Di macchine che sostituiscono lavoratori umani e di nuovi luddismi

Di macchine che sostituiscono lavoratori umani e di nuovi luddismi

Attenzione: 'Questo articolo potrebbe essere stato scritto da una macchina'. Uomini sostituiti dalle macchine, non solo in fabbrica, ma anche negli uffici e nei compiti creativi. La fabbrica che tagliando il 90% della forza lavoro ha aumentato la produttività del 250% diminuendo gli scarti del 90%. Il computer IBM che calcola le polizze al posto degli impiegati giapponesi. Il 21° secolo ci vedrà seguaci di un nuovo Ned Ludd?

di Roberto Colombo pubblicato il nel canale Scienza e tecnologia
 

Di macchine che sostituiscono gli uomini e di rivoluzioni sociali

I lettori più assidui certamente ricorderanno il report del viaggio cinese organizzato da Hauwei per portare un ristretto numero di giornalisti della stampa italiana a visitare i luoghi laddove i cellulari (e tutti gli altri prodotti del colosso cinese) vengono pensati, progettati e prodotti. Parlando con James Zou - Presidente di Huawei Italia, Consumer Business - eravamo venuti a conoscenza del fatto che ora Huawei affida la parte della produzione 'meno nobile' a produttori OEM terzi (Foxconn in primis), mantenendo in casa tutto il ciclo produttivo dei top di gamma, utilizzando per essi uno stabilimento con linee produttive totalmente automatizzate, praticamente prive di intervento umano.

È un trend consolidato quello della sostituzione della forza lavoro umana con le macchine e che porrà sempre più interrogativi a livello sociale nel futuro, un futuro che ormai è più prossimo di quanto siamo generalmente portati a credere. È quello che ha fatto anche la cinese Changying Precision Technology Company, che ha guadagnato l'onore delle cronache per il suo stabilimento dove, grazie alle macchine, ormai la produzione è portata avanti da soli 60 dipendenti, contro i 650 occupati del passato. L'azienda produce parti per telefoni cellulari. Come dicevamo non si tratta di una caso isolato, ma di una tendenza ormai affermata e in crescita: nella stessa città di Dongguan, sede della Changying Precision Technology Company, già nel maggio 2015 la Shenzhen Evenwin Precision Technology aveva annunciato un piano per ridurre del 90% la sua forza lavoro (1800 dipendenti) in favore di macchine e braccia meccaniche.

Per il direttore generale della Changying Precision Technology Company, Luo Weiqiang, non è solo una questione di costi: le macchine lavorano meglio degli uomini. Nel passaggio alla produzione quasi totalmente automatizzata la produttività è cresciuta del 250%, con una percentuale di pezzi difettosi che si è ridotta dell'90%. Lo stesso manager ha dichiarato che nei piani i dipendenti umani dell'azienda arriveranno ad essere solo 20. Un percorso che anche la stessa Foxconn, principale costruttore degli iPhone di Apple, aveva annunciato di voler intraprendere, già nel 2011. La Cina è il primo mercato mondiale per quanto riguarda l'acquisto di robot: non ci sono dati aggiornati, ma nel 2014 erano già 60.000 i robot acquistati da aziende cinesi. Con un calcolo che vede - a spanne - un robot sostituire circa 10 persone, già oggi potrebbe essere più di un milione il numero dei posti di lavoro 'umani' a rischio nella sola Cina. Certo, chi sta dalla parte di questa rivoluzione robotica porta a suo favore argomenti che tirano in causa i posti di lavoro di chi i robot li costruisce, programma e ne cura la manutenzione. I detrattori fanno però notare che una volta costruito un robot sostituisce un ampio numero di persone e che probabilmente la costruzione e la manutenzione dei robot saranno campi di competenza in cui i robot stessi sostituiranno gli umani. Macchine che pensano, progettano, costruiscono altre macchine.

Questo potrebbe essere il destino di molti posti di lavoro: gli analisti individuano nei lavori di manifattura industriale i primi a venire colpiti dal fenomeno, ma è riduttivo pensare che siano solo gli operai quelli a rischio. Già oggi molte aziende stanno usando sempre più bot per il loro servizio clienti, ma ovunque ci sia un lavoro (neanche troppo) ripetitivo le macchine potranno essere più efficienti e precise degli umani. I droni sostituiranno i piloti in molti compiti (come spruzzare gli insetticidi, fare misure aeree), ma anche tutti i lavori pericolosi, come quelli in miniera, nei pozzi e nelle piattaforme petrolifere potranno essere svolti in modo più sicuro da delle macchine. Vi ricordiamo a questo proposito le sperimentazioni di Volvo per sostituire i guidatori umani su quei camion che si devono spingere fino a 1320 metri di profondità nel cuore della miniera di Kristineberg, nel nord della Svezia.

Saranno tempi duri per i revisori contabili, per gli operatori di call center, ma anche per chi lavora al bancone della reception degli hotel: già ora esistono alberghi in cui è tutto automatizzato e dal check-in al check-out non si incontra anima viva. Pensate ai vostri ultimi viaggi aerei: quante volte avete avuto a che fare con un addetto al banco dei check-in? Fukoku Mutual Life Insurance, agenzia assicurativa giapponese, ha sostituito 34 impiegati con un sistema IBM Watson Explorer: ora è lui a occuparsi di calcolare le polizze e i rispettivi premi, analizzando più velocemente degli umani certificati medici, ricoveri, operazioni e tutti i parametri che concorrono a stimare aspettativa di vita e valori simili. Il cambiamento in questo settore è stata la possibilità per i sistemi di intelligenza artificiale di analizzare dati non strutturati, riuscendo a fare ordine tra video, testi destrutturati, file audio, immagini, territorio dove fino a poco tempo fa la mente umana era ancora imbattibile e insostituibile.

Anche lavori più creativi saranno sostituiti dalle macchine, probabilmente in futuro a scrivere questo articolo non ci sarà Roberto Colombo, ma Bob, un cervello virtuale situato in qualche server e utilizzando nella formula di Software-As-A-Service. Io stesso recentemente ho avuto più di una volta la sensazione, leggendo una notizia o un post di qualche blog, di avere di fronte un pezzo scritto non da una penna umana, ma da un'intelligenza artificiale, o per lo meno da essa tradotta.

La grossa domanda quidi, non è né se né quando verremo sostituiti dalle macchine nel nostro lavoro quotidiano, ma se le nostre società sono pronte ad assorbire il cambiamento, che sarà forse il più grosso ancora di quello portato dalla Rivoluzione Industriale. Nel 1929 John Maynard Keynes fece una predizione: entro il 2029 gli abitanti delle nazioni sviluppate avrebbero vissuto in una società perfettamente civile, con alti standard di vita, lavorando solo 16 ore la settimana. Passando dal capitalismo industriale a quello finanziario - in cui addirittura la ricchezza si genera in maniera immateriale - ci siamo trovati con la crisi dei mutui sub-prime, con livelli di disoccupazione in crescita, con migrazioni sempre più pressanti e con una soddisfazione di vita che molti definirebbero inferiore a quella della generazione precedente: con le macchine a fare il nostro lavoro, invece che goderci una vita meno faticosa, finiremo dalla padella alla brace? Dobbiamo prepararci a un luddismo del 21° secolo?

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61 Commenti
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Perseverance15 Febbraio 2017, 15:20 #1
Chi possiede i mezzi di produzione e le materie prime è colui che produce e continuerà a fare profitto; chi lavora e può vendere solo la propria forza lavoro verrà mandato a casa.

Si amplierà ancora di più il divario fra chi è ricco e chi è povero: e per di più i ricchi saranno sempre più ricchi e sempre meno numerosi, ed i poveri sempre più poveri e più numerosi.

Ma non ci si può far niente, è così che il sistema capitalistico funziona, qualunque modifica non cambia il senso del suo funzionamento. O lo si cambia abbattendolo tutto o lo si tiene così com'è.
zbear15 Febbraio 2017, 15:54 #2

Lavoro ...

In realtà la minaccia è sopratutto sui lavori di rango più basso, come semplici montatori o controllo qualità. Lavori da fabbrica, ripetitivi e dove serve scarsissima creatività e alta ripetitività. TUTTE le industri meccaniche europee lo fanno da anni (chiedetevi PERCHE' le linee di produzione automobili hanno visto un così drastico calo di personale umano negli anni).
Questo non toglie che c'è una LARGHISSIMA fascia di umanità che ne risentirà pesantemente anche perchè, nel frattempo, si provvede a distruggere scientemente qualunque altro campo di impiego (artigiani, piccolo commercio, etc etc) favorendo i mega gruppi industriali e commerciali (Amazon su tutti, che distrugge molti mercati NON PER GUADAGNARE direttamente su quelli, visto che è in perdita, ma solo per far guadagnare ALTRE parti del suo impero).
Il risultato NON SARA' in nessun caso buono, anzi ......
lucusta15 Febbraio 2017, 16:00 #3
il problema non è cosa andranno a fare i nostri figli, ma che cosa gli stiamo insegnando: li stiamo preparando ad affrontare una vita da operai, quando gli operai non servono piu'.

prepariamoli a sfruttare i propri talenti, almeno saranno comunque contenti di fare un lavoro che gli piace.
gerko15 Febbraio 2017, 16:44 #4
Tanto sempre la si andrà a finire. O questi 100/200 ricconi tra 50/80/100 anni si vendono i loro prodotti solo tra di loro, visto che tutto il resto della popolazione non lavorando non può comprare nulla, oppure cambierà il modo di vivere.
Se non hai una base comprante per chi produci?
fra5515 Febbraio 2017, 17:02 #5
Originariamente inviato da: gerko
Tanto sempre la si andrà a finire. O questi 100/200 ricconi tra 50/80/100 anni si vendono i loro prodotti solo tra di loro, visto che tutto il resto della popolazione non lavorando non può comprare nulla, oppure cambierà il modo di vivere.
Se non hai una base comprante per chi produci?


Anche per me questo è il grande interrogativo.

A cosa serve che un robot produca 24h al giorno se non hai nessuno a cui vendere?
Produrre il 250% in più con quale scopo?

O riduci di metà la popolazione mondiale, e non so come, o non vedo benissimo il futuro dei nostri figli...
s0nnyd3marco15 Febbraio 2017, 17:39 #6
Originariamente inviato da: gerko
Tanto sempre la si andrà a finire. O questi 100/200 ricconi tra 50/80/100 anni si vendono i loro prodotti solo tra di loro, visto che tutto il resto della popolazione non lavorando non può comprare nulla, oppure cambierà il modo di vivere.
Se non hai una base comprante per chi produci?


Esattamente: sono curioso di come andra' questo paradosso economico. E vorrei sapere anche cosa fara' la popolazione ex operaia per mantenersi? Ritorno massiccio all'agricoltura?
Grayskull15 Febbraio 2017, 17:44 #7
ogni news di questo tipo genera sempre gli stessi commenti, che gradualmente arriveranno tutti verso gli stessi temi e le stesse conclusioni...
linko due esempi, così si possono fare i confronti:
http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2798951
http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2795816
Mparlav15 Febbraio 2017, 17:48 #8
Originariamente inviato da: gerko
Tanto sempre la si andrà a finire. O questi 100/200 ricconi tra 50/80/100 anni si vendono i loro prodotti solo tra di loro, visto che tutto il resto della popolazione non lavorando non può comprare nulla, oppure cambierà il modo di vivere.
Se non hai una base comprante per chi produci?


Il punto è che quei ricconi, dopo aver accumulato una fortuna anche solo per 10 anni, non avranno più bisogno di vendere alcunché, ma si troveranno nella condizione di poter acquistare ciò che gli pare per il resto della vita.

A differenza delle "manovalanze" che sono state sostituite dai robot che nel frattempo, si saranno dovuti inventare qualcos'altro per vivere.

Ciò che cambia è che ci sono già dei ricconi che si sono arricchiti fino ad ora anche "sfruttando" la manovalanza a basso costo in modo più o meno spregiudicato.
Da ora in poi, ci saranno ricconi che lo faranno sfruttando dei robot.

In ogni caso, sembra brutto dirlo, ma finché possiamo contare solo su questo pianeta, è auspicabile un calo demografico nei prossimi anni.
Mi auguro che sia un processo lento e non "traumatico".
Vash8815 Febbraio 2017, 17:51 #9
Si parla del niente, a livello mondiale la percentuale di disoccupazione è bassa. http://data.worldbank.org/indicator...&view=chart

Se si è lavoratori senza nessuna skill consiglio di cominciare a ripensare al proprio futuro e di inserire un bel corso di formazione, non si vive sugli allori. L'europa si sta muovendo esattamente in questa direzione, facilitare i cittadini a migliorare costantemente le proprie abilità e avere un mercato del lavoro più dinamico.
http://ec.europa.eu/social/main.jsp...3&langId=en
L'Italia è un caso a parte, dobbiamo risolvere i nostri problemi di leadership e avere un minimo di credibilità a livello internazionale. Un economista proporrebbe di varare un blocco della spesa pubblica e lasciare che l'aumento del GDP riduca automaticamente il debito pubblico. Il primo governo che fa una cosa del genere salta dopo 6 mesi.
Viviamo in una società molto più complicata di quanto ci accorgiamo, ci si aggrappa alle notizie giornaliere del telegiornale per cercare di capire qualcosa, quando in realtà quello che passa è al 99% fango che gli schieramenti politici si lanciano gli uni con gli altri. Il problema di tutto ciò è che si distrae l'attenzione dei cittadini dai problemi e dalle sfide che come paese e sistema europa ci troviamo ad affrontare in questo momento.
https://www.ft.com/content/ef13e61a...ce-b9c03770f8b1

Chiudo dicendo che togliendoci il paraocchi e guardando alla realtà per com'è davvero durante gli ultimi sessant'anni abbiamo ottenuto questi risultati, piuttosto incoraggianti.
The proportion of the world’s population in extreme poverty has fallen from 72 per cent in 1950 to 10 per cent in 2015.
, life expectancy at birth has risen from 48 years in 1950 to 71 in 2015.
People living in democracies has risen from 31 per cent in 1950 to 56 per cent in 2015.
Perseverance15 Febbraio 2017, 18:31 #10
Originariamente inviato da: Vash88
...


mh...diteni di si

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