Internet of Things nel caos della mancata interoperabilità BTicino punta sul 'traduttore'

Internet of Things nel caos della mancata interoperabilità BTicino punta sul 'traduttore'

La piena interoperabilità tra gli oggetti connessi dell'Internet delle Cose è attualmente un miraggio. Tra accordi e consorzi di interoperabilità sono in molti al lavoro, ma tanti oggetti parlano un loro linguaggio e operano con protocolli propri: per semplificare la vita BTicino punta sul modulo F459, in pratica un contenitore di driver per far parlare oggetti di terze parti con il sistema MyHome

di Roberto Colombo pubblicato il nel canale Scienza e tecnologia
BTicino
 

Internet of Things e domotica: siamo alla vigilia di una rivoluzione

Internet of Things: si tratta di un tema molto caldo, ormai sulla bocca di tutti. Un tema che ci ha sedotto negli ultimi tempi raccontandoci di grandi potenzialità, ma che forse facciamo fatica a vedere ancora applicato alla nostra vita di tutti i giorni. Le più grandi aspettative del pubblico consumer nei confronti dell'Internet delle Cose si concentrano in buona parte sul mondo della domotica e alcune mosse dei Big del web (vedi l'acquisizione di Nest da parte di Google) non hanno fatto che aumentare le aspettative della gente in merito. A ben guardare l'IoT è una realtà nella vita quotidiana più di quanto possiamo pensare in prima analisi, rappresentando una tecnologia consolidata in molti settori a livello professionale.

Questa dicotomia tra la percezione del pubblico di massa e la reale penetrazione delle tecnologie IoT nel quotidiano è testimonata anche dalle due differenti definizioni che si danno dell'Internet delle Cose, come ci ha raccontato in una chiacchierata Ernesto Santini- Direttore Architettura e sistemi nella Direzione Innovazione e sistemi di BTicino - che abbiamo incontrato visitando lo stabilimento produttivo del marchio a Erba (CO).

Da lato dei tecnici rientra nell'IoT ogni oggetto a cui può essere assegnato un indirizzo IP e che può 'dialogare' nella rete. La percezione consumer è invece quella di oggetti controllabili con un'app. La visione dei consumatori finali è quindi più ristretta del tema nella sua interezza, ma è sintomatica di quali siano gli interessi delle persone: avere il controllo degli apparecchi di casa a portata di dito, sfruttando in particolar modo il telefonino, oggetto sempre in tasca. Una visione ristretta rispetto a quella che è la realtà dei fatti, che in Italia vede già 25 milioni di 'nodi di comunicazion', di oggetti connessi, come ci ha detto l'ingegner Santini.

Arrivare a un tale numero, che sulle prime può sembrare enorme, è semplice. Un esempio su tutti, i moderni contatori dell'energia elettrica, connessi alla rete e in grado di dialogare in modo bidirezionale. In ambito industriale è facile poi immaginare la penetrazione delle tecnologie IoT e Machine-to-Machine nella gestione dei processi, delle flotte e dei prodotti. L'Internet delle cose porterà benefici ai consumatori finali, ma potrà rappresentare anche un importante momento per l'industria, creando nuove leve anche per la vendita.

Una casa in cui tutti gli oggetti sono connessi e dialogano tra di loro e con la rete permetterà ad esempio una più efficiente gestione dei consumi energetici a livello domestico, ma non solo. Sommando tutte le utenze, se queste sono intelligenti e in grado di dialogare con un cervello centrale, si può creare un sistema in grado di prevedere in modo più preciso picchi e tempi morti, con previsioni sul lungo periodo che possono risultare fondamentali, ad esempio, per il fornitore, per acquistare l'energia al momento giusto e nel quantitativo corretto, generando così ricavi immediati.

Una casa in cui gli oggetti sono connessi può anche vigilare in modo non invasivo sui suoi occupanti e aiutare nella gestione della vita quotidiana le persone meno autosufficienti. "L'IoT porterà una rivoluzione per quanto riguarda il supporto alla vita anziana", questa l'opinione di Santini. Non solo sarà più facile comunicare a distanza con la persona anziana e sarà più facile tenere sotto controllo dati come i parametri vitali, anche con una sorta di visita a domicilio virtuale da parte del medico, ma la casa stessa sarà in grado di rilevare comportamenti differenti da quelli abituali, inviando una notifica a chi di dovere.

 
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