Sino a 12 core per i futuri processori AMD Opteron

Sino a 12 core per i futuri processori AMD Opteron

AMD delinea quelle che saranno le principali caratteristiche tecniche delle proprie future cpu per sistemi server e workstation della famiglia Opteron. Passaggio prima a 6 core e successivamente a 12, ferma restando l'architettura di base che parte da quella Barcelona con una serie di innovazioni per incrementare le prestazioni per clock

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Server e Workstation
AMD
 

Processori server sino al 2010

Passiamo ora ad analizzare quanto anticipato da AMD con riferimento alle proprie soluzioni per sistemi server Opteron a 2 e a 4 o più Socket: parliamo quindi dei processori Opteron delle serie 2000 e 8000, così come al momento attuale indicati.

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Per la fine del 2008 è previsto il passaggio alla tecnologia produttiva a 45 nanometri con i processori della serie Shanghai, ferma restando la piattaforma sottostante che continuerà ad utilizzare il Socket F pur con le novità implementate dai produttori di schede madri nella forma di link HyperTransport 3.0. Nel corso dello stesso anno, a partire dalla seconda metà, AMD presenterà la prima novità di questa nuova roadmap: parliamo infatti della cpu indicata con il nome in codice di Istanbul, architettura 6 core di tipo nativo che riprende di fatto il design delle soluzioni Shanghai con un incremento del 50% del numero di core.

Scompaiono dalla roadmap i processori Montreal, soluzioni a 8 core costruite con un approccio di tipo MCP, multichip package, quindi affiancando due die quad core sullo stesso package; AMD ha optato per un design di tipo nativo per le cpu Istanbul puntando sulla maggiore efficienza complessiva di una scelta di questo tipo. Limitare il numero di core a 6, inoltre, permetterebbe secondo AMD di avere a disposizione processori con frequenze di clock più elevate rispetto a soluzioni a 8 core con pari TDP massimo, così da privilegiare anche quella tipologia di applicazioni che non beneficia in modo diretto dell'incremento nel numero di core ma che meglio scala al crescere della frequenza di clock. E' evidente come l'introduzione nella roadmap delle cpu Istanbul sia una risposta diretta a quanto anticipato da Intel con i processori Dunnington, architetture a 6 core della famiglia Xeon attese al debutto per la fine del 2008.

Sarà solo con il 2010, nel corso della prima metà dell'anno, che AMD introdurrà un controller memoria DDR3 all'interno dei propri processori Opteron: questo implicherà un cambio di piattaforma, passando dal Socket F al nuovo Socket indicato con il nome di G34. I nuovi processori saranno indicati con il nome di Sao Paulo, architettura a 6 core con design nativo, e Magny-Cours, soluzione a 12 core ottenuta con un design MCM affiancando due die di processore Sao Paulo collegati tra di loro con un link HyperTransport. Per entrambe queste cpu troveremo 4 link HyperTransport 3.0 e nuove tecnologie: HTC permette di gestire il livello di consumo complessivo del processore attraverso una gestione dinamica delle frequenze di clock legata al carico di lavoro istantaneo su ogni singolo core. Probe Filter consente di migliorare la trasmissione dei dati tra i vari Socket del processore, incrementando l'efficienza complessiva in sistemi con più Socket di processore. APML, infine, è una tecnologia implementata a livello hardware legata all'ottimale gestione e amministrazione delle risorse del sistema da parte dei system administrator.

L'architettura di base delle cpu Sao Paulo e Magny-Cours dovrebbe di fatto derivare dalle cpu Shanghai, con possibili migliorie che portino a incrementare ulteriormente l'IPC ma che al momento attuale non sono state ancora chatamente specificate. Pare possibile che AMD possa incrementare la cache L2 di ogni core da 512 Kbytes sino a 1 Mbyte, ma questa informazione non è stata ufficialmente confermata. Di particolare interesse il nuovo memory controller DDR3, che potrebbe implementare una tecnologia multicanale soprattutto nella cpu Magny-Cours così da ottenere una superiore bandwidth complessiva della memoria, elemento di fondamentale importanza in ambiente server con ben 12 core di processore a disposizione.

E' interessante evidenziare come dal versante chipset AMD preveda di passare dall'attuale ecosistema con soluzioni sviluppate da NVIDIA e da Broadcom ad una serie di proposte completamente sviluppate al proprio interno. Due saranno i chipset abbinati alla piattaforma Maranello, modelli AMD RD890S e AMD RD870S, per i quali sarà utilizzato il south bridge SB700S: entrambe le proposte sono indicate come dotate di tecnologia IOMMU, input/output memory management unit.

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Passando alle cpu Opteron della serie 1.000, quelle quindi destinate all'utilizzo in sistemi con singolo Socket, troveremo semplicemente un passaggio alla tecnologia produttiva a 45 nanometri fermo restando il numero di core disponibili. Suzuka è il nome in codice con il quale vengono indicati questi processori, dotati di memory controller DDR3 integrato e di cache L3 portata a 6 Mbytes contro gli attuali 2 Mbytes delle cpu indicate con il nome in codice di Budapest. Le cpu Suzuka implementeranno al proprio interno le novità architetturali previste per le soluzioni Shanghai, fatta eccezione per l'appunto per il memory controller di tipo DDR3, e di fatto riprenderanno le caratteristiche tecniche delle soluzioni per sistemi desktop a singolo Socket della famiglia Phenom che per quel periodo di tempo saranno disponibili in commercio.

Per questa tipologia di piattaforme AMD offre già sin d'ora connessioni HyperTransport 3.0, condivise per l'appunto con le piattaforme desktop della serie Phenom. Anche per sistemi a singolo socket troveremo una standardizzazione nella piattaforma chipset e un abbandono di proposte di produttori partner quali NVIDIA e Broadcom: AMD presenterà infatti il proprio chipset RS780 per le piattaforme Catalunya, abbinato al south bridge SB700S.

 
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