I 6 freni che bloccano il Cloud

I 6 freni che bloccano il Cloud

Le tecnologie Cloud sono al centro dell'interesse di una ampia fetta degli IT Manager, ma ci sono alcuni freni che ancora ne bloccano l'adozione massiccia nelle aziende: ecco la situazione e l'opinione di HP in merito

di Roberto Colombo pubblicato il nel canale Mercato
HP
 

I 6 freni che bloccano il Cloud

Una delle parole del momento è certamente "Cloud": tutti ne parlano, ma l'adozione di questo tipo di approccio prosegue più lentamente di quanto inizialmente sperato. Non solo in Italia, dai nostri incontri e dalle interviste effettuati durante l'evento HP Discover 2013 abbiamo scoperto che anche in altri paesi europei le cose vanno a rilento e che anche negli Stati Uniti la situazione non è così avanzata come si potrebbe pensare di primo acchito.

Ne abbiamo parlato ad esempio con Margaret Dawson, Vice President Product Marketing & Cloud Evangelist di HP Cloud Services, la quale identifica in 6 istanze ben precise i freni che attualmente bloccano la diffusione delle tecnologie cloud: Costi, Complessità, Integrazione, Sicurezza, Conformità. Ecco come possono essere sintetizzate le parolre di Margaret:

Costi - Agli albori delle tecnologie cloud in molti sono rimasti abbagliati dal miraggio del cloud low cost: eliminare server, tecnici, manutenzioni e avere applicazioni, servizi, database in modalità SaaS a costo praticamente pari a zero. La riduzione dei costi è certamente una delle leve per il passaggio al cloud, ma non ci si può aspettare di azzerare i costi: tutto quello che non si ha più 'in casa' e che è gestito dal proprio partner ha certamente un costo, magari più ridotto grazie all'economia di scala, ma che non può diventare troppo ridotto. Il prezzo non deve essere l'unico metro di giudizio in base al quale scegliere il cloud.

Complessità - Passare al cloud può semplificare le cose, magari sollevando dall'incombenza della gestione dell'hardware necessario a supportare i servizi necessari a un'azienda, ma le prime fasi di passaggio dalla gestione tradizionale a quella cloud possono avere un grado di complessità elevato. Alcune aziende sono rimaste 'scottate' per non aver trovato il giusto grado di competenza nella gestione della complessità: in alcuni casi il lavoro da fare è quello di recuperare la fiducia dei clienti nel cloud.

Integrazione - Un discorso che va di pari passo con quanto sopra: per ottenere il meglio dal cloud è necessario che sia costruito tenendo ben presente tutti i servizi con cui l'infrastruttura deve andare ad integrarsi: sottovalutare il discorso dell'integrazione con i servizi e l'infrastruttura già esistente può portare da un lato a un netto rallentamento nella fase di setup del cloud, dall'altro a un netto sotto sfruttamento delle potenzialità delle tecnologie. I programmi di gestione della forza lavoro, gli eventuali database Oracle e SAP, tutto deve rientrare in una strategia globale affinché di possa beneficiare al meglio dei vantaggi del cloud.

Sicurezza - Dalle ricerche di mercato effettuate da HP e dai propri partner emerge come una fetta molto consistente degli IT manager (75%) sia convinta che il cloud sia imprescindibile per il futuro ma più della metà di essi è preoccupata da istanze come la sicurezza. Sicurezza che riguarda i propri dati, ma anche quella dei propri clienti.

Conformità - Le nuove tecnologie spesso presentano nuove istanze al legislatore e in una fase iniziale di sviluppo si trovano a dover rientrare nelle maglie di un sistema legislativo e di regolamentazione non specifico o aggiornato. Da questa discrespanza possono emergere istanze che frenano la diffusione dei nuovi servizi. Un esempio è la conformità alle policy di trattamento dei dati personali come quelli generati dai pagamenti con le carte di credito: per affidare a terzi questo tipo di dati sensibili è necessario che il servizio garantisca la massima conformità alle regole vigenti nel paese.

Mancanza di Standard - Anche la mancanza di standard rallenta la diffusione del cloud nelle tessuto produttivo, sia a livello italiano sia a livello mondiale: inutili complicanze nel passaggio da un sistema all'altro, necessità di riprogettare da zero la struttura se si decide di cambiare vendor con impossibilità per i diversi player di fare interessanti proposte concorrenziali di passaggio ai propri servizi a causa di quello che comporta in termini di costi.

 
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