HyperCED: un esempio italiano di Cloud Computing

HyperCED: un esempio italiano di Cloud Computing

Almaviva TSF ed il progetto HyperCED, che porta avanti il concetto di "Datacenter as a Service". Proponiamo inoltre un estratto del documento "Cloud Computing in Perspective", che prova a suggerire il corretto approccio alla scelta di una soluzione Cloud

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Server e Workstation
 

Il progetto HyperCED

Dopo aver parlato più volte di Cloud Computing e di varie declinazioni di questo concetto, come ad esempio il Software as a Service, e dopo aver dato uno sguardo alla situazione italiana legata al Cloud Computing, spostiamo oggi la nostra attenzione su un particolare progetto, tutto italiano, che dimostra in che maniera sia possibile concretizzare il concetto di Cloud Computing portandolo ad una dimensione ancor più ampia.

Stiamo parlando del progetto HyperCED, presentato al pubblico lo scorso mese di febbraio e realizzato da Almaviva TSF, la società che gestisce in regime di outsourcing i sistemi informativi di Ferrovie dello Stato. Almaviva TSF, divenuta una realtà indipendente a seguito dello spinoff della divisone ICT di Ferrovie dello Stato, si occupa anche della gestione informativa di diverse altre realtà impegnate nel settore dei trasporti pubblici.

HyperCED rappresenta una novità piuttosto particolare nel panorama dell'ITC italiano che, appoggiandosi al teorema del Cloud Computing, introduce il concetto di "Datacenter-as-a-Service". Lo sviluppo del progetto è stato possibile grazie alla collaborazione di numerosi colossi dell'IT, come Cisco, VMware, EMC e APC.

Con HyperCED, TSF ha la possibilità di comporre una proposta commerciale basata su servizi IT di tipo pay-per-use: in questo modo i clienti avranno la possibilità di affidarsi a soluzioni estremamente flessibili e scalabili sulla base delle specifiche esigenze. Tra i servizi che HyperCED può erogare vi sono macchine virtuali x86 e RISC, server x86, modelli LAN as a Service e SAN as a Service, Storage, Backup as a Service e Archiving as a Service.

Per meglio comprendere HyperCED, ascoltiamo le parole di Fabio Vaiani, Responsabile ICT Outsourcing Services per TSF:

L'erogazione dei servizi proposti da TSF avvengono in maniera da privilegiare la flessibilità, sia per ciò che concerne l'infrastruttura (l'effettiva richiesta di risorse da parte delle applicazioni farà scalare verso l'alto o verso il basso le capacità, senza scendere al di sotto dei livelli minimi pattuiti) sia per quanto concerne la tariffazione applicata.

L'approccio che TSF ha scelto per la gestione del datacenter è basato sul concetto di multi-tenancy: i clienti andranno così a condividere le stesse risorse e nessuno avrà a disposizione un'infrastruttura dedicata. Si tratta di una strategia di "scalabilità orizzontale", che permette di contenere i costi lato cliente e di risparmiare risorse - in termini di spazio e consumi - a TSF.

Portare una struttura ICT nel cloud permette così di schivare -di fatto delegando a terzi- tutte quelle problematiche che sono parte integrante di una gestione tradizionale di un sistema informativo. Chiaramente il rovescio della medaglia nel caso ci si voglia affidare ad una soluzione del genere è rappresentato dalla perdita di una parte del controllo diretto su un elemento importante come la gestione dell'ICT.

Proprio quest'ultimo è uno dei principali dubbi che ancor circondano il mondo Cloud e tutte le declinazioni "X as a Service" ad esso correlate. Dubbi che contribuiscono a creare quell'alone di confusione che ancora sussiste quando si parla di Cloud Computing. Spesso infatti un'azienda, o chi è chiamato a prendere decisioni in ambito IT all'interno di un'azienda, può ancora avere difficoltà ad interpretare il corretto approccio per capire in che modo una soluzione Cloud possa rispondere alle proprie esigenze.

A tal proposito risulta di particolare interesse la lettura del documento "Cloud Computing in Perspective", del quale proponiamo un estratto nella pagina seguente, redatto da Kia Behnia, che in qualità di Chief Technology Officer per BMC Software (che ha collaborato, tra le altre, alla realizzazione del progetto HyperCED) è responsabile della strategia di prodotto e dello sviluppo tecnologico nell'azienda di Houston. Prima di ricoprire il ruolo di CTO, Behnia ha operato in qualità di Chief Corporate Architect occupandosi della progettazione dell'architettura service-enabling per le soluzioni Business Service Management di BMC. Sempre in BMC ha anche ricoperto la carica di CTO per i prodotti di modifica e configurazione. È stato CTO di Marimba Inc., azienda che è acquisita da BMC nel corso del 2004. Prima dell'approdo in Marimba, Behnia ha lavorato come Senior Member del team tecnico di Tivoli Systems Inc. Laureato in Scienze Informatiche alla University of California di Davis, Behnia vanta un'esperienza di oltre 15 anni nella gestione di database e sistemi distribuiti.

 
^