Quali sono i driver di acquisto di una stampante da ufficio?

Quali sono i driver di acquisto di una stampante da ufficio?

Sono molti i motivi che guidano l'acquisto di una stampante da ufficio da parte delle aziende italiane: abbiamo analizzato i driver di acquisto e le soluzioni proposte da Xerox

di Roberto Colombo pubblicato il nel canale Periferiche
Xerox
 

Semplicità, ecocompatibilità, chiara gestione dei costi

Quando la stampante è utilizzata da un gruppo di lavoro le competenze all'interno di esso relative all'uso dell'apparecchio possono variare molto e la semplicità d'uso è un fattore fondamentale. Il cambio del toner, delle cartucce, del gruppo fusore, è un'operazione che può mettere in difficoltà più di un dipendente e, se non completata in modo corretto, portare al blocco temporaneo della macchina, tempo di fermo monetizzabile in uno spreco di denaro. La situazione è ancora peggiore se a un'operazione errata deve corrispondere una chiamata al tecnico per una manutenzione straordinaria.

Una stampante il cui cambio dei consumabili possa essere considerato "a prova di ignorante" è certamente ben accetta in ambito lavorativo. Altra voce che rientra sotto il cappello della semplicità d'uso è l'installazione e la gestione dei driver. L'adozione di soluzioni standard può venire in aiuto agli IT manager e ai tecnici, soprattutto se le installazioni da gestire sono molteplici. Al driver è legata anche l'interfaccia del pannello di stampa: comandi semplici, intuitivi, chiari possono far risparmiare stampe inutili e portare subito al risultato atteso, senza dover procedere per tentativi.

Ecocompatibilità è una voce che negli ultimi anni ha visto crescere la sua importanza. Accanto allo spassionato amore per l'ambiente che si può o meno avere, dietro questa crescita troviamo fattore puramente economici individuabili nel risparmio sui costi e nella gestione dell'immagine delle aziende. In quest'ultimo caso per potersi fregiare della tanto desiderata immagine "green" è necessario presentare alcune prove convincenti e le aziende hanno negli ultimi anni cercato di smussare al massimo il proprio comportamento in diversi modi: eliminando gli sprechi inutili, ottimizzando le risorse e minimizzando i rifiuti, mettendo un limite alle emissioni di anidride carbonica delle automobili fornite come mezzi aziendali ai dipendenti. Poter ridurre al massimo i rifiuti inutili e che richiedono in alcuni casi smaltimenti particolari e quindi una procedura ben accetta alle aziende con un beneficio sia sull'immagine sia sui costi di gestione diretti degli apparecchi.

La gestione dei costi è un elemento fondamentale per le aziende, che spesso si scontrano con voci di costo difficili da smembrare e analizzare. Poter aver pieno controllo dei costi di stampa è un altro dei driver che guidano i responsabili tecnici e i manager all'acquisto di un modello di stampante rispetto a un altro. Un controllo che può andare oltre il semplice e generico costo/pagina, ma può analizzare maggiormente nel dettaglio il costo reale a seconda del tipo di stampa e della copertura, permettendo di ottimizzare gli stampati in base alle esigenze dell'azienda.

La crisi ha portato con sé una maggiore attenzione da parte dei reparti acquisti nel dimensionare correttamente le esigenze di stampa: sovradimensionare o sottodimensionare la stampante rispetto al numero di persone del gruppo di lavoro e del profilo di stampa ad esso relativo può portare a costi inutili o a colli di bottiglia, che possono minare l'efficienza e la fluidità dei processi. Per questa ragione i diversi produttori hanno mantenuto ampio il portafoglio prodotti, per venire incontro alle esigenze più disparate, ma soprattutto hanno meglio segmentato la propria offerta, per guidare meglio l'acquisto e arrivare alla piena soddisfazione dei clienti. Su questi argomenti vi proponiamo un estratto della nostra chiacchierata con Federico Gentilucci, Office & Entry Production Colour Product Manager di Xerox.

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