Liberalizzazione dei gTLD, la rivoluzione degli indirizzi web

Liberalizzazione dei gTLD, la rivoluzione degli indirizzi web

Prestissimo inizieranno a circolare nomi a dominio con le nuove estensioni create dall'ICANN: da .pizza a .app, da .photography fino a .news. Gli indirizzi web non saranno più quelli che abbiamo conosciuto fino ad oggi

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Mercato
 

Intervista a Gabriele Sposato, Head of Domain Product Management - Register.it

-Liberalizzazione gTLD, di che cosa si tratta nello specifico?

S’intende la liberalizzazione dei nuovi domini generici di primo livello ovvero i generic Top Level Domains; per intenderci si tratta delle principali estensioni a dominio – la parte del dominio che si trova a destra del punto - a cui per tanti anni siamo stati abituati, come per esempio: .com, .net, .org, .biz,.pro, .info, .tel, .mobi, etc. Per moltissimi anni i gTLD disponibili sono stati poco più di 20, ma a seguito di questa liberalizzazione prevista da ICANN , l’ente sovranazionale responsabile della gestione e del coordinamento del sistema dei nomi a dominio a livello globale, è a brevissimo previsto l’effettivo ingresso sul mercato di molte nuove estensioni legate a marchi aziendali, nomi generici, aree geografiche o community.

-Quali sono i motivi che hanno spinto l’ICANN a prendere questa decisione?

Obiettivo di questa liberalizzazione è fondamentalmente ampliare il panorama delle opportunità legate al mondo del web e incentivare la competizione del settore.

-Quali sono i nuovi scenari che si aprono per aziende e per i privati?

Circa 700 nuovi domini verranno introdotti nel mercato nei prossimi tre anni, dei quasi 2.000 per i quali era stata fatta richiesta ad ICANN, e ciò darà vita ad una vera e propria rivoluzione digitale. Le aziende e i privati possono già fare richiesta per aggiudicarsi per tempo i domini di loro interesse. I primi sono già stati introdotti a partire da ottobre e nel mese di febbraio ne verranno rilasciati degli altri, in primis .VENTURES, .CLOTHING, .SINGLES, .GURU, .HOLDINGS, .PLUMBING, .BIKE. il 5 febbraio e .LIGHTING, .EQUIPMENT, .PHOTOGRAPHY, .GRAPHICS, .ESTATE, .GALLERY, .CAMERA il 12 febbraio.

Il rilascio di un nuovo dominio si articola in tre fasi durante i quali aziende e persone possono esprimere il loro interesse con alcune differenze: la 1° fase di pre-lancio, altrimenti detta Sunrise Period, è dedicata solo ai possessori di marchi registrati; la 2° fase di Early Access Period è aperta a tutti, ma a un prezzo superiore; la 3° fase di General Availability è aperta a tutti ad un prezzo standard. In generale i nuovi domini stanno riscuotendo notevole entusiasmo sia da parte dei privati, sia da parte delle aziende.

-Vi sono nuove opportunità di business?

I nuovi domini offrono sicuramente nuove ed interessanti opportunità di marketing. Alcuni brand e possessori di marchi registrati hanno già ottenuto la registrazione del proprio dominio aziendale personalizzato, come ad esempio .gucci o .fiat per fare alcuni esempi del panorama italiano, e ciò rappresenta naturalmente una leva strategica in termini di brand identity, poiché consentirà di essere più riconoscibili per il cliente garantendo al contempo affidabilità e sicurezza.

Moltissime opportunità sono offerte anche dai domini generici che coprono i più svariati settori, dallo sport all’entertainment alla finanza, come per esempio .yoga, . bank, .pizza, e che permettono di creare un dominio affine al proprio business e di essere quindi più facilmente memorizzabili per i clienti. Inoltre sono abbastanza intuitive le opportunità offerte in ambito turismo dai nomi geografici come .paris o .london. Interessanti in termini di marketing anche i nuovi domini che possono aiutare nella costruzione di community come .bike, .green o .music.

Infine, anche gli IDN (Internationalized Domain Names) ovvero i nuovi domini con caratteri non latini che testimoniano la volontà di ampliare il mercato e consentono di raggiungere un pubblico globale, rappresentano uno strumento strategico per le aziende che operano all’estero.

-La liberalizzazione dei gTLD porta qualche rischio? Se sì, come è possibile mettersi al riparo da essi?

È vero, la liberalizzazione dei nuovi domini espone a rischi di disorientamento da parte degli utenti e a possibili danni a livello economico e d’immagine legati alla eventuale perdita di domini fondamentali per il proprio business e non registrati preventivamente e a maggiori minacce di cybersquatting. Il database globale Trademark Clearinghouse, dove vengono custoditi i dati dei marchi registrati che ne hanno fatto richiesta e che soddisfano gli standard previsti, è stato proprio istituito in risposta a queste minacce.

In virtù della certificazione quale Trademark Clearinghouse Agent, Register.it aiuta le aziende a inserire il proprio marchio in questo database, contribuendo alla loro tutela e mettendole al sicuro da abusi. L’inclusione del marchio nel database centralizzato Trademark Clearinghouse garantisce infatti ai titolari una sorta di diritto di priorità per la registrazione di uno o più domini relativi al proprio marchio nelle fasi di pre-lancio dei nuovi gTLD approvati da ICANN e l’immediata comunicazione in caso di registrazione da parte di terzi di domini corrispondenti al marchio così da poter intervenire tempestivamente per un eventuale processo di recupero.

Entrando a far parte di Trademark Clearinghouse è possibile aderire anche a Domains Protected Marks List, che permette di inibire la registrazione di domini corrispondenti al marchio tutelato o a un termine contenente il marchio in oltre 200 delle nuove estensioni. Avendo ottenuto la certificazione di agente accreditato per il servizio di Trademark Clearinghouse, Register.it è anche in grado di gestire per le aziende clienti tutti gli aspetti burocratici e strategici finalizzati alla protezione del marchio. Può infatti supportare le aziende verificando la consistenza dei documenti necessari e dei requisiti richiesti e assistendole nella raccolta e presentazione della documentazione. Non solo, ma può definire insieme alle aziende la strategia più efficace per la protezione del brand, aiutandole a scegliere tutti i domini che è fondamentale assicurarsi in linea con gli obiettivi di business.

-Come affronta Register.it la liberalizzazione dei gTLD?

L’impegno di Register.it è duplice, nei confronti delle aziende e dei privati. Innanzitutto la registrazione dei nuovi domini generici rappresenta un passo importante verso una corretta brand strategy nell’attuale scenario digitale ed è fondamentale per assicurarsi un vantaggio competitivo in linea con le priorità di business. Per questo ci impegniamo per aiutare le aziende a prendere consapevolezza delle opportunità e al contempo dei rischi legati alla liberalizzazione dei domini e le supportiamo ai fini dell’imminente processo di registrazione. La certificazione Trademark Clearinghouse è chiaramente un supporto importante in questa logica.

Ma Register.it supporta anche i singoli, e chiunque sia interessato a pre-registrare un nuovo nome a dominio di primo livello, con un servizio che consente di creare gratis una lista dei domini d’interesse, una sorta di Watchlist, e di essere tenuti informati su novità, tempistiche e modalità di registrazione. Al via proprio in questi giorni anche il nuovissimo servizio di pre-registrazione per aggiudicarsi la priorità nei primi istanti di apertura della General Availability relativa al dominio d’interesse e avere maggiori probabilità di assicurarsi un nome strategico per il proprio business.

A partire dal prossimo mese avrà infatti inizio la fase di General Availability dei primi nuovi domini, durante la quale chiunque potrà farne richiesta, e con la pre-registrazione è ora possibile manifestare il proprio interesse prima che venga reso disponibile. Il nuovo servizio è gratuito e semplicissimo da utilizzare. Le richieste di pre-registrazione verranno presentate in base al principio “first come, first served”. A differenza dei competitor, Register.it non richiede un costo per la pre-registrazione, ma solo il pagamento del canone effettivo del dominio per cui, se al termine delle procedure la registrazione non dovesse andare a buon fine, è previsto il rimborso integrale.

Di fatto quello dei nuovi domini è ancora un tema poco dibattuto sui cui è necessario che le aziende e le persone sviluppino consapevolezza e per questo Register.it non si limita a fornire servizi per imprese e singoli ai fini della registrazione dei nuovi nomi a dominio, ma s’impegna con attività educational per offrire a tutti l’occasione di comprendere la portata di questa rivoluzione digitale. Per questo nelle prossime settimane il tema dei nuovi domini sarà anche al centro delle attività della Scuola di Register.it – un vero e proprio Online Business Training, ovvero sessioni formative online gratuite per aziende, professionisti e privati. Al momento sul sito dedicato è già disponibile la lista dei domini prossimi al rilascio: http://corsionline.register.it/nuovi-gtld.

20 Commenti
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Ora9223 Gennaio 2014, 15:37 #1
Non ho voglia di leggere... In poche parole a me cambia qualcosa?
zappy23 Gennaio 2014, 16:43 #2
che troiaio.
roccia123423 Gennaio 2014, 17:08 #3
Scommetto che i .porn sono già tutti prenotati
frankie23 Gennaio 2014, 17:46 #4
Di sicuro non prenderei mai il .armani , la storia insegna...

a quando h.wu
TheMonzOne23 Gennaio 2014, 18:24 #5
Ma...una domanda mi sorge spontanea...ma le grandi marche, o comunque chiunque registri un TLD usando il proprio marchio, come diavolo fanno per il sito "madre"?
Ad esempio i citati FIAT e GUCCI che, al momento, si trovato rispettivamente su fiat.it e gucci.com che diavolo fanno, www . fiat . fiat e www . gucci . gucci? Potrebbe andar bene se fiat creasse, ad esempio, www . panda . fiat, questo ci può ancora stare...ma per il sito principale diventerebbe una porcata per tutti...ma cosa fai, crei il TLD per gli "accessori" e lasci il sito principale su un banale TLD classico?
cagnaluia23 Gennaio 2014, 23:29 #6
non mi piace questa cosa...
maxmax8024 Gennaio 2014, 08:21 #7
Originariamente inviato da: cagnaluia
non mi piace questa cosa...


mi associo
*aLe24 Gennaio 2014, 08:55 #8
Originariamente inviato da: frankie
Di sicuro non prenderei mai il .armani , la storia insegna...
Me lo ricordo anche io... Alla fine è rimasto senza nulla in quanto i soldi presi come risarcimento non coprivano neanche i debiti che aveva fatto, credo addirittura che abbia chiuso il negozio ora.
Ciò non toglie che registrare armani.it come dominio per il sito di un timbrificio è quantomeno... Fuorviante, ecco: rischi che i tuoi clienti non ti trovino, e che ti trovino invece gli aspiranti clienti di Giorgino (clienti che, ahimé, non credo abbiano bisogno di un timbrificio).

In ogni caso sicuramente una volta a regime sarà una soluzione più comoda, temo però sia più rischiosa per la sicurezza degli utenti meno smaliziati.
Già è un attimo adesso "cadere" nelle mani sbagliate se non si è sicuri di quel che si fa, figuriamoci dopo...
SpyroTSK24 Gennaio 2014, 09:49 #9
Originariamente inviato da: TheMonzOne
Ma...una domanda mi sorge spontanea...ma le grandi marche, o comunque chiunque registri un TLD usando il proprio marchio, come diavolo fanno per il sito "madre"?
Ad esempio i citati FIAT e GUCCI che, al momento, si trovato rispettivamente su fiat.it e gucci.com che diavolo fanno, www . fiat . fiat e www . gucci . gucci? Potrebbe andar bene se fiat creasse, ad esempio, www . panda . fiat, questo ci può ancora stare...ma per il sito principale diventerebbe una porcata per tutti...ma cosa fai, crei il TLD per gli "accessori" e lasci il sito principale su un banale TLD classico?


easy: http://www.gucci

che poi è da ricordare che il "www" (dominio di terzo livello) viene/veniva utilizzato per definire il sito web del dominio (dominio != sito), ad esempio: http://www.google.it è raggiungibile da http://google.it, ma...se io volessi usare solamente http://www.google.it nel mio dns basta che tolgo il record CNAME/A/AAAA "google.it" e lascio solo "www.google.it", e sarà visibile solo se si mette www davanti.
ArteTetra24 Gennaio 2014, 09:58 #10
Finalmente. Non vedevo l'ora di poter scrivere indirizzi come blabla.photography, asdasd.equipment e così via. Che comodità!

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