Smart Grid: la distribuzione elettrica diventa razionale

Smart Grid: la distribuzione elettrica diventa razionale

La creazione di una reale Smart Grid, per ora in territorio statunitense, vede salire sempre più i costi di realizzazione ma al contempo accrescere esponenzialmente ei benefici connessi

di Alessandro Bordin pubblicato il nel canale Scienza e tecnologia
 

Smart Grid

Partiamo con un esempio. Immaginiamo di dover soddisfare il fabbisogno idrico di un paese mettendo a disposizione un solo bacino, a cui i singoli utenti vadano a rifornirsi. Il gestore si troverebbe nella situazione di fare una stima molto approssimativa del livello da mantenere, non essendo ben chiaro quanti litri vengano consumati e soprattutto quanti ne serviranno il giorno dopo, o in situazioni particolari. Non sarebbero rari i casi in cui ci si trovasse di fronte a un surplus di acqua, così come quelli in cui questa finisse. Non sarebbe nemmeno sotto controllo lo spreco di acqua nel tragitto casa-bacino, così come non si potrebbe dare un limite a chi ne usa ben oltre il necessario.

Immaginiamo ora uno scenario più vicino alla nostra realtà di paese industrializzato, in cui l'acqua ci arriva direttamente dal rubinetto. Su ogni rubinetto un sensore, che indichi esattamente quanta acqua venga consumata e quando, il tutto tenuto sotto controllo a monte da un'infrastruttura in grado di tenere uno storico e quindi di prevedere le situazioni più critiche.

Quest'ultimo scenario è quello che una Smart Grid si prefigge, portando il discorso dalla rete idrica a quella elettrica. Attualmente non siamo certo nel primo scenario citato, scelto per indicare grossolanamente una situazione poco gestibile e controllabile, però c'è davvero molto lavoro da fare per ottimizzare la rete distributiva di energia elettrica, armonizzata ovviamente con quella produttiva.

Tecnicamente una Smart Grid è un insieme di reti più piccole in contatto constante fra loro e gestita a monte da un sistema di controllo molto potente e complesso, finalizzata al consumo razionale e in grado di fornire una delle risposte più concrete al problema energetico, oltre a contribuire al contenimento del riscaldamento globale.

Una Smart Grid può gestire un eventuale surplus di energia ridistribuendola in altre zone dove invece è richiesta, in tempo reale, così come stimare il consumo notturno e diurno in base all'area geografica, disincentivare l'utilizzo di energia quando si osservano picchi nella domanda, uno dei più grandi problemi attuali, così come interfacciarsi in modo dinamico alle fonti di energia rinnovabili, anche con gli eventuali pannelli solari installati sul tetto del singolo utente.

Alla base quindi un sistema di monitoraggio gestito da sensori in grado di tenere una traccia dell'intero flusso energetico. Un aspetto secondario di una Smart Grid, se così si può definire, è la creazione intrinseca di una rete in grado di scambiare dati, che può fare da base alla connettività non solo energetica del futuro (ogni casa sarebbe di fatto "cablata"). Si capisce dunque l'interesse di molti governi nell'investire in tali strutture, pur seguendo la regola dei piccoli passi. Anche in Italia qualcosa si vede già, come testimonia l'installazione dei contatori intelligenti, un primo passo verso la razionalizzazione dell'utilizzo di energia.

 
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