HP Workstation serie Z, tra Xeon Nehalem e Dreamworks

HP Workstation serie Z, tra Xeon Nehalem e Dreamworks

In corrispondenza del lancio effettuato da Intel per le nuove CPU Xeon 5500 destinate al mercato server e workstation, HP rinnova la propria gamma per quest'ultima fascia presentando la serie Z. Si tratta di workstation caratterizzate da un design innovativo, internamente ed esteriormente, e dedicate al mercato dei professionisti

di Gabriele Burgazzi pubblicato il nel canale Server e Workstation
IntelHP
 

Monster vs Alien, il rendering del film

Una della applicazioni reali delle nuove soluzioni sviluppate da HP è rappresentata, almeno in parte, dallo sviluppo di Monster vs Alien, il film di animazione giunto nelle sale cinematografiche americane nel corso della scorsa settimana. Per riuscire ad agevolare e facilitare il lavoro di ogni singolo artista, è fondamentale l'impiego di sistemi con caratteristiche hardware di primo piano e HP ha lavorato, a tal scopo, a stretto contatto con la produzione del film.

La modellazione e creazione dei personaggi rappresenta solo il primo stadio di sviluppo di un film di questo tipo: riuscire a riprodurre uno dei mostri che andranno a dare vita alla storia su cui si basa il film è un lavoro puramente creativo che vede gli artisti impegnati nella ricerca del miglior metodo di realizzazione dei movimenti e dell'aspetto del personaggio. Una delle vere sfide, nella creazione di Monster vs Alien, ha riguardato lo sviluppo di Bob, l'essere gelatinoso blu, riportato nell'immagine sottostante: pensare di ricostruire in modo fedele le movenze e le azioni di un enorme ammasso budinoso con l'utilizzo di poligoni ha rappresentato un vero e proprio esercizio di stile nonché una notevole prova di forza. Parte del lavoro è stato svolto con la tecnica denominata "surface recognition" impiegata in molti casi per la creazione delle superfici acquose.

Con l'arrivo nei cinema della sua nuova creazione, Dreamworks da il via ad un'era: a partire da questo titolo infatti la totalità dei film prodotti dalla società californiana saranno sviluppati anche in 3D, ottimizzati per essere quindi visionati in modalità stereoscopica. Una delle difficoltà che i creatori e i tecnici hanno sempre incontrato nella realizzazione di film di animazione è rappresentata dallo "staccare" il personaggio dallo sfondo e per dare una maggiore profondità alle scene: la modalità stereoscopica, già analizzata da noi nel corso di questa prova, rappresenta quindi una tecnologia fondamentale, in grado di apportare sensibili miglioramenti all'esperienza visuale.

Ma quali mezzi sono necessari per lo sviluppo di una animazione di questo tipo? Nel caso della creazione di Monster vs Aliens, grazie all'impiego di centinaia di workstation HP xw8600 e del datacenter basato su blade server HP ProLiant, sono stati raggiunti questi numeri:

  • 40 milioni di ore per il rendering
  • oltre 100 terabyte di storage utilizzato
  • pensare di renderizzare tutto su di un'unica workstation avrebbe comportato oltre 1000 anni
  • oltre 500 artisti hanno lavorato per circa 4,3 anni alla realizzazione del film
  • sono stati utilizzati circa 9.000 core di processore

Quando scendono in campo numeri di questo tipo è facile immaginare perché le performance ricoprano un ruolo così determinante nello sviluppo di un film d'animazione: il lungo periodo di incubazione che un lavoro del genere comporta vede inoltre una continua evoluzione delle piattaforme hardware impiegate e, in questo senso, avere un partner tecnologico di fiducia è fondamentale.

Un aspetto importante emerso nel corso dell'incontro e che merita di essere sottolineato riguarda la tecnologia 3D stereoscopica adottata da Dreamworks (che, ricordiamo, è stretto partner di Intel) per lo sviluppo e la diffusione dei propri contenuti: secondo la casa cinematografica è infatti il metodo definito passivo a reppresentare la soluzione migliore. A differenza quindi da quanto portato avanti da NVIDIA, che, all'inizio dell'anno, ha spinto in modo importante i propri kit per la visione stereoscopica attiva, la società cinematografica americana, spalleggiata da Intel, vede nel metodo alternativo la soluzione migliore. Se da un lato NVIDIA punta al momento al mercato dei videogiocatori, Dreamworks ha come target invece il semplice intrattenimento: la necessità di trovare uno standard anche in questo campo potrebbe quindi rappresentare, in un prossimo futuro, un possibile nuovo punto di scontro tra i due colossi.

 
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