Cloud computing: nella rete i dati corrono e si trasformano

Cloud computing: nella rete i dati corrono e si trasformano

Nel corso dei prossimi anni sempre più scenari d'utilizzo, anche in ambito professionale, faranno massiccio utilizzo di cloud computing: centralizzare i dati rendendoli accessibili ovunque, spostando ove possibile anche il peso delle elaborazioni fuori dalla struttura aziendale

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Server e Workstation
 

Dati ed elaborazioni nella rete

Cloud computing: con questi termini viene definito quel trend di mercato, emerso nel corso degli ultimi anni, che vede sia la memorizzazione dei dati sia la loro elaborazione sempre più spostata dall'esecuzione locale sul proprio PC all'esterno, tipicamente all'interno di datacenter specifici. Da questo l'utilizzo del termine cloud, nuvola, che rimanda all'immaterialità sia dei dati elettronici che vengono creati e salvati sia alla loro indefinibile localizzazione fisica, essendo salvati in archivi contenuti in datacenter, magari non solo in uno ma copiati in molteplici, sparsi ovunque sul globo e non identificabili dall'utente.

Il progressivo spostamento di dati ed elaborazioni dal proprio personal computer verso la cloud è spinto da due trend ben specifici, che riguardano l'uno i dati e l'altro la capacità elaborativa. Partiamo dal primo: avere dati accessibili dalla cloud, ad esempio un foglio elettronico contenente le stime di budget di una specifica divisione aziendale, permette di accedervi con qualsiasi dispositivo che possa connettersi con il web a condizione che sia compatibile con l'esecuzione dello specifico formato utilizzato per memorizzare i dati. Nel caso di un'applicazione che sia stata sviluppata per utilizzo via browser web la compatibilità, e quindi l'accessibilità con i più disparati dispositivi collegati al web, è per sua natura massima.

Il secondo elemento riguarda la capacità elaborativa: il cloud computing permette di delegare alla rete l'elaborazione di una serie di dati e applicazioni così che la potenza elaborativa sfruttata non sia quella del dispositivo utilizzato ma quella dei server ai quali si accede via web. Le implicazioni sono numerose: il dispositivo utilizzato per accedere all'applicazione opera di fatto solo come interfaccia display, non dovendo più sfruttare la propria architettura interna per gestire la mole di calcoli. Delegare l'attività a server in cloud permette inoltre di gestire una mole di dati ed elaborazioni che potrebbe risultare eccessivamente impegnativa sia per una workstation presente sulla propria scrivania di lavoro, sia per qualsiasi dispositivo trasportabile utilizzabile per visualizzare dei dati ma non per elaborarli.

Un esempio? Il rendering via cloud. Uno studio di architettura può, attraverso cloud computing, avere accesso a server sufficientemente potenti per elaborare rendering di progetti che vengono sviluppati e mostrati in tempo reale al cliente. La potenza elaborativa richiesta per questo tipo di applicazioni richiederebbe investimenti molto elevati per lo studio, sia per la componente hardware sia per l'inevitabile manutenzione; il rendering via cloud permette di gestire il costo solo in funzione del numero di progetti che vengono eseguiti, garantendo di avere a disposizione potenza elaborativa sufficiente per eseguire progetti anche molto complessi. Il costo è inoltre funzione di quante elaborazioni vengano eseguite, quindi del tempo che la risorsa di elaborazione remota verrà utilizzata per l'elaborazione.

Ad assicurare progressiva diffusione del cloud computing, quindi, sia la disponibilità di dispositivi che possano accedere ai contenuti web con una relativa facilità, sia esigenze di elaborazione che stanno diventando sempre più elevate. Se gestite in locale queste ultime possono diventare molto onerose, per via degli investimenti richiesti in infrastruttura: da questo il progressivo sorgere di server farm dedicate alla sola elaborazione per conto terzi.

Uno scenario di mercato di questo tipo lascia facilmente intendere come sia indispensabile accompagnare lo sviluppo delle applicazioni di cloud computing con una crescita dell'infrastruttura web. E' indispensabile avere connessioni web ad ampia banda, che siano accessibili indipendentemente dalla localizzazione fisica e dal tipo di dispositivo utilizzato. Si può pensare che in questo il cloud computing possa portare, in ultima analisi, anche ad un miglioramento della qualità di vita: scenari di telelavoro e/o di lavoro remoto sono in effetti ipotizzabili con maggiore facilità nel momento in cui i dispositivi per accedere a dati, elaborati in locale o direttamente nella cloud, siano sempre più diffusi, dal costo accessibile e di fatto che richiedano una connessione web per poter operare correttamente.

 
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