Liberalizzazione dei gTLD, la rivoluzione degli indirizzi web

Liberalizzazione dei gTLD, la rivoluzione degli indirizzi web

Prestissimo inizieranno a circolare nomi a dominio con le nuove estensioni create dall'ICANN: da .pizza a .app, da .photography fino a .news. Gli indirizzi web non saranno più quelli che abbiamo conosciuto fino ad oggi

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Mercato
 

gTLD, prestissimo nuovi nomi a dominio

Sono passati quasi tre anni da quando l'Internet Corporation of Name and Numbers (ICANN), ovvero l'ente non-profit che dal 1998 si occupa della supervisione e gestione di molti aspetti tecnici e normativi legati alla Rete, ha votato a favore per la liberalizzazione dei generic Top Level Domains (gTLD): la possibilità di utilizzare qualsiasi stringa di caratteri (e quindi qualunque parola in qualsiasi lingua) per la creazione di nuove estensioni a dominio che andranno ad aggiungersi ai conosciutissimi suffissi .com, .it, .org e via discorrendo.

Dall'approvazione della liberalizzazione fino ad oggi l'ICANN si è occupato di mettere in piedi il sistema tecnico e di riferimento che permettese di utilizzare i nuovi gTLD e, soprattutto, ha avviato il primo Application Period nei primi mesi del 2012, ovvero la finestra temporale durante la quale è possibile inviare all'ICANN stessa una richiesta per la creazione di un nuovo gTLD.

Ricordiamo che l'invio all'ICANN di una richiesta di creazione di un nuovo gTLD comporta un costo di 185 mila dollari, quale misura adottata per evitare fenomeni di cybersquatting. Nel caso di mancata creazione il rimborso sarà corrisposto in percentuali variabili, dall'80% al 20%, a seconda della fase raggiunta dal processo di valutazione.

Il primo gruppo di nuovi gTLD sono stati resi disponibili nel corso del passato mese di ottobre, mentre altri 14 nuovi gTLD saranno disponibili a partire da febbraio. Nel corso dei prossimi tre anni verranno via via messi a disposizione dall'ICANN oltre 700 nuovi gTLD dopo un processo che ha imposto all'ICANN il vaglio di oltre 2000 richieste. E' quindi possibile in questi mesi iniziare a richiedere, alle realtà preposte, la registrazione di nomi a dominio comprensivi di nuovi gTLD.

Nel giro di breve tempo, quindi, inizieremo a veder circolare indirizzi web un po' diversi da come siamo stati abituati fino ad ora. Inizialmente i nuovi indirizzi potrebbero disorientare i più, ma sul lungo periodo il nuovo sistema dei nomi a dominio composti con i nuovi gTLD dovrebbe consentire in molti casi una maggior trasparenza e chiarezza, oltre a rappresentare per le realtà commerciali un nuovo modo per rafforzare l'identità del proprio marchio.

Per cercare di comprendere un po' meglio questa nuova rivoluzione, e in modo particolare cosa accada nel caso di marchi registrati, abbiamo intervistato Gabriele Sposato, Head of Domain Product Management di Register.it, società che si occupa di offrire, oltre a vari servizi tra cui hosting, creazione di siti web e caselle PEC, anche quello di registrazione dei nomi a dominio.

 
^