IBM investe tre miliardi di dollari per l'era post-silicio

IBM investe tre miliardi di dollari per l'era post-silicio

Arrivare velocemente ai 7 nanometri e delineare la strada per l'evoluzione successiva: sono questi gli obiettivi delle attività di ricerca e sviluppo di Big Blue per i prossimi cinque anni

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Scienza e tecnologia
IBM
 

Verso i 7 nanometri e oltre

IBM ha deciso di investire 3 miliardi di dollari spalmati nell'arco di cinque anni per lo sviluppo di processori ancor più piccoli di quanto possibile oggi, e con l'intenzione di sostenere l'evoluzione del settore anche dopo il raggiungimento dei limiti delle attuali tecnologie produttive.

Il primo obiettivo è quello di costruire chip con transistor realizzati con processo produttivo a 7 nanometri, corrispondenti grossomodo ad 1 millesimo della larghezza di un capello umano. Il secondo obiettivo è quello di scegliere tra una serie di tecnologie alternative rispetto alle attuali basate sul silicio: questo richiederà uno sforzo ingegneristico enorme per poter sostenere l'evoluzione del settore computing, che necessiterà di profonde competenze nel campo della fisica per la lavorazione dei nanomateriali.

Tra le opzioni a disposizione vi sono praticamente tutte le strade che sono state oggetto, in questi ultimi anni, di attività di ricerca, sia da parte di IBM stessa, sia da parte di altre aziende e del mondo universitario: nanotubi di carbonio, grafene, fotonica basata sul silicio, comutazione quantistica, architetture neurali e sostituti del silicio in grado di operare velocemente anche a dimensioni non ridotte.

T.C. Chen, vicepresidente Science and Technology per IBM Research, ha commentato: "Nei prossimi 10 anni crediamo che vi saranno sistemi fondamentalmente nuovi che sono molto più efficienti nel risolvere problemi o che risolveranno problemi oggi inaffrontabili".

Il passaggio all'era "post-silicio" è stata rimandata più volte dagli ingegneri, ma come abbiamo già avuto modo di notare più volte i limiti fisici dettati dal raggiungimento di dimensioni atomiche sta ostacolando l'evoluzione delle tecniche di produzione. Problemi di fisica quantistica, come l'effetto tunnel, stanno inoltre complicando la progettazione dei chip.

Transistor a 7 nanometri rappresentano un salto di tre generazioni nell'ambito delle tecnologie produttive che attualmente IBM usa per realizzare il proprio processore Power8 a 22 nanometri. Le attività di ricerca e sviluppo di IBM si concentreranno sul trovare i materiali e i processi necessari per rendere i chip a 7 nanometri economicamente sostenibili. John Kelly, senior vice president di IBM Research, ha precisato a questo proposito: "La domanda non è se introdurremo la tecnologia a 7 nanometri nella produzione, ma invece quando e a che costo".

Prima di approdare ai 7 nanometri il percorso passa dalle tappe di 14nm e 10nm, mentre dopo i 7 nanometri la situazione si fa più nebulosa. Intel prevede di poter arrivare al nodo produttivo a 5 nanometri, mentre Applied Materials, che realizza i macchinari di produzione dei chip in silicio, ha già discusso la possibilità di spingersi fino ai 3 nanometri.

 
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