HP e le cartucce consumabili, tra politica e tecnologia

HP e le cartucce consumabili, tra politica e tecnologia

Cartucce originali o ricondizionate? HP in occasione della tappa Italiana del suo tour Science of supplies spiega quali sono i motivi per cui, secondo l'azienda nordamericana, un utente finale dovrebbe scegliere quelli originali

di Gabriele Burgazzi pubblicato il nel canale Periferiche
HP
 

I consumabili originali, perché?

L'importanza dei materiali di consumo all'interno di una stampante è fondamentale e rappresenta l'elemento più critico in assoluto. La percezione da parte di molti utenti, me incluso, è che i ricambi originali o più generalmente cartucce originali costino eccessivamente, soprattutto in relazione al prezzo della stampante e si spostano così verso ai materiali di consumo di terze parti o alternativi. HP prova così a spiegare i motivi che stanno dietro ad una simile differenza di costo.

Il primo aspetto su cui i portavoce societari si soffermano sono gli enormi investimenti che HP affronta di anno in anno nella ricerca dei materiali: secondo i dati ufficiali, oltre un miliardo di dollari all'anno sono dedicati alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie in ambito imaging. Proprio questi investimenti e questa intensa attività nel settore consentono alla società americana di garantire materiali di consumo sviluppati specificatamente per funzionare al meglio con i prodotti HP, mantenendo un livello qualitativo molto alto.

Per spiegare quali vantaggi i materiali di ricambio forniti da HP possano fornire, è bene prima spiegare il significato di un acronimo che andremo successivamente ad usare: la parola TCO (Total cost of ownership) rappresenta una stima che indica il costo complessivo, ovvero dall'inizio alla fine del suo utilizzo, del prodotto; nel caso specifico il riferimento è alle stampanti. Proprio su questo elemento HP fa leva, illustrando come l'impiego di ricambi originali vada ad incidere sul TCO non solo inizialmente con l'acquisto, ma anche a medio e lungo termine anche se più difficile da immaginare e da vedere. La similitudine dell'iceberg è quantomeno azzeccata: in questo caso la punta visibile è rappresentata dai costi immediatamente visibili, come il costo dei ricaricabili e il costo per pagina. Sono presenti però anche costi nascosti dall'acqua, ben più grandi della punta dell'iceberg e prendono il nome di affidabilità, qualità, prestazioni e produttività: tutti elementi, secondo HP, garantiti dai solo ricaricabili originali.


Jochen Ziegler, EMEA LES Marketing Manager

La domanda che viene automatica, almeno personalmente è: perchè? Mi spiego meglio. Almeno concettualmente, l'idea di vedere una stampante con cartucce ricaricabili, una sorta di serbatoio da riempire di inchiostro una volta finito, non mi sembrava così blasfema. Parlo, chiaramente, da non esperto in materia. A quanto pare, invece, non è proprio così semplice. A rispondere direttamente a questa domanda è Jochen Ziegler, EMEA LES Marketing Manager: il motivo per cui HP non ha mai investito in soluzioni cartucce o toner ricaricabili è dettata da un compromesso qualitativo con cui sarebbe necessario scendere per poter sviluppare simili soluzioni. Porto un esempio per spiegare meglio; come abbiamo detto in precedenza, la testina di stampa integrata in una cartuccia inkjet contiene un circuito capace di controllare da 800 a 1200 ugelli, per rilasciare fino a 30 milioni di gocce al secondo: queste caratteristiche risultano fondamentali per poter garantire il livello prestazionale e qualitativo raggiunto a oggi. L'impiego di cartucce "ricaricabili" non consentirebbe il raggiungimento di un tale livello.

È questa la tesi che HP porta avanti, ma non solo. Secondo quanto riportato dall'azienda stessa l'impiego di ricaricabili di terze parti può comportare anche un malfunzionamento generale del sistema. Prendiamo ad esempio i toner non originali: molte aziende impiegano polveri meno qualitative per risultare più competitive sul mercato, questo può però andare ad incidere sulla vita complessiva del fuser, il componente destinato a "fissare" le polveri sul foglio di carta. Questo componente, che ha una vita media di 250.000/300.000 copie può così vedere il suo ciclo vitale sensibilmente ridotto e l'utente si troverebbe costretto a cambiare questa parte prima del previsto.

 
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