Recupero dati, un'operazione da camera bianca

Recupero dati, un'operazione da camera bianca

Le operazioni necessarie al recupero di dati da un supporto di storage danneggiato sono delicate e complesse: è necessario un ambiente appositamente approntato con determinate caratteristiche di qualità dell'aria. Un tour nella Camera bianca di Kroll Ontrack, realtà specializzata nel recupero dati, per osservare da vicino queste operazioni

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Periferiche
 

Camera bianca, un ambiente indispensabile

Ma dove ha luogo e come avviene un'operazione di recupero dati? Abbiamo avuto la possibilità di visitare il nuovo centro di recupero di Kroll Ontrack, società statunitense con sede nel Minnesota e leader mondiale in questo campo, che con un trascorso di oltre 25 anni nel settore è capace di recuperare informazioni digitali divenute inaccessibili da qualsiasi supporto fisico di storage e da qualunque filesystem.

Presente dal 2002 anche in Italia, inizialmente solo con una filiale commerciale, è dal 2007 che l'azienda ha attivato un servizio di recupero dati con l'apertura della prima e unica camera bianca professionale destinata a questo scopo. La sempre crescente domanda per questo tipo di servizi ha spinto la filiale italiana di Kroll Ontrack ad ampliare la propria capacità trasferendosi dalla precedente località di Fenegrò in provincia di Como alla nuova sede di Gallarate, nell'esteso complesso urbanizzato che ingloba i vari comuni compresi tra Milano e Varese.


Intervento di riparazione su microdrive

L'intera procedura di recupero, che approfondiremo nel video a seguire, si compone di vari fasi: il primo passo da compiere è la "prognosi" del supporto danneggiato, che permette di stabilire quali siano i problemi, quanti e quali siano i dati recuperabili e le operazioni necessarie al loro ripristino. Nel caso si decida di proseguire con l'operazione di recupero il supporto potrà essere inviato in camera bianca per l'eventuale intervento fisico oppure per il recupero e la ricostruzione della struttura logica dei dati qualora il problema sia solamente di tipo software.


Una postazione operativa in camera bianca

La camera bianca presente nella sede di Kroll Ontrack è di classe 100: si tratta di un ambiente dove per ogni piede cubo d'aria vi sono al massimo 100 particelle di dimensioni superiori agli 0,5 micron. Per contestualizzare il tutto, nell'aria che stiamo respirando ora vi sono tra le 50- e le 100-mila particelle di dimensioni superiori agli 0,5 micron. Si tratta di ambienti assolutamente "normali", che non richiedono particolari isolamenti o tute speciali: è sufficiente l'installazione di appositi macchinari di ricircolo dell'aria che rendano le postazioni dove si procede all'intervento fisico sui supporti idonee a queste operazioni. In queste postazioni gli hard disk possono operare senza problemi anche sprovvisti dello chassis protettivo.

[HWUVIDEO="1246"]Recupero dati, operazione da "Camera bianca"[/HWUVIDEO]

Per quale motivo è necessario operare in un ambiente con questo tasso di qualità dell'aria? E' opportuno ricordare, a tal proposito, che all'interno di un hard disk magnetico-meccanico la testina di lettura e scrittura opera non a diretto contatto con il piatto magnetico, ma ad una distanza di pochissimi nanometri: una particella di pulviscolo atmosferico sarebbe sufficiente, pertanto, a danneggiare i delicati componenti di un hard disk compromettendo drasticamente le operazioni di recupero. Sono gli stessi produttori di hardware a raccomandare l'impiego di una camera bianca classe 100 quando si debbano compiere interventi fisici sui supporti.

 
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