SSD, un mercato ancora incerto?

SSD, un mercato ancora incerto?

Il mercato degli SSD non è ancora decollato, nonostante al loro debutto furono visti come una rivoluzione capace di rimpiazzare in toto i tradizionali HDD. Non tutto è perduto, ma bisogna correre presto ai ripari, tagliando i costi e riconsiderando il target

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Periferiche
 

Ricalibrare il target

Sulla situazione si è espresso anche Mario Morales, analista per IDC, ritrattando una serie di stime elaborate nel corso del 2007 dalla stessa IDC. La società di analisi di mercato approntò allora una previsione secondo la quale il mercato degli SSD sarebbe stato in grado di raggiungere un valore di 5,4 miliardi entro il 2011 e che entro il 2011 o il 2012 si sarebbe verificata la vera diffusione di massa. Morales ha recentemente ammesso che sarà necessario attendere ancora uno o due cambi generazionali di questi prodotti prima che si possa assistere ad una diffusione di massa sul mercato.

Come se non bastasse, gli SSD non hanno nemmeno rappresentato un fattore di traino per il mercato delle memorie NAND. Le previsioni di IDC per il 2010 indicano infatti che gli SSD costituiranno appena il 6,1% delle cosiddette "bit shipment" di memorie NAND e che entro il 2013 si arriverà appena al 9%. A titolo di confronto i telefoni cellulari sono attesi costituire il 36,1% delle bit shipment per l'anno in corso ed il 28,9% nel 2013. Per il 2010 alle spalle dei telefoni cellulari vi saranno i riproduttori MP3 con il 21,5%, le fotocamere digitali con il 17,3% e i drive USB con il 10,5%.

Morales sostiene tuttavia che gli SSD potrebbero ancora essere in grado di rispondere alle aspettative originarie, a patto che sul mercato si verifichi la mutazione di alcune dinamiche, in maniera particolare legate ai costi e al marketing. Più nel dettaglio, Morales afferma che molte compagnie hanno commesso false partenze in questo mercato, poiché si rivolgono al target sbagliato, ovvero il settore PC, che è fondamentalmente determinato dall'attività dei produttori OEM, i quali sono piuttosto inclini a realizzare i propri sistemi con componentistica economica e a preferire pertanto soluzioni Hard Disk. I produttori di SSD dovrebbero invece rivolgersi a particolari aree, come quelle dei videogiochi portatili, dei tablet PC e delle soluzioni embedded in genere, dove gli HDD, per consumi, dimensioni e robustezza, sono una scelta poco adeguata.

E' tuttavia il costo a rappresentare il limite più grande ad un'ampia diffusione delle soluzioni SSD: questo tipo di unità di storage hanno infatti raggiunto il punto di pareggio con gli HDD, in termini di prezzi, solamente nei formati al di sotto di un pollice. Nei tradizionali formati da 1,8 e 2,5 pollici il costo degli SSD è circa il doppio rispetto alle unità magnetico/meccaniche. Nell'ultimo periodo, inoltre, il calo di prezzi delle memorie NAND flash non ha seguito lo stesso ritmo degli anni passati: nel periodo dal 2002 al 2007, infatti, i prezzi delle memorie sono calati mediamente del 50% anno su anno. Per il 2010 si prevede una flessione di inferior misura, che al massimo arriverà al 20% rispetto al 2009.

Si tratta di una buona notizia per i produttori dei chip di memorie NAND, che stanno cercando delle misure per poter puntellare il proprio fatturato. Ma di contro non è una notizia altrettanto buona per i produttori delle soluzioni a stato solido, che stanno ovviamente cercando di ridurre i costi di realizzazione dei propri prodotti.

Quella che pare essere, almeno ad ora, la strategia più efficace per spingere verso il basso i costi delle soluzioni SSD è l'adozione dei chip di memoria a tre e quattro bit per cella, più economici delle tradizionali soluzioni NAND a due bit per cella. A tal proposito riproponiamo un'analisi condotta da iSuppli e resa nota proprio qualche giorno fa, secondo la quale entro la fine dell'anno i prezzi delle memorie NAND potrebbero scendere al livello di 1 dollaro per GB, stimolando ulteriormente il mercato degli SSD.

 
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