5G, cloud e intelligenza artificiale alla base della rivoluzione che è dietro l'angolo

5G, cloud e intelligenza artificiale alla base della rivoluzione che è dietro l'angolo

Il CERN, la Singularity University e il massimo esperto tedesco di Industria 4.0 sono concordi: cloud, 5G e intelligenza artificiale sono i mattoni su cui si sta costruendo la rivoluzione che è dietro l'angolo e che toccherà tutti gli aspetti della nostra vita, dalla ricerca alla produzione di beni, dall'automazione ai rapporti tra le persone

di Roberto Colombo pubblicato il nel canale Scienza e tecnologia
Smart CityHuaweiCERN
 

Ecoconnect è uno di quegli eventi che raccoglie esperti dell'industria delle telecomunicazioni (e non solo) e li mette a confronto sulle sfide del presente e del passato. Si tratta di un evento organizzato e sponsorizzato da Huawei, ma la presenza sul palco e in platea di importanti nomi del paradigma mondiale lo rende un appuntamento molto interessante per provare a saggiare il polso delle principali tendenze tecnologiche di oggi, del futuro più prossimo, ma anche di quello a più lungo termine. L'edizione 2017 ha avuto come palcoscenico il Berlin City Cube, all'interno della fiera cittadina, la stessa che ospita IFA.

Quest'anno, in particolare, sono stati tre i relatori che hanno maggiormente stuzzicato i presenti e stimolato la discussione. Un ricercatore del CERN, un esponente della Singularity University e quello che è forse il maggiore esperto di Industria 4.0 in Germania.

Yuri van Geest è il fondatore della Singularity University in Olanda e - per lavoro, ma anche per passione - è sempre alla ricerca di quelle tecnologie che definite 'esponenziali', definizione che deriva dalle teorie di Ray Kurzweil - fondatore della prima Singularity University in USA -. Parliamo delle teorie della "tecnologia esponenziale" e della "singolarità tecnologica" elaborate da quest'ultimo secondo cui il progresso tecnologico in alcuni momenti accelera oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani.

Esponenziali sono quindi per il tasso di crescita , ma anche per la rapidità con cui i loro sviluppi si trasferiscono sulla società. Al momento attuale il tema delle intelligenze artificiali è forse quello su cui avere il maggiore occhio di riguardo. "Il software si sta mangiando il mondo in tutti i settori, l'intelligenza artificiale si mangerà il software subito dopo". Se oggi le più importanti realtà a livello mondiale si occupano di servizi e software e anche temi reali e concreti come l'auto, la bici, il cibo si sono dematerializzate nelle mani di colossi come Uber e simili, il prossimo passo sarà vedere tutte queste cose gestite dalle intelligenze artificiali e supportate dai cosiddetti Big Data.

Su questo tema l'occidente sembra un passo indietro rispetto alla Cina secondo quanto riportato da Yuri, che ha potuto dare un occhio a quello che si muove egli stessi laboratori Huawei, marchio il cui impegno sul tema è testimoniato anche dallo sforzo profuso per inserire il processore neurale nella dotazione tecnica del suo ultimo smartphone di punta, Huawei Mate 10 Pro . Non solo, anche sul fronte del quantum computing (il computer quantistico) pare che la Cina stia lavorando con un passo più veloce del resto del mondo, ma su questo tema il relatore è stato avaro di dettagli. Tra le tecnologie che Yuri scommette faranno parte del nostro futuro se ne trovano anche alcune che al momento potrebbero sembrare quasi esoteriche, come il concetto di Quantum ID (argomentare).

Sullo stesso piano concettuale, ma toccando corde diverse, si è mosso l'intervento del Professore Zühlke, pioniere di quella che viene definita Industria 4.0. Un esperto dal biglietto da visita altisonante Prof. Dr.-ING, Dr. h.c. Detlef Zühlke, Director Innovative Factory Systems IFS German Research Center for Artificial Intelligence, DFKI GmbH and Chairman Executive Board SmartFactory KL e.V.
Quello di Industria 4.0 è un concetto ancora abbastanza labile, privo di una standardizzazione, ma che raccoglie sotto il suo cappello diverse tendenze che stanno attraversando e attraverseranno sempre più in modo trasversale il mondo della produzione industriale. Realtà aumentata, Big Data, Internet of Things, Smart Products, automazione e intelligenza artificiale sono gli ingredienti di un'industria che è pronta a quella che molti vedono come la quarta rivoluzione industriale. Secondo il prof. Zühlke siamo alle porte di un cambio di paradigma fondamentale, ben riassunto in una delle slide del suo intervento. Se oggi viviamo in un mondo in cui il prezzo è il primo punto di scelta di un prodotto, nel futuro sarà sempre più importante il tempo che intercorre tra il momento della decisione di acquisto e quello della ricezione del bene. Nel paradigma attuale abbiamo un circolo che vede buona parte della progettazione negli Stati Uniti, la gran parte della produzione in Cina e in altri paesi asiatici e un grosso mercato di consumo in Europa, con il primo e l'ultimo passo spesso intercambiabili, ma con quello centrale fisso in Asia per ragioni di costi.


Con l'ascesa dell'Industria 4.0, con la completa automatizzazione delle produzioni, con le tecnologie di predizione della volontà dei consumatori in arrivo dall'accoppiata Big Data e AI (Artificial Intelligence), produzione e consumo saranno sempre più vicini, e la soddisfazione immediata del bisogno da parte del consumatore avrà un'importanza maggiore rispetto al semplice cartellino del prezzo. Una delle tecnologie che potrà avere effenti dirompenti, ponendosi come mattone fondante della prossima rivoluzione industriale, è quella che raccoglie tutte le innovazioni del 5G, che per struttura intrinseca si adatta perfettamente a uno dei requisiti elementari dell'Industria 4.0: la presenza di interfaccie standard e il più possibile unificate. Il 5G supererà la moltiplicazione di tecnologie attualmente in atto per il trasporto delle informazioni, che vede diversi tipi di connessione per l'ossatura della rete e altrettante per la connessione degli utenti finali alla rete. Con il 5G il backhaul, le comunicazioni machine-to-machine e quelle degli utenti finali saranno unificati, con possibilità di interazione finora impossibili.

È un mantra che sentiamo ripetere da anni, ma anche il cloud è alla base di questa rivoluzione. A confermarlo una voce decisamente importante e slegata da interessi economici industriali diretti, quella del CERN. Sul palco di EcoConnect 2017 è infatti salito anche Tim Bell, Compute and Monitoring Group Leader, del CERN, che ha mostrato una slide semplice, ma che rende perfettamente l'idea della situazione che ci si prospetta davanti nei prossimi anni.

Quando verrà fatto partire il blocco di esperimenti Run 4 (nel 2026), la potenza di calcolo (prevista) necessaria per analizzare i dati sarà 60 volte quella disponibile oggi, mentre secondo la legge di Moore sui microprocessori essa aumenterà solo di sedici volte. Bisogna trovare metodi per rendere esponenziale la crescita della capacità di calcolo e il cloud è la via primaria per muoversi in questa direzione. Il CERN si è mosso presto in questa direzione e già oggi tutti i suoi sistemi girano su un sistema cloud provato basato su Openstack, con 8.000 server, 281.000 core e 33.000 virtual machine.

Da questa nuvola traggono le risorse sia i sistemi di analisi dei dati degli esperimenti dell'LHC - Large Hadron Collider -, sia i sistemi utilizzati dai ricercatori per prenotare hotel e voli per i loro viaggi. Tutto ciò che al CERN è digitale è cloud. In vista dei prossimi run dell'LHC però nemmeno la crescita di questa rete sarà sufficiente per venire incontro alle esigenze dell'analisi dei dati degli esperimenti e l'unica via è un'approccio ibrido che al cloud privato possa affiancare risorse on demand dal cloud pubblico. La ricerca deve quindi incontrare le aziende private che mettono a disposizione risorse cloud e per questo motivo è stato avviato il progetto Helix Nebula che punta a divenire la risorsa fondamentale per la ricerca a livello europeo - European Open Science Cloud. T-Systems e Huawei sono tra i partner del progetto di hybrid cloud che avrà come tre colonne portanti: computing e storage; connettività di rete e accesso unificato tramite Federated Identity Management; servizi di pagamento per le risorse utilizzate.

Il CERN, la Singularity University e il massimo esperto tedesco di Industria 4.0 sono quindi concordi: cloud, 5G e intelligenza artificiale sono i mattoni su cui si sta costruendo la rivoluzione che è dietro l'angolo e che toccherà tutti gli aspetti della nostra vita, dalla ricerca alla produzione di beni, dall'automazione ai rapporti tra le persone. Diteci la vostra nei commenti: cosa ne pensate del mondo che ci si prospetta dinnanzi nel giro di pochi anni? Prevale la curiosità nei confronti delle nuove tecnologie o sono maggiori le preoccupazioni legate e privacy e libertà?

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3 Commenti
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daniluzzo13 Novembre 2017, 11:46 #1
Rivoluzione, parola utilizzata troppo spesso e a sproposito.

Doveva essere la rivoluzione il 3g, poi il 4g, adesso il 5g.

Nel frattempo non esiste una sola compagnia telefonica che abbia pieno campo in 4g su tutto il territorio.

Lato aziende si va avanti ancora con carta e penna e dove lavoro io (azienda globale di fama internazionale) i dipendenti "normali" hanno un nokia 105 2g senza accesso a niente, l'intranet aziendale non offre nessun servizio e i funzionari e dirigenti che possono avere accesso agli smartphone (aziendali, entry level LGk4) possono svegliere se beneficiare di 2 gb al mese a 10€...
Ovviamente il cellulare personale e vietato dalla policy interna.
Hanno anche disabilitato le porte usb da tutti i pc per paura di beccarsi un virus.

Forse ci si deve chiedere se le rivoluzioni stanno bene attente a scansare l'Italia nel loro tragitto.
megawati13 Novembre 2017, 17:51 #2
Belle parole, ma finché il primo lamer che passa può aprire un PC come una scatoletta (@daniluzzo: la tua azienda almeno sembra tenerci, alla sicurezza: è già molto più avanti della maggioranza) tutto resterà fermo al palo.
Hiei360013 Novembre 2017, 19:45 #3
Il 2017 doveva essere l'anno dell'IA ma ancora non ho visto niente di rivoluzionario.
Tanti annunci,poca sostanza,detesto quando fanno vedere i "risultati" di queste fantomatiche intelligenze artificiali, ma poi non forniscono nessuno strumento per l'utente comune per "testare" le cosiddette, ci si deve sempre accontentare degli annunci sulle presunte potenzialità di queste ultime.

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