Recupero dati, un'operazione da camera bianca

Recupero dati, un'operazione da camera bianca

Le operazioni necessarie al recupero di dati da un supporto di storage danneggiato sono delicate e complesse: è necessario un ambiente appositamente approntato con determinate caratteristiche di qualità dell'aria. Un tour nella Camera bianca di Kroll Ontrack, realtà specializzata nel recupero dati, per osservare da vicino queste operazioni

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Periferiche
 

Recupero dati, operazione dalle mille variabili

Le attività di recupero dati, che molti soloni avevano dato per morte con l'avvento delle unità di storage a stato solido o di altri paradigmi tecnologici come, ad esempio, la virtualizzazione, continuano invero a rappresentare un servizio fondamentale per quelle realtà che si trovano nella necessità di recuperare informazioni accidentalmente danneggiate e non più accessibili, magari proprio dai supporti sui quali si è effettuato un backup delle stesse.

Con il termine "recupero dati" si intende però una vasta gamma di operazioni, anche differenti tra loro, che vanno dalla semplice ricostruzione logica delle informazioni presenti sul supporto fino all'intervento di riparazione fisica necessario per riportare il supporto ad un livello tale di funzionalità che consenta di ripristinare i dati in esso contenuti.

Partendo da quest'ultima situazione, ad esempio, è facile immaginare come il recupero dei dati da un tradizionale hard disk magnetico-meccanico andato incontro ad un trauma più o meno severo (la caduta di un PC portatile, giusto per citare uno dei casi più diffusi) possa implicare l'intervento diretto sull'unità di storage, necessario per riallineare la testina di lettura/scrittura o per la sua sostituzione, per ripristinare il corretto asse dei piatti rotanti, o per la sostituzione del motore, per arrivare fino ai casi di "pulizia estrema" qualora l'hard disk sia stato vittima, per esempio, delle conseguenze di un'alluvione.


Una testina di lettura-scrittura all'analisi del microscopio

Di contro quando si ha a che fare con un problema logico, come la corruzione di un filesystem o un firmware che fa le bizze, non è necessario andare ad intervenire fisicamente sul dispositivo ma è sufficiente impiegare strumenti software (pur se particolarmente sofisticati) in grado di ripristinare correttamente i dati presenti sul supporto.

E' facile immaginare che un'operazione di recupero dati, data la sua complessità, rappresenti un lavoro particolarmente oneroso: non è possibile indicare dei parametri precisi, in quanto un singolo lavoro di recupero è soggetto, come detto, a molte variabili, ma indicativamente l'ordine di grandezza dell'esborso è di circa 800-1000 euro quando sia necessario intervenire fisicamente sul supporto.

E' bene osservare, tuttavia, che seppur le probabilità di successo di un'operazione di recupero dei dati siano abbastanza elevate, vi sono alcune situazioni in cui il danno potrebbe non consentire un recupero totale dei dati persi: nel caso degli hard disk, ad esempio, qualsiasi incidente che implichi un'asportazione del materiale ferromagnetico presente sulla superficie dei piatti rotanti (la testina che impatta sulla superficie del piatto, detriti microscopici che vanno ad abradere il piatto e via discorrendo), mentre nel caso di incidenti di tipo logico o nel caso delle soluzioni SSD (dove il danno fisico è di fatto quasi inesistente) qualsiasi operazione di scrittura su settori contenenti l'informazione in attesa di ripristino (effettuata magari maldestramente durante un tentativo fai-da-te di ripristino) porta all'impossibilità di recuperare i dati sovrascritti.

 
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