La catastrofe è dietro l'angolo, ma non importa a nessuno

La catastrofe è dietro l'angolo, ma non importa a nessuno

Parliamo di sicurezza informatica: la situazione attuale mostra un quadro potenziale pericolosissimo, ma istituzioni, opinione pubblica e singoli cittadini sembrano non curarsene

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Scienza e tecnologia
Quadro
 

Il quadro Italiano

La situazione complessiva italiana vede, per il periodo di riferimento gennaio-dicembre 2012, una diminuzione degli incidenti noti a matrice attivista che durante il 2011 avevano connotato la maggior parte degli incidenti informatici del nostro paese. Con la minor frequenza di questi eventi eclatanti, le pagine dei mezzi di comunicazione hanno dato maggiore spazio agli eventi di criminalità informatica, sensibilizzando maggiormente l'attenzione non solo degli addetti ai lavori ma anche del pubblico più ampio, veicolando il messaggio che tutto il pubblico è indistintamente e quotidianamente esposto ad un rischio.

Osservando l'anno 2012 in Italia da un punto di vista tecnologico si ha la conferma di una tendenza già delineatasi nel 2011, ovvero l'aumento dell'accesso dei servizi online da dispositivi mobile. Fotografando la situazione a dicembre 2012, in Italia si sono potuti contare oltre 38 milioni di untenti nella fascia dagli 11 ai 74 anni con accesso continuo ad Internet, e quasi 20 milioni con la possibilità di connettersi alla rete tramite smartphone o tablet.

Se l'analisi si sposta, invece, sul fronte sociale, il 2012 è stato un anno in cui il clima di sfiducia nei confronti della classe politica si è aggravato, già duramente condizionato dal difficile contesto economico che ha in vari modi condizionato il paese. L'inasprimento del clima sociale non ha però portato ad un incremento delle azioni dimostrative digitali come invece accaduto nel corso del 2011. Nel corso della prima metà dell'anno si sono regisrati episodi isolati di protesta, talvolta anche contraddittori, che però sono andate diminuendo nel corso dell'anno e ridimensionandosi sia come impatto, sia come frequenza rispetto agli eventi dell'estate 2011. A questa dinamica hanno probabilmente contribuito le azioni delle forze dell'ordine (che hanno dimostrato come l'anonimato sul web sia in realtà una chimera) e la maggior sensibilità dei possibili obiettivi che hanno elevato il livello di attenzione.

Nel corso del 2012 si è però diffusa la consapevolezza che anche il nostro paese non può essere ritenuto immune da operazioni di crimine e spionaggio informatico, con alcuni episodi che sono saliti agli onori della cronaca con ampi spazi sui quotidiani e telegiornali nazionali. L'opinione pubblica italiana sta progressivamente prendendo coscienza di come l'identità digitale di ciascuno di noi, e le sue appendici, sia eccessivamente esposta ai rischi della rete.

Nel 2012 nel nostro Paese sono stati rilevati nel complesso 129 attacchi rilevanti. Il 67% di questi, ovvero 86 incidenti, sono di matrice hacktivistica mentre il 33%, ovvero 43 incidenti, risultano essere motivati da azioni di cybercrime. Confrontando le rilevazioni con quelle del 2011 si osserva come le percentuali si attestavano rispettivamente all'84% e al 14%.

Per quanto concerne invece la distribuzione degli bersagli nel campione analizzato spicca una preferenza degli attaccanti verso il settore governativo, seguito da associazioni politiche e realtà industriali. Analizzando quindi i dati in maniera più trasversale si evince come circa un attacco su tre ha come obiettivo istituzioni governative o associazioni politiche.

 
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