Big Data, liberare il valore delle informazioni

Big Data, liberare il valore delle informazioni

Ogni giorno produciamo un impressionante volume di informazioni, il cui valore potenziale è elevatissimo: il motore dell'economia e dell'innovazione dei prossimi anni sarà la capacità di analizzare e correlare queste informazioni

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Scienza e tecnologia
 

Un errore di valutazione

Spesso il concetto di Big Data viene attribuito anche ai dati non strutturati, e questo ha generato una certa confusione. I dati non strutturati possono essere intrinsecamente 'grandi' – un'immagine è sensibilmente più grande delle cifre o delle parole che sono archiviate all'interno di un database. Le aziende hanno oggi più che mai l’esigenza di recuperare e utilizzare una maggiore quantità di dati diversi dalle semplici parole e cifre, e oltretutto ne hanno bisogno in tempo reale.

Tradizionalmente, la mole e la velocità dei dati comportano che al momento in cui si riesce ad analizzarli, questi stessi dati non sono più rilevanti. Questo è un aspetto estremamente importante poichè la capacità di sfruttare i dati non strutturati o le informazioni 'human friendly' - video, immagini, email, social media e così via – comporta un notevole valore di business. Ma questo è un problema di natura diversa rispetto a quello relativo alla gestione dei Big Data, anche se indubbiamente di maggiore rilevanza.

Si può scegliere di affrontare i problemi di scala relativi al fenomeno dei Big Data assegnandovi sempre più risorse hardware e software. Resta il fatto però che le informazioni 'human friendly' costituiscono il 90% di tutti i dati aziendali, pertanto se si sceglie di ignorarle e limitarsi a ricercare il ‘database perfetto’ si potrà attingere solamente al 10% del patrimonio complessivo di informazioni. Quindi, anziché fissarsi su questo singolo aspetto, vale la pena contemplare il quadro nella sua globalità.

Dal momento che la produzione dell'informazione avviene tramite mezzi che sono i più variegati (dagli smartphone, ai social network, fino a tutto ciò che può rientrare nell'"internet delle cose", come visto nella pagina precedente), altrettanto se non più variegato è il tipo di informazione che viene prodotta. Siamo lontani dall'informazione fatta solo di parole e numeri, in quest'epoca dove anche immagini e video sono sempre più digitali. Tutto è informazione, tutto è correlabile, niente è trascurabile.

L'informazione si è propagata in ogni settore d'industria e in qualsiasi funzione di business e rappresenta un importante fattore della produzione, accanto al capitale e alla forza lavoro. La capacità di analizzare le informazioni rappresenta un vantaggio competitivo notevole per le realtà commerciali di quest'epoca ed è per questo motivo che l'esigenza di comprensione e di analisi travalica la semplice informazione fatta di parole e numeri. Le tecnologie dell'informazione devono pertanto essere in grado di trattare informazioni che siano sempre meno "asettiche" e più di alto livello, vicine cioè ai meccanismi di comprensione propri dell'uomo.

Con la crescita in quantità e velocita di informazione prodotta, incrementa in maniera corrispondente il valore potenziale di questa informazione, tanto più si è in grado di analizzarla adeguatamente nel più veloce tempo possibile. La capacità di utilizzare adeguatamente i Big Data diventerà uno degli elementi alla base della competizione e della crescita per le aziende. Dal punto di vista della competitivtà e della capacità di realizzare il valore potenziale, tutte le compagnie dovranno attentamente considerare le potenzialità dei Big Data.

 
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