Ancora Apple ai vertici dei brand di maggior valore

Ancora Apple ai vertici dei brand di maggior valore

Apple per il secondo anno consecutivo è il marchio di maggior valore, in un anno che Interbrand definisce come l'avvio di una nuova era: l'Age of You. Tra gli altri si distingue Facebook, il cui marchio cresce in valore dell'86%

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Mercato
Apple
 

I cinque brand tecnologici nella top-ten

Apple

Apple è per il secondo anno consecutivo il marchio di maggior valore, sia tra quelli legati al mondo della tecnologia, sia in termini assoluti. L'azienda, il cui brand vale oltre 118 miliardi di dollari e cresce del 21%, ha saputo ampliare la propria penetrazione nel pubblico, si sta allargando in maniera credibile in nuovi settori e ha approntato un nuovo management in grado di affrontare le sfide future. Ecco un estratto delle considerazioni di Interbrand:

"La vera rivoluzione è il modo in cui tutti i prodotti Apple - e altri migliaia tra quelli di sviluppatori, produttori e servizi terzi - ora lavorano insieme. Il nuovo ecosistema Apple ha cambiato il nostro mondo in un grande computer ubiquo attorno a noi in ogni momento. Dal monitorare le pulsazioni e fare acquisti al controllare i dispositivi a casa, l'obiettivo ultimo di Apple è di far sì che tutto nella tua vita funzioni meglio. Con sensori ovunque e le interazioni dei consumatori che diventano ogni giorno più profonde, si può affermare con certezza che Apple non solo è tornata, ma sta coraggiosamente preparando la strada alla Age of You"

Google

Il colosso di Mountain View è proprietario di un marchio che si piazza al secondo posto con un valore di 107 miliardi di dollari e crescendo del 15% rispetto allo scorso anno. Il brand Google rappresenta un'azienda che sta allargando la già enorme base utenti cui si rivolge e sta seguendo una strategia di mercato molto aggressiva. Non solo, Google sta investendo anche molto in attività di Ricerca e Sviluppo per concretizzare tecnologie che potrebbero davvero rivoluzionare il mondo. Ecco che ne pensa Interbrand:

"Un'attenta analisi dei 17 miliardi di dollari che Google ha speso nel corso degli ultimi due anni solo per acquisizioni all'interno degli USA mostra che Google sta spingendo audacemente nella robotica, nell'intelligenza artificale, nella biotecnologia, nei dispositivi connessi e negli indossabili, così come nel miglioramento e nell'estensione delle attuali tecnologie con passi avanti significativi. Mentre queste acquisizioni possono sembrare le più disparate, Google in ultima analisi cerca di raccogliere più informazioni sui consumatori così che possa offrire esperienze più personalizzate. E con il suo raggio di azione nella search, nella pubblicità, nei dispositivi Android, nelle app e in Google+, per non menzionare il suo motore di ricerca originale, Google ha certamente le capacità e le rsorse per mantenere la propria visione".

IBM

L'azienda conosciuta anche con il soprannome di Big Blue vede calare il valore del proprio marchio, rispetto allo scorso anno, dell'8% a 72 miliardi di dollari, collocandosi al quarto posto della classifica Interbrand. Il 2014 ha rappresentato un anno di svolta per la compagnia, che ha registrato una flessione sia in fatturato sia negli utili operativi rispetto al 2013 e ha deciso di spostare la propria attenzione dalla strategia "Smarter Planet" verso il mondo dei big data, dell'analitica e del cloud computing. IBM si trova però a dover affrontare molti concorrenti sullo stesso campo di battaglia e deve decidere in che modo fare leva sul proprio marchio per differenziarsi nei prossimi anni. Le considerazioni di Interbrand:

"L'alleanza con Apple annunciata a luglio 2014 porterà alle realtà aziendali i dispositivi, i servizi, la sicurezza, l'integrazione di cui esse hanno bisogno per sfruttare il pieno potenziale del mobile. Mentre Apple beneficerà di una maggior penetrazione nelle aziende, per IBM ottenere l'accesso a dispositivi popolari permetterà di disporre di quelle leve che essa ha bisogno per competere con le compagnie che offrono servizi simili. Se la partnership dovesse dare i suoi frutti, l'input di miliardi di datapoint dai dispositivi iOS potrebbe enormemente arricchire l'analitica di IBM. [...] La compagnia ha inoltre svelato TrueNorth nel 2014, un computer neurosinaptico ispirato al cervello che può esssere usato in abbinamento con altre tecnologie di cognitive computing per creare sistemi in grado di apprendere, ragionare ed aiutare gli umani nel processo decisionale. Dato il potenziale di cambiare alle fondamenta il computing e trasformare la scienza, l'amministrazione, il business e la società, questa tecnologia potrebbe essere la base per un altro punto di svolta di uno dei brand più ingegnosi e autentici al mondo"

Microsoft

Nel bel mezzo di un anno di intensa trasformazione, con il passaggio di testimone da Steve Ballmer a Satya Nadella alla guida dell'azienda, il marchio Microsoft viene valutato per 61 miliardi di dollari, riuscendo a crescere del 3% rispetto alle valutazioni dello scorso anno e posizionandosi al quinto posto della classifica. L'avvento di Nadella al timone della compagnia sembra a tutti gli effetti essere l'inizio di una nuova era, con una grande volontà di evolvere la cultura dell'azienda per essere pronta a rispondere alle domande del futuro. L'azienda di Redmond ha poi mutato il proprio assetto da "Windows first" a "Cloud and mobile first", segnando un distacco dalla storica strategia della compagnia nel campo del software desktop. Ecco che ne pensa Interbrand:

"Microsoft ha seguito la sua visione di offrire prodotti e servizi legati al mobile e al cloud in vari modi. Il dominio nel mondo enterprise continua e Microsoft sta lavorando duramente per assicurare il passaggio alle aziende da Windows XP verso Windows 8. Nel mondo mobile il completamento della divisione Devices and Services di Nokia la posiziona molto bene per competere con gli avversari. L'integrazione delle interfacce telefono, tablet e desktop abilita un'esperienza più omogenea per gli utenti e gli sviluppatori e il rilascio della suite Office per iPad mantiene il brand rilevante su varie piattaforme. [...] Nel mondo del gaming Microsoft ha recentemente concluso le trattative per acquisire la parent company di Minecraft. La vicenda segnala che Microsoft ha pienamente realizzato come il gaming stia cambiando e come intenda essere presente sul mercato".

Samsung

Cresce del 15%, a 42 miliardi di dollari, il valore del marchio Samsung, che si colloca alla settima posizione della classifica Best Global Brands. L'azienda coreana continua ad investire importanti risorse sulle attivitò di ricerca e sviluppo, sia in campo tecnologico sia in campo di design. In termini di volumi di vendita Samsung continua a dominare il mercato degli smartphone e lo scorso anno, nel 2013, ha raddoppiato la presenza in quello dei tablet. Il colosso ha iniziato inoltre a dettare il ritmo nella categoria dei wereables, che rapppresentano il punto focale della prossima ondata di innovazioni tecnologiche. Ecco che ne pensa Interbrand:

"Con Internet of Things che continua a creare funzionalità smart attraverso la moltitudine di dispositivi che connetteranno le vite dei consumatori, la diversità e l'abilità di Sasmung di innovare la lasciano ben posizionata per capitalizzare pienamente sull'imminente Age of You. La massiccia espansione di funzionalità nell'Age of You richiederà alle tecnologie di comunicare attraverso piattaforme e una convergenza attorno le necessità e i desideri dei consumatori. [...] La forza marketing di Samsung è stata evidente durante la sponsorizzazione delle Olimpiadi invernali 2014 e delle Paralimpiadi a Sochi e in particolare quando il brand ha avuto un ruolo da protagonista nel famoso selfie agli Oscar 2014 che ha fatto il giro di tutto il web".

8 Commenti
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Littlesnitch28 Ottobre 2014, 13:27 #1
In questo preciso periodo storico mi pare che sia ineccepibile la valutazione, infatti ai primi 2 posti abbiamo Apple e Google che nel bene e nel male sono costantemente sulla bocca di tutti e sono anche le 2 aziende più sane finanziariamente al mondo.
Univac28 Ottobre 2014, 14:36 #2
Ma non era la Ferrari? Manco e' in classifica.... qualcosa non torna.
(edit: ammetto di non aver letto l'articolo )
Tatsuya28 Ottobre 2014, 17:25 #3
Originariamente inviato da: Univac
Ma non era la Ferrari? Manco e' in classifica.... qualcosa non torna.
(edit: ammetto di non aver letto l'articolo )


Non so come fosse messa Ferrari negli anni scorsi ma visto l'allontanamento di Luca Luca Cordero mi sa che ultimamente non se la passa così bene
Suppongo qui si parli di un aspetto prettamente economico, fama, prestigio e storia dubito facciano molto testo :P
Littlesnitch28 Ottobre 2014, 21:43 #4
Originariamente inviato da: Tatsuya
Non so come fosse messa Ferrari negli anni scorsi ma visto l'allontanamento di Luca Luca Cordero mi sa che ultimamente non se la passa così bene
Suppongo qui si parli di un aspetto prettamente economico, fama, prestigio e storia dubito facciano molto testo :P


L'anno appena chiuso dalla Ferrari è un anno da record sotto tutti i punti di vista tranne la scuderia di F1, quindi Montezemolo sicuramente non è stato allontanato a causa dei risultati finanziari dell'azienda.
Questa classifica tiene conto un po di tutti i fattori che hai elencato
deggial29 Ottobre 2014, 08:33 #5
Penso che la classifica tenga conto dei soldi che riesce a muovere il marchio, non del suo prestigio (che sono due concetti diversi).
Il nome "Apple" sul singolo telefono gli fa alzare il prezzo di 200€ rispetto al suo valore reale (faccio per dire, non per scatenare flame ), moltiplicato per il numero di iphone che vende, viene una certa cifra.
Il nome "Ferrari" sulla singola auto gli fa alzare il prezzi di 50.000€ (faccio per dire), moltiplicalo per il basso numero di auto che vendono, e scopri che viene una cifra parecchio più bassa che in Apple.

Invece ho una considerazione filosofica (cioè pippa mentale) su ciò che si definisce marchio tecnologico: mi pare strano classificare Facebook come tecnologico e non Toyota... contando che su una ibrida Toyota (ma in generale su un'auto moderna) c'è più tecnologia che in Facebook: tolto il valore tecnico del sito - un immenso database, un po' di codice (un bel po', ok), Facebook fa soldi non grazie alla tecnologia ma al marketing. Cioè Facebook vende il nulla cosmico dal punto di vista tecnologico, vende interazioni tra gli utenti e dati degli utenti stessi.
Raghnar-The coWolf-29 Ottobre 2014, 08:53 #6
Beh la divisione in settori è quella classica. Tecnologico ha un significato ben preciso negli US, tendenzialmente riassumibile nel NASDAQ, che non comprende l'automotive.

Il valore del marchio non l'ho mai capito, come tutte queste classifiche vanno prese con un grano di sale e più guardate sull'ordine di grandezza che le singole posizioni.
Non credo sia una banale questione di quanti soldi fa muovere il marchio in quanto tale. Sarebbe difficile da distinguere il marchio dal valore intrinsico, Apple, i servizi Google, la Coca Cola...etc... sono sostanzialmente differenti dai competitors, non è solo questione di bollino.
Sono criteri un po' fumosi quelli in classifica.

E non è neanche questione di visibilità, perchè se chiedo alla mia ragazza "cos'è General Eletric" non credo mi sappia rispondere.
Aenil29 Ottobre 2014, 12:04 #7
Originariamente inviato da: Univac
Ma non era la Ferrari? Manco e' in classifica.... qualcosa non torna.
(edit: ammetto di non aver letto l'articolo )


ferrari è il marchio più potente in assoluto ( http://www.infoiva.com/2013/03/ferr...io-potente.html ), qui se ho capito bene fanno a gara su chi evade di più.. EHmmm su chi fattura di più.
PHØΞИIX30 Ottobre 2014, 11:44 #8
Sono davvero curioso di vedere come si evolverà questa classifica in futuro!
Apple che sembra si stia adattando bene all'era post Steve Jobs, con strategie di mercato che, per quanto molti ne dicano, si rivelano sempre un successo.. Google che investe l'inverosimile sulla tecnologia del futuro (robotica, realtà aumentata, ecc..) e, in concorrenza con Facebook, sta lavorando per portare la tecnologia al "gigante che dorme" (Africa).. Microsoft che (pare) si sta muovendo bene nel nuovo mercato del mobile..
Starò a vedere

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