiochi. Molti degli sviluppatori, infatti, si sono lamentati con l'associazione per la pesante burocrazia che c'è tutt'oggi in Italia, per l'asfissiante pressione fiscale e per un mercato del lavoro che è ancora privo delle facilitazioni che invece esistono già da diverso tempo negli altri paesi.

La seconda condizione riguarda invece il supporto specifico tra game development e finanziamenti diretti, che in Italia rimangono di difficile reperibilità. Bisogna, infine, incentivare la concentrazione territoriale lavorando su aggregazione e networking. L'obiettivo è che gli sviluppatori di videogiochi italiani facciano fronte comune, brainstorming, e che condividano le tecnologie e il know-how, in modo da affrontare uniti la forte competizione internazionale che c'è nel settore.

Aesvi ha per questo motivo lanciato nello scorso anno il programma Aesvi4Developers: una massa critica che intende abbattere alcune barriere a partire dalla riflessione sulle condizioni di mercato e di sistema. Tra le prime troviamo le nuove piattaforme e le nuove tipologie di giochi, all'interno di un processo che prevede lo sdoganamento del media come prodotto per la nicchia. E infine prestare attenzione a quelli che sono i nuovi consumatori. Le condizioni di sistema, invece, sono quelle prerogative difficilmente modificabili nel settore dello sviluppo di videogiochi italiani: si tratta di condizioni che ci sono o no. La Malagò parla così di talento, investimenti pubblici e privati, di riconoscimento e professionalità, dove, come riconoscimento, intende l'accettazione sociale dei videogiochi in Italia.

Si tratta di un tipo di accettazione che nel nostro paese è sempre stata molto difficile, perché i videogiochi hanno avuto una connotazione sociale negativa fino a pochi anni fa, considerati un tipo di intrattenimento solo per un pubblico giovane. "I principali produttori di videogiochi si trovano in quelle nazioni in cui il gaming viene legittimato come opera creativa di pari dignità rispetto alle altre opere di ingegno consolidate", rincara la dose la Malagò.

Il Segretario Generale viene al piano di iniziative che l'associazione di categoria può portare avanti. Innanzitutto deve avere una presenza come rappresentazione istituzionale, poi incentivare la formazione e ricercare finanziamenti e competitività. Un nuovo game developer deve entare nell'ottica che sta stabilendo una competizione anche internazionale, perché si confronta con competitor a livello internazionale che operano sullo stesso mercato.

Tra le attività a supporto degli sviluppatori patrocinate da Aesvi troviamo il nuovo Gamesforum presso la Camera dei Deputati. Il forum intende promuovere la discussione con gli esponenti politico-istituzionali e del governo su come aiutare il settore a partire dai dati esposti in queste slide. L'Italian Game Developers Summit, invece, si è tenuto in occasione del Gamesweek. Come sa chi segue il mondo dei videogiochi si tratta di una manifestazione consumer che si è svolta quest'anno per la seconda volta a Milano dal 9 all'11 novembre 2012. L'edizione dell'anno scorso ha contato ben 30 mila visitatori.

Al Gamesweek, Aesvi ha organizzato il summit per i giorni del 9 e del 10 novembre, e in quell'occasione ha patrocinato conferenze con sviluppatori italiani e stranieri, sfruttando anche una partnership con l'Olanda, che ha consentito di avere come ospiti quattro sviluppatori olandensi. Nella giornata di sabato ci sono stati anche degli incontri di formazione in cui gli sviluppatori hanno avuto modo di confrontarsi con ingegneri Microsoft.

Ci sarà anche un Italian Padillion al Game Connection, un evento b2b che si svolgerà a Parigi dal 28 al 30 novembre 2012. Il padillion verrà utilizzato per mettere in contatto 7 sviluppatori italiani con investitori stranieri.

 
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