Smart Grid: la distribuzione elettrica diventa razionale

Smart Grid: la distribuzione elettrica diventa razionale

La creazione di una reale Smart Grid, per ora in territorio statunitense, vede salire sempre più i costi di realizzazione ma al contempo accrescere esponenzialmente ei benefici connessi

di Alessandro Bordin pubblicato il nel canale Scienza e tecnologia
 

Situazione USA e problemi da affrontare

I governi si trovano però di fronte un problema di non poco conto. Gli investimenti per una Smart Grid propriamente detta sono enormi, i cui frutti saranno per giunta raccolti solo in un futuro non certo prossimo. È questo uno dei motivi per cui vi sono governi che scelgono il primo dei binari citati in precedenza, ovvero la via che porta al produrre energia al minor costo possibile, lasciando in secondo piano la creazione di una rete intelligente o quantomeno dandole priorità più bassa.

Gli Stati Uniti d'America, forti di un fermento green che dura da un decennio e una disponibilità economica notevole, possono essere considerati pionieri in questa nuova sfida. Una strada comunque in salita, come esposto in un articolo di EETimes disponibile a questo indirizzo.

L'Electric Power Research Institute ha raddoppiato le stime dei costi per la creazione della Smart Grid made in USA. Le prime stime del 2004 parlavano di un costo di 165 miliardi di dollari, contro i 338-476 miliardi di dollari attuali. Al contempo però, i benefici diretti garantiti dalla Smart Grid passano dai 660 miliardi di dollari ai 1200-2000 miliardi di dollari, in virtù di fattori che nel 2004 non era ancora possibile prevedere.

Le nuove stime includono infatti la creazione delle sottoreti per le auto elettriche e ibride, così come l'utilizzo massiccio di fonti di energia rinnovabili, che nel 2004 erano più che altro progetti su carta. Si nota chiaramente che a un costo maggiore di realizzazione corrisponde un beneficio che è in proporzione molto più elevato, senza contare la riduzione di emissioni nocive e i potenziali azzeramenti degli eventi di blackout, il cui costo per il sistema produttivo è stimato intorno ai 10 miliardi di dollari per ogni evento.

Nell'analisi citata si sottolinea quale sia la voce di costo che più contribuisce all'innalzamento delle cifre (circa il 65% sul totale), ovvero quello della diffusione casa per casa della Smart Grid, includendo quindi i sensori necessari, contatori intelligenti, colonnine per la ricarica dell'auto elettrica in garage (ricordiamo che sono progetti che guardano lontano). L'installazione di sensori nelle zone più periferiche della Smart Grid è un punto chiave per il monitoraggio e la gestione dell'energia, che andrà a coinvolgere le abitazioni private così come le aziende.

Allo stato attuale la creazione della Smart Grid procede a piccoli passi, ma molti analisti sono convinti che servirebbe più convinzione. Nei prossimi anni vedremo chi avrà avuto il coraggio per puntare su un risultato lontano ma dalle grandi aspettative, investendo in ricerca e progetti ambiziosi, oppure chi non sarà stato abbastanza lungimirante.

49 Commenti
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anac26 Maggio 2011, 15:35 #1
Anche in Italia qualcosa si vede già, come testimonia l'installazione dei contatori intelligenti, un primo passo verso la razionalizzazione dell'utilizzo di energia.


piccola precisazione : l'italia e' lo stato con la piu' alta percentuale di contatori intelligenti al mondo sono le ditte americane che stanno studiando lo sfruttamento e razionalizazione della rete italiana




imayoda26 Maggio 2011, 15:45 #2
Originariamente inviato da: anac
piccola precisazione : l'italia e' lo stato con la piu' alta percentuale di contatori intelligenti al mondo sono le ditte americane che stanno studiando lo sfruttamento e razionalizazione della rete italiana


quoto
Alessandro Bordin26 Maggio 2011, 16:03 #3
Ma certo, non ho affermato che siamo "indietro", anzi. Se ci avete letto questo me ne scuso, non era mia intenzione, poiché ho voluto trattare l'argomento con una prospettiva molto più ampia.
anac26 Maggio 2011, 16:16 #4
Ma certo, non ho affermato che siamo "indietro", anzi. Se ci avete letto questo me ne scuso, non era mia intenzione, poiché ho voluto trattare l'argomento con una prospettiva molto più ampia.


allora forse la frase andava scritta in maniera diversa :P
cmq non per fare pubblicita' ad un'altra rivista pero su "Le Scienze" dello scorso anno c'era un articolo che entrava un po piu' in dettaglio dell'argomento
Alessandro Bordin26 Maggio 2011, 16:22 #5
Ma figurati, si possono citare le altre fonti. Questo articolo l'ho scritto sulla base della notizia riguardante gli investimenti, ma terrò d'occhio l'argomento. Prometto di raccogliere molte informazioni e farci un articolo molto più dettagliato in futuro, anche perché l'argomento mi sta molto a cuore. Grazie della segnalazione
Aenil26 Maggio 2011, 16:41 #6
Bell'articolo, stasera me lo leggo per bene
Notturnia26 Maggio 2011, 18:00 #7
hm.. noto alcune informazioni fuorvianti nell'articolo..

tipo la "ridistribuzione" dell'energia dove serve e cose simili..
non è la smart grid che lo fa.. è la rete di trasmissione.. e lo fa egregiamente e al meglio delle possibilità umane da decenni..

si chiama rete interconnessa.. dove l'energia va dove serve perchè sono gli utilizzatori finali a pilotarla.. ma è sempre stato così..

i contatori intelligenti servono ad altro.. istruire i consumatori sul differente costo dell'energia elettrica nelle varie ore del giorno e permettere di risparmiare soldi eliminando le letture manuali e i relativi errori..

etc.. ma ora fa troppo caldo per correggere tutte le imprecisioni del caso..

cmq dal punto di vista di qualità del servizio l'italia è sempre stata nei primi posti al mondo per qualità della rete di trasmissione e distribuzione grazie ad E.N.E.L. ..

torno a cercare il fresco..
yossarian26 Maggio 2011, 19:31 #8
Originariamente inviato da: Notturnia
hm.. noto alcune informazioni fuorvianti nell'articolo..

tipo la "ridistribuzione" dell'energia dove serve e cose simili..
non è la smart grid che lo fa.. è la rete di trasmissione.. e lo fa egregiamente e al meglio delle possibilità umane da decenni..

si chiama rete interconnessa.. dove l'energia va dove serve perchè sono gli utilizzatori finali a pilotarla.. ma è sempre stato così..

i contatori intelligenti servono ad altro.. istruire i consumatori sul differente costo dell'energia elettrica nelle varie ore del giorno e permettere di risparmiare soldi eliminando le letture manuali e i relativi errori..

etc.. ma ora fa troppo caldo per correggere tutte le imprecisioni del caso..

cmq dal punto di vista di qualità del servizio l'italia è sempre stata nei primi posti al mondo per qualità della rete di trasmissione e distribuzione grazie ad E.N.E.L. ..

torno a cercare il fresco..


peccato che questo non si traduca in un risparmio in bolletta per l'utente finale e che si continui a trovare la voce "stimato" che, spesso, fa rima con gonfiato
furbo26 Maggio 2011, 20:55 #9
Quei pali della luce, con centinaia di cavi passanti "fissati" alla rinfusa, ne è pieno il sud est asiatico...
zephyr8326 Maggio 2011, 21:25 #10
La prima (e mi pare ancora più estesa) smart grid è stata realizzata dall'ENEL proprio in italia.
The earliest, and still largest, example of a smart grid is the Italian system installed by Enel S.p.A. of Italy. Completed in 2005, the Telegestore project was highly unusual in the utility world because the company designed and manufactured their own meters, acted as their own system integrator, and developed their own system software. The Telegestore project is widely regarded as the first commercial scale use of smart grid technology to the home, and delivers annual savings of 500 million euro at a project cost of 2.1 billion euro.

http://en.wikipedia.org/wiki/Smart_...ith_smart_grids

Riguardo alla ridistribuzione dell'energia è vero che nn ci pensa propriamente la smart grid, ma il suo compito è quello di fornire le informazioni necessarie in modo da "dire" alle centrali cosa devono fare in modo che possano (dove possibile) regolarsi..........al sud c'è l'eolico che va a palla? si possono regolare le centrali a turbogas o idroelettriche al nord e farle andare meno o addirittura spegnerle

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