Intervista: Asus e il futuro del mercato dei componenti

Intervista: Asus e il futuro del mercato dei componenti

Con Jackie Hsu, responsabile della divisione componenti di ASUS a livello mondiale, abbiamo analizzato lo stato di salute del mercato dei componenti, sempre più minato dalla convergenza verso le soluzioni mobile e dalla progressiva integrazione in singoli chip di molte funzionalità accessorie

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Periferiche
ASUS
 

Il futuro dei componenti in un mondo che punta al mobile

Il mercato si sta sempre più spingendo verso una convergenza, con al centro le soluzioni mobile. E' sufficiente conssiderare l'interesse verso smartphone e tablet per avere conferma di come il vasto pubblico si stia progressivamente allontanando da un concetto tradizionale di PC. Credi che questo avrà impatti sul mercato dei componenti e in che misura?

Già da 5 o 6 anni a questa parte gli operatori si domandano se il mercato dei componenti non sia soggetto ad andare incontro ad una naturale riduzione dei volumi complessivi sul mercato. Quello che abbiamo verificato internamente in Asus è che non sia così: negli ultimi 3-5 anni il mercato dei componenti è di fatto rimasto invariato, smentendo le previsioni di contrazione inizialmente formulate.

Il mercato delle soluzioni PC desktop, stando ad alcune recenti analisi, è destinato a registrare una crescita positiva nel corso dei prossimi 2 anni dopo che per un certo periodo di tempo ha registrato tassi annuali negativi. Questo avrà ovviamente dirette ripercussioni sul mercato dei componenti. La crescita prevista verrà principalmente dal mercato commercial, che nel corso degli ultimi anni ha fortemente rallentato il proprio tasso di acquisto e di aggiornamento di prodotti a motivo della crisi economica internazionale, con ripercussioni positive non solo per i produttori OEM ma anche per quelli dei cosiddetti "sistemi clone", comunemente conosciuti come "assemblati".

La domanda di componenti per l'aggiornamento di sistemi branded, provenienti cioè dai principali OEM internazionali, continua a restare interessante. Molti componenti Asus vengono quindi venduti a quei clienti che vogliono adeguare il proprio sistema alle esigenze di un nuovo titolo e che allo stesso tempo non vogliono acquistare un PC ex novo.

Non credi che il processo di continua integrazione di componenti all'interno dei più recenti processori Intel e AMD possa avere un impatto diretto sul mercato dei componenti? In molti casi viene a mancare la spinta all'aggiornamento del sistema, visto che tutte le funzionalità base e buona parte di quelle avanzate vengono messe a disposizione già dal proprio processore con componente GPU integrata all'interno.

E' vero che l'evoluzione tecnologica ha permesso di integrare all'interno dei processori un numero sempre crescente di componenti e funzionalità, e questo ha ripercussioni sulla vendita di componenti. D'altro canto all'aumentare della complessità tecnologica dei prodotti viene a crescere anche la voglia degli utenti di superiori prestazioni e funzionalità integrate nel proprio PC; è quindi per questo motivo che il mercato dei componenti continuerà ad avere un proprio spazio ben definito e una domanda da parte dei clienti.

Ritengo, pertanto, che parte degli utenti possa trovare nelle potenzialità prestazionali offerte dalle CPU con GPU integrata delle piattaforme ideli per le loro necessità di calcolo. D'altro canto per altri utenti l'evoluzione tecnologica continuerà a rivestire un ruolo di prim'ordine

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Proviamo a immaginare quello che sarà il futuro del mercato dei componenti da qui a 4-5 anni: quali sono le tue ipotesi a riguardo?

In Asus abbiamo svolto recentemente uno studio interno per capire quale sarà il futuro del mercato dei componenti, delineando uno scenario che definiamo "DIY 2.0" (nota: DIY è acronimo di Do It Yourself, termine con il quale si indica l'installazione o l'aggiornamento di un sistema in proprio e non attraverso l'opera di un rivenditore). Per spiegare questo concetto torniamo con la memoria ad alcuni anni fa: molti utenti appassionati non solo acquistavano componenti per assemblare PC per proprio utilizzo ma aiutavano amici e conoscenti nel fare questo, potendo sfruttare al meglio le conoscenze acquisite nel corso del tempo.

Riteniamo che una dinamica simile possa verificarsi nei prossimi anni, indicata con il nome di "DIY 2.0", ma con alcune significative modifiche rispetto a quanto evveniva in passato. L'aggiornamento e la costruzione ex novo di un PC potrà avvenire coinvolgendo un sempre più ampio numero di utenti potenziali solo attraverso una progressiva semplificazione delle procedure d'installazione. Da parte dei produttori di componenti sarà quindi necessario operare in una direzione che permetta di abbinare la complessità delle più recenti tecnologie con una semplicità di interazione da parte degli utenti.

Un approccio di questo tipo riguarda sia i tradizionali componenti interni ad un PC, sia tutte le periferiche accessorie esterne. La diffusione di dispositivi mobile con i quali poter avere accesso web sta creando spazio per lo sviluppo di tutta quella serie di accessori a questi abbinati che possano essere a prova di utente inesperto. Un esempio molto semplice è quello di un router per l'accesso wireless all'interno della propria abitazione: se questo dispositivo viene sviluppato in modo tale che un utente debba semplicemente collegarlo all'alimentazione ed accenderlo, lasciando ad una procedura automatizzata la corretta configurazione del collegamento al fornitore della connessione e delle specifiche della rete wireless, se ne ricava sia una esperienza migliore per i consumatori sia un nuovo veicolo commerciale per i rivenditori che possono fornire un pacchetto completo ai propri clienti.

11 Commenti
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hardwarevip09 Marzo 2011, 20:05 #1
ho sempre avuto asus e mi sono trovato molto bene...apparte il prezzo
avvelenato09 Marzo 2011, 20:31 #2

intervista fatta via mail?

no perché ha l'aria di essere un po' marchettara... ma chiariamoci, non per colpa vostra (non intenzionalmente per lo meno).
Il fatto è che ad ogni domanda il signor Asus se la girava e se la voltava rispondendo sempre con uno spot pubblicitario e mai andando nel merito delle questioni. Ad esempio, la domanda sulle differenze tra nvidia e amd nell'approccio: non ha risposto chiaramente, ha lasciato intendere che sono uguali e che entrambe danno ad asus la libertà di fare lo strac* che vuole perché è originale, brava, sa innovare, ecc, della serie "me la canto e me la suono".

insomma come critica costruttiva vorrei invitarvi ad essere un po' più cazzuti, a prendere come modello i giornalisti che fanno le domande scomode e si impuntano per avere le risposte che vogliono, e non lasciano che l'intervistato sfrutti la domanda per autosviolinarsela. Poi il compito è relativamente facile, non stiamo parlando di giornalismo politico ma di un argomento di gran lunga meno prono alla polemica, la retorica, la mistificazione, ecc.
Però forse proprio per questo che nell'intervista al signor Asus ho riscontrato poco mordente e molta mosceria. Spero che sappiate fare di meglio nella prossima....
beppe9009 Marzo 2011, 23:27 #3
Originariamente inviato da: avvelenato
no perché ha l'aria di essere un po' marchettara... ma chiariamoci, non per colpa vostra (non intenzionalmente per lo meno).
Il fatto è che ad ogni domanda il signor Asus se la girava e se la voltava rispondendo sempre con uno spot pubblicitario e mai andando nel merito delle questioni. Ad esempio, la domanda sulle differenze tra nvidia e amd nell'approccio: non ha risposto chiaramente, ha lasciato intendere che sono uguali e che entrambe danno ad asus la libertà di fare lo strac* che vuole perché è originale, brava, sa innovare, ecc, della serie "me la canto e me la suono".

insomma come critica costruttiva vorrei invitarvi ad essere un po' più cazzuti, a prendere come modello i giornalisti che fanno le domande scomode e si impuntano per avere le risposte che vogliono, e non lasciano che l'intervistato sfrutti la domanda per autosviolinarsela. Poi il compito è relativamente facile, non stiamo parlando di giornalismo politico ma di un argomento di gran lunga meno prono alla polemica, la retorica, la mistificazione, ecc.
Però forse proprio per questo che nell'intervista al signor Asus ho riscontrato poco mordente e molta mosceria. Spero che sappiate fare di meglio nella prossima....


STRAQUOTONE!!! Il signore dell'intervista più che ragionare con voi sulle domande si è fatto un sacco di pubblicità...
marconi.g10 Marzo 2011, 16:07 #4

Fai da te

Ma perché non fanno anche i portatili "a componenti"?
Paolo Corsini10 Marzo 2011, 16:12 #5
Originariamente inviato da: avvelenato
no perché ha l'aria di essere un po' marchettara... ma chiariamoci, non per colpa vostra (non intenzionalmente per lo meno).
Il fatto è che ad ogni domanda il signor Asus se la girava e se la voltava rispondendo sempre con uno spot pubblicitario e mai andando nel merito delle questioni. Ad esempio, la domanda sulle differenze tra nvidia e amd nell'approccio: non ha risposto chiaramente, ha lasciato intendere che sono uguali e che entrambe danno ad asus la libertà di fare lo strac* che vuole perché è originale, brava, sa innovare, ecc, della serie "me la canto e me la suono".

insomma come critica costruttiva vorrei invitarvi ad essere un po' più cazzuti, a prendere come modello i giornalisti che fanno le domande scomode e si impuntano per avere le risposte che vogliono, e non lasciano che l'intervistato sfrutti la domanda per autosviolinarsela. Poi il compito è relativamente facile, non stiamo parlando di giornalismo politico ma di un argomento di gran lunga meno prono alla polemica, la retorica, la mistificazione, ecc.
Però forse proprio per questo che nell'intervista al signor Asus ho riscontrato poco mordente e molta mosceria. Spero che sappiate fare di meglio nella prossima....


Ciao

se vuoi ho la traccia audio con me che domando e Hsu che risponde, in inglese ovviamente; l'intervista è stata fatta al CeBit la scorsa settimana.
Circa il "mestiere del giornalista", parto dal presupposto che c'è sempre da imparare. Curioso a questo punto di leggere cosa di meglio sapresti fare tu, e altrettanto curioso scoprire di essere un "moscio", professionalmente parlando.
avvelenato10 Marzo 2011, 18:52 #6
Originariamente inviato da: Paolo Corsini
Ciao

se vuoi ho la traccia audio con me che domando e Hsu che risponde, in inglese ovviamente; l'intervista è stata fatta al CeBit la scorsa settimana.
Circa il "mestiere del giornalista", parto dal presupposto che c'è sempre da imparare. Curioso a questo punto di leggere cosa di meglio sapresti fare tu, e altrettanto curioso scoprire di essere un "moscio", professionalmente parlando.


io non sono un giornalista, e con le persone ci so fare proprio pochissimo, mi prende a pesci in faccia pure il cinese che mi vende i biglietti del treno all'edicola. La cosa mi fa soffrire però vado avanti. Però mi fa male vedere che te la sei presa sul personale, cosa so fare io non ha proprio alcuna attinenza con la critica che ti ho fatto, che ho cercato di porla nel modo più costruttivo possibile.
Ti potrei piuttosto citare degli esempi, ad esempio la lucia annunziata è fin troppo aggressiva (a volte esagera).
Mi spiace che ti sei sentito chiamato "moscio", non era certo rivolto a te. A me hanno insegnato che non si giudicano mai le persone, ma le azioni. La difficoltà che riconosco in questa intervista è quella di tenere a bada un tizio che da quel che leggo sembra un vecchio volpone (nonostante dalla foto traspaia tutt'altro che anni di esperienza), e mi rendo conto che non vi capiti spesso, quindi spero che nella prossima intervista starete più attenti e vi impunterete sull'ottenere una risposta precisa alle domande che ponete. Che ad esempio in quest'articolo non erano male, erano interessanti.
Paolo Corsini11 Marzo 2011, 09:28 #7
Di executives di aziende IT internazionali penso di averne intervistati tanti nella mia attività professionale. Non hai idea di quante volte, a fronte di domande dirette e molto precise, la risposta è inesistente se non si trasforma in un "no comment". E' questo quello che tipicamente si riceve quando si pongono domande che sono su temi scottanti e per le quali la risposta può non essere "comoda".

Detto questo, nel caso specifico Hsu è stato estremamente disponibile e non ha a mio avviso cercato di sfuggire a nessuna delle mie domande. La cosa mi ha sorpreso in quanto ho trovato una persona estremamente disponibile al dialogo. Considera che hai a che fare con colui che è a capo della divisione componenti, business fondamentale, per la principale azienda taiwanese produttrice di componenti a livello mondiale.

E' evidente che racconti quella che è la sua esperienza quale executive in Asus, ma se leggi con attenzione quello che esprime delinea anche chiare dinamiche nel settore delle periferiche che sono tutt'altro che banali o scontate.
kanedakaneda15 Marzo 2011, 19:22 #8
perchè? i componenti per pc hanno un futuro?
Relok30 Aprile 2011, 15:58 #9
Originariamente inviato da: hardwarevip
ho sempre avuto asus e mi sono trovato molto bene...apparte il prezzo


Io ho avuto qualche Asus ma non mi sono trovato neanche tanto bene, per non parlare dei prezzi.

Alla fine le mie scelte ora ricadono sempre su Gigabyte e soprattutto Asrock !!
kanedakaneda01 Maggio 2011, 09:12 #10
io con asus finora invece non ho mai avuto nessun problema, tanto che se dovessi comprare oggi una scheda madre o un portatile la scelta sarebbe quasi scontata

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