Big Data Analytics, arriva lo scienziato dei dati

Big Data Analytics, arriva lo scienziato dei dati

La gestione e l'analisi dei Big Data implica la creazione di nuove figure professionali, che siano dotate non solo di capacità analitiche ma anche di una buona dose di conoscenze sia generali, sia specifiche in determinate discipline

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Scienza e tecnologia
 

Introduzione

La diffusione della banda larga in quasi tutte le abitazioni (non ce ne vogliano coloro i quali ancora sono emarginati dal digital divide) e anche in mobilità, assieme al dilagare di dispositivi elettronici dalle impressionanti capacità di computazione, hanno portato ad una spaventosa crescita nel volume di informazioni digitali prodotte quotidianamente. Ogni singolo tweet, ogni singolo "like" su facebook sono frammenti di informazione digitale che ciascuno di noi produce, a volte anche inconsapevolmente, che circolano sulla rete e che, in un modo o nell'altro, vengono conservati negli archivi di varie organizzazioni, aziende ed imprese.

Con la crescita del volume di informazioni digitali ha iniziato a diffondersi anche nell'uso comune un nuovo binomio di termini: Big Data. Un concetto introdotto all'inizio del nuovo millennio e che è arrivato ai giorni nostri modificando via via il suo significato. Non unicamente dati di grosse dimensioni, ma dati eterogenei, prodotti a ritmi impressionanti e con potenziali ripercussioni di elevata portata.

Dalla fine degli anni '50 si parla di "Business Intelligence", indicando con questi termini sia i processi, sia gli strumenti utilizzati per trarre informazioni (sia le informazioni stesse) che possano offrire ad un'organizzazione la possibilità di pianificare una strategia capace di incrementare il suo vantaggio competitivo sul mercato. Quando l'informazione è affidabile, accurata e completa rappresenta per un'azienda una fonte di valore. Al contrario un'informazione che sia non affidabile, incompleta, inaccurata, analizzata al di fuori del suo contesto può invece trasformarsi in un elemento di instabilità, dal momento che potrebbe innescare un processo decisionale basato su presupposti non corretti e quindi portare ad esiti opposti a quelli desiderati.

La naturale evoluzione della Business Intelligence è quindi la Big Data Analytics: strumenti, processi ma, soprattutto, capacità di analizzare, correlare e contestualizzare elevate moli di dati eterogenei tra loro ma che solamente una volta che sono stati interconnessi possono dischiudere informazioni dal valore inestimabile. Attualmente, sebbene affrontare il fenomeno dei Big Data rappresenti per il mondo aziendale una sfida anche per la portata degli investimenti necessari alla realizzazione di un'infrastruttura tecnologicamente pronta per questo nuovo paradigma, i limiti alla gestione ed analisi dei Big Data dipendono non dalla tecnologia stessa ma anche, e in maniera preponderante, dalle competenze che le figure professionali dedicate a questi compiti devono avere.

 
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