Bitcoin, è la moneta del futuro?

Bitcoin, è la moneta del futuro?

Prende il via con questo articolo una serie di appuntamenti per affrontare il tema Bitcoin, la nuova moneta elettronica che potrebbe rivoluzionare il futuro. L'argomento è particolarmente complesso e iniziamo affrontando il nodo più ostico: i principi su cui si basa il sistema ideato da Satoshi Nakamoto nel 2009.

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Mercato
 

Superare l'intermediario

Le attività commerciali su internet si basano su sistemi di pagamento elettronico che devono affidarsi a istituzioni finanziarie le quali, in qualità di terze parti fidate, si occupano di processare i pagamenti elettronici. Si tratta di un sistema che nella pratica ha mostrato la capacità di funzionare in maniera abbastanza soddisfacente, ma che soffre di alcuni punti deboli che sono intrinseci del modello basato su un intermediario fidato.

In questo tipo di modello, ad esempio, non è possibile garantire transazioni completamente non-reversibili, dal momento che le istituzioni finanziarie non possono non accollarsi l'onere della mediazione delle dispute. Onere che non è solo immateriale, ma che grava sui costi di transazione rendendola di fatto conveniente solamente al di sopra di un determinato valore e escludendo così la possibilità di utilizzare il sistema per effettuare microtransazioni.

La reversibilità delle transazioni impone inoltre la necessità di un elevato livello di fiducia. I commercianti, ad esempio, richiedono ai propri clienti più informazioni di garanzia di quelle che normalmente sarebbero necessarie per concludere una transazione finanziaria e l'acquisto di merci e/o servizi. In un sistema di questo tipo, inoltre, viene comunemente accettata anche una limitata occorrenza di frodi poiché considerate inevitabili. Si tratta di problemi che in realtà non sono presenti in tutte le forme di pagamento fisico e diretto, con denaro contante e materiale: una forma di pagamento che è difficile poter tradurre in una controparte completamente digitale.

Una strada alternativa alle comuni forme di pagamento elettronico, e che non imponga la necessità di appoggiarsi ad una terza parte fidata, viene proposta nel corso del 2008 da Satoshi Nakamoto (pseudonimo dietro al quale si cela più probabilmente un gruppo di persone) il quale definisce un nuovo sistema di pagamento elettronico basato su prove crittografiche e non più sul trust affinché sia possibile consentire a due parti di transare direttamente l'una all'altra senza la necessità di un intermediario fidato. L'impiego di prove crittografiche rende la transazione computazionalmente "scomoda" da invertire, il che protegge i venditori dalle eventuali frodi.

In questo caso, però, si pone un importante problema da risolvere affinché il sistema sia robusto e non collassi su se stesso: evitare i fenomeni di double-spending. Evitare, cioè, che una stessa singola moneta sia spesa più volte per effettuare più transazioni differenti. Il modo di risolvere questo problema viene individuato nell'impiego di una rete peer-to-peer che agisca da server timestamp (cioè da marcatore temporale) e che possa così generare una prova computazionale dell'ordine cronologico delle transazioni, evitando quindi che la stessa singola moneta sia spesa più volte: le transazioni vengono concatenate utilizzando funzioni di hash in una catena di cosiddette proof-of-work (spiegheremo nel dettaglio in seguito). Ogni nuovo anello della catena dipende pertanto dagli elementi contenuti nell'anello precedente e per questo motivo, qualora si alterasse un anello, sarà necessario rifare il lavoro daccapo per cambiare anche tutti gli anelli successivi.

In questo modo, più una catena è lunga, più testimonierà di essere frutto di un grande lavoro di computazione. Il sistema è sicuro nella misura in cui i nodi onesti controllano collettivamente una potenza computazionale superiore a quella di un qualsiasi gruppo di nodi organizzatisi per compromettere il sistema.

La rete stessa non richiede una particolare struttura per poter operare, con le comunicazioni che circolano in forma best-effort e con i nodi che possono scollegarsi e ricollegarsi alla rete in qualsiasi momento, accettando la catena di proof-of-work più lunga come prova di ciò che è accaduto nel momento in cui essi non erano connessi alla rete.

 
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