Firma digitale, ultimo tassello alla dematerializzazione completa

Firma digitale, ultimo tassello alla dematerializzazione completa

La possibilità di garantire l'autenticità ed il sottoscrittore di un documento permette di eliminare anche l'ultimo ostacolo ad una completa gestione digitale del flusso documentale

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Periferiche
 

L'applicazione pratica

La firma digitale è uno dei mattoni fondanti dei documenti informatici ed ha quindi un ruolo protagonista dell’Agenda Digitale. Anche nella prima edizione (D.L. Crescita 2.0), pur criticata per una portata inferiore alle aspettative, i riferimenti a PA Digitale, Sanità digitale, Giustizia Digitale implicano un crescente impiego di questa tecnologia.

Usare la firma digitale in luogo della firma tradizionale su carta consente la dematerializzazione: il documento firmato è puramente digitale e può essere prodotto, trattato, acquisito, replicato, conservato digitalmente, liberandosi del costo e della complicazione del trattamento (basti pensare all’archiviazione a tempo indeterminato) della carta.

A tal proposito commenta Baudizzone: "Si consideri ad esempio il settore della la Sanità, nel quale la dematerializzazione è già molto avanzata: le cartelle cliniche, i referti, tutto quello che reca una firma di un medico è già digitale. Ma il consenso informato, firmato dal paziente, fino ad oggi è stato inesorabilmente cartaceo, costringendo ad una archiviazione tradizionale. Questa tecnologia consente di abbattere anche questo ultimo diaframma di resistenza sul cammino della dematerializzazione".

Inoltre la verifica dell’autenticità di una firma digitale e dell’identità del sottoscrittore è un processo automatico, istantaneo, molto affidabile. Basta pensare ad un documento firmato su carta per comprendere la differenza:  solo se conosciamo personalmente il sottoscrittore e il suo modo di firmare possiamo capire a prima vista se la firma autografa è autentica o meno.  Le falsificazioni poi possono essere scoperte solo da un perito calligrafo.

27 Commenti
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polkaris16 Novembre 2012, 16:12 #1
Si, sono d'accordo, la firma è l'ultimo tassello...purché gli altri tasselli siano a posto! Ancora mi sembra che siamo lontani dall'obiettivo. Fino ad ora ho fatto quasi tutte e mie domande per concorsi vari preparando un pacco di fogli e inviandoli per posta.
hinoky16 Novembre 2012, 17:03 #2
La frima digitale è l'ultimo tassello in tutti i sensi. Inutile parlare di dematerializzazione, se le fatture che ricevo per via telematica devono essere stampate per legge, per non parlare dei documenti di trasporto, in duplice/triplice copia perchè in seguito devono comunque essere allegati alla fattura. I pagamenti tramite carta di credito non sostituiscono lo scontrino fiscale, e così raddoppiamo la carta. Primanota cassa e registro dei corrispettivi in duplice copia di cui una sempre presente in sede, perchè quella in possesso dello studio che mi gestisce la contabilità e si organizza per fornirmi tale servizio, non è sufficiente! Libretti tecnici, d'uso e manutenzione e le varie certificazioni di tutti i prodotti acquistati, nonchè registri di controlli antincendio, haccp, sicurezza del lavoro, nomine dei responsabili ecc ecc tutto bello stampato, firmato, soggetto ad aggiornamento annuale e le copie per 5 o dieci anni (a seconda del "registro" in questione) sempre a disposizione di qualunque ente decida di sottoporre la ditta al controllo. Quintali di carta, quando basterebbero dei form online sui siti delle amministrazioni competenti da compilare!!!
Uno spreco di tempo e spazio come solo gli irresponsabili dei nostri amministratori presenti, passati e purtroppo forse futuri, possono sognarsi di richiederci.
Buon week end
carlonike16 Novembre 2012, 17:05 #3
tutto bello, tutto giusto! C'è però un lato negativo. I costi da parte dell'utente! Apporre una firma tradizionale non costa nulla, al massimo l'inchiostro della penna! Per la firma digitale necessita di strumenti ancora costosi... si parla di minimo € 30 all'anno. Troppo!
generals16 Novembre 2012, 17:18 #4
Una sola parola sulla firma digitale: RIDICOLA!
Costi per il cittadino al quale si scarica tutto. Infatti occorre una carta con chip a pagamento , circa 20/30 euro (da richiedere con domanda cartacea...),si tratta della la CNS che mi serviva per la camera di commercio. Come se non bastasse ci vuole il lettore di smart card (Compatibile). Poi il software da scaricare sul sito. Pensiamo ad un anziano o anche un non esperto (perchè tali bisogna essere alla fine). Ecco allora rivolgersi ad un caf (180 euro) o ad un patronato (quelli attrezzati). Intanto se si va nelle camere di commercio lo stipendio lo si paga lo stesso ma il personale non può ricevere la domanda in cartaceo , altro che risparmio....hanno inventato la burocrazia elettronica!!
SoleNeve16 Novembre 2012, 18:05 #5

@ generals

Non è così per quanto riguarda la firma grafometrica. In questo caso quando dovrai firmare un documento (in banca, in comune e simili), invece di fare la firma su un foglio di carta la farai su una periferica. Quest'ultima registrerà e convaliderà la tua firma basandosi sia sul "disegno" che produci sia sulla dinamica con cui lo hai prodotto.
I costi sono a carico delle banche in questo caso..
gabriweb16 Novembre 2012, 19:59 #6
Mi interessa molto il discorso della dematerializzazione e della firma digitale.
Io credo che il vero problema sia nella legislazione che regolamenta i vari ambiti normativi in tema di documentazione; e va ricercato nella UNIFORMITA' OPERATIVA e nell'UTILIZZO DI UNO STANDARD anch'esso uniforme per la digitalizzazione dei documenti. Prendiamo l'esempio degli ospedali italiani, tipico ambiente dove si producono documenti in quantità industriale. Purtroppo non esistono protocolli operativi condivisi e uniformi su tutto il territorio nazionale: ogni ospedale crea i propri moduli e gestisce i dati in essi contenuti in modo differente! Oppure un ospedale potrebbe far compilare 3 moduli per accedere ad un particolare tipo di esame mentre un altro ospedale di una diversa regione soltanto 1 per lo stesso esame. Viene da se che anche catalizzare i dati in un sistema informativo unico risulta un'impresa faraonica. Senza contare che queste discrepanze, generano difficoltà in fase di analisi dei dati (ad esempio per le statistiche, o per analisi dei costi precise). Qui ci dovrebbe mettere le mani lo Stato e ordinare il modus operandi secondo regole ben precise e utilizzando esclusivamente modulistica digitale e software IDENTICI per quanto riguarda l'ambito pubblico. Poi il discorso potrebbe articolarsi maggiormente, ma mi fermo qui giusto per far capire che la stessa cosa dell'ospedale, andrebbe improntata anche in altre realtà.
deggial16 Novembre 2012, 20:21 #7
Io faccio certificazioni energetiche degli edifici in Lombardia, e fino ad oggi la certificazione la "produci" con un software apposito, la mandi al catasto tramite internet, il tutto identificato dal tuo codice certificatore... dopodichè sempre dal sito del catasto scarichi la ricevuta della certificazione in pdf (che poi è il foglio A4 fronte-retro con tutti i dati della certificazione).

Per qualche misterioso motivo fino ad oggi quella ricevuta per essere valida deve essere stampata, timbrata e firmata.... senza ALCUNA utilità, se non di sprecare carta e doverla spedire al cliente o di farlo venire a ritirarla in ufficio: della serie regaliamo soldi o alle poste o ai petrolieri!
Da marzo 2013 (o maggio, non ricordo) per lo meno toglieranno questa farsa del timbro e firma (che poi un timbro da ingegnere è falsificabile senza nessun problema), la certificazione acquisterà validità con la firma digitale, poi se il cliente se la vuole stampare... (fatti suoi)

(Almeno a qualcosa serve)
demetriol16 Novembre 2012, 21:56 #8
Originariamente inviato da: hinoky
La frima digitale è l'ultimo tassello in tutti i sensi. Inutile parlare di dematerializzazione, se le fatture che ricevo per via telematica devono essere stampate per legge, per non parlare dei documenti di trasporto, in duplice/triplice copia perchè in seguito devono comunque essere allegati alla fattura. I pagamenti tramite carta di credito non sostituiscono lo scontrino fiscale, e così raddoppiamo la carta. Primanota cassa e registro dei corrispettivi in duplice copia di cui una sempre presente in sede, perchè quella in possesso dello studio che mi gestisce la contabilità e si organizza per fornirmi tale servizio, non è sufficiente! Libretti tecnici, d'uso e manutenzione e le varie certificazioni di tutti i prodotti acquistati, nonchè registri di controlli antincendio, haccp, sicurezza del lavoro, nomine dei responsabili ecc ecc tutto bello stampato, firmato, soggetto ad aggiornamento annuale e le copie per 5 o dieci anni (a seconda del "registro" in questione) sempre a disposizione di qualunque ente decida di sottoporre la ditta al controllo. Quintali di carta, quando basterebbero dei form online sui siti delle amministrazioni competenti da compilare!!!
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Buon week end


Un quarto della foresta amazzonica!!

Originariamente inviato da: SoleNeve
I costi sono a carico delle banche in questo caso..


E da quando ci sono costi a carico delle banche?
:: Marco ::16 Novembre 2012, 22:32 #9
Originariamente inviato da: hinoky
Inutile parlare di dematerializzazione, se le fatture che ricevo per via telematica devono essere stampate per legge, per non parlare dei documenti di trasporto, in duplice/triplice copia perchè in seguito devono comunque essere allegati alla fattura.


esistono la conservazione e l'archiviazione sostitutiva, regolamentate dalla legge. ti basta conservare le immagini dei documenti, la carta puoi mandarla al macero.
furbo17 Novembre 2012, 02:48 #10
Peraltro, la firma su quelle periferiche dei corrieri, oppure in banca, è sempre storpiata e mai si presenta come quella che faresti su carta.

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