Nascita e sviluppo delle Workstation HP

Nascita e sviluppo delle Workstation HP

Nel centro di ricerca di Fort Collins HP progetta, disegna, sviluppa e testa le proprie workstation, forte di una quota di mercato che ha raggiunto il 43% e di un totale di 1 milione di pezzi venduti ogni anno. Alla base di questi risultati l'estrema attenzione alla qualità costruttiva

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Server e Workstation
HP
 

L'attenzione verso i dettagli

HP è quindi uno dei due veri e propri dominatori nel mercato delle workstation, con una tradizione che risale agli anni '80, periodo di nascita di questo segmento di mercato. In quegli anni, infatti, sono state HP, Sun, SGI e IBM a proporre per prime soluzioni workstation sul mercato, sfruttando per questo sia la propria posizione di mercato sia un pacchetto di tecnologie proprietarie. In quegli anni, infatti, ogni azienda proponeva la propria CPU e HP si era spinta sino alla costruzione di proprie schede video, sviluppando al proprio interno anche la GPU così da fornire accelerazione per operazioni grafiche.

Se negli anni '80 la direzione intrapresa dai produttori di workstation è stata verso la massima specializzazione, nel corso della seconda metà degli anni '90 la crescita del mercato e l'evoluzione tecnologica ha spinto tutti i produttori verso una progressiva concentrazione su tecnologie di dominio pubblico, rappresentate di fatto dall'architettura x86 per i processori e da GPU sviluppate da NVIDIA o da ATI per la parte grafica. A questo è seguita anche una riduzione nel numero di aziende coinvolte nella produzione di workstation, con la sola HP che è al momento attuale ancora presente tra le 4 pioniere.

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La standardizzazione di mercato verso le architetture x86 non è stata senza divagazioni per HP. Nell'immagine è raffigurata la workstation zx6000, soluzione dotata di due processori Intel Itanum risalente all'anno 2002. Dobbiamo specificare come il progetto Intel Itanium sia stato portato avanti dall'azienda americana in collaborazione proprio con HP, guarda caso nella sede di Fort Collins ora specializzata direttamente nella ingegnerizzazione e sviluppo di workstation.

Come è stato possibile mantenere per oltre 20 anni una presenza in questo mercato, adeguandosi ai cambiamenti del settore e mantenendo, ora con Dell, una posizione dominante? La risposta, per HP, passa attraverso 5 punti chiave che guidano quotidianamente il team di sviluppo delle soluzioni workstation:

  1. essere vicini al cliente e alle sue esigenze, modellando i propri prodotti in funzione di specifiche necessità. Un esempio concreto sono le due maniglie integrate nella workstation Z800, con le quali poter trasportare facilmente questo prodotto all'interno di un ufficio da una scrivania ad un'altra: tale soluzione è emersa osservando come la maggior parte delle workstation viene spostata in un ufficio una media di 7 volte ogni settimana;
  2. HP è un'azienda legata all'innovazione: ogni anno vengono spesi 3,2 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo per tutte le tipologie di prodotti sviluppati internamente con una buona parte indirizzata proprio all'ambito workstation;
  3. time to market con le più recenti tecnologie, grazie a legami molto solidi con i principali produttori del settore. HP si impegna in questo senso a fare in modo che le principali novità in tema di componenti, CPU e GPU in primis, vengano proposte sin dal debutto ufficiale all'interno delle proprie workstation;
  4. fornire valore superiore ai clienti con proprie soluzioni, bilanciando prestazioni velocistiche con prezzo;
  5. cercare la massima qualità possibile nella produzione e costruzione di sistemi; in questo il centro di ricerca e sviluppo di Fort Collins svolge un ruolo fondamentale, grazie alle molteplici possibilitò di testing avanzato e di analisi che questa sede mette a disposizione.

Ricerca e sviluppo: alla base delle future workstation

Il centro di ricerca e sviluppo di Fort Collins rappresenta per HP il punto nodale di tutto il mercato delle soluzioni workstation. In questa struttura l'azienda americana sviluppa quelli che saranno gli elementi alla base delle proprie future workstation, continuando a eseguire test di certificazione per i modelli attualmente presenti a catalogo verificando che siano compatibili con nuovi componenti nel frattempo emersi sul mercato (ad esempio citiamo memorie, schede video, processori).

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L'Hardware Turn-on Lab è, all'interno dell'R&D per le workstation di HP, l'ambiente nel quale tutti i principali componenti che vengono utilizzati all'interno di una workstation vengono testati, sia singolarmente come in gruppo. L'attenzione non è limitata alla sola parte hardware ma si estende anche a quella software, con analisi di compatibilità che coinvolgono sia i sistemi operativi Windows sia quelli Linux. Nuovi hard disk, moduli memoria e processori vengono testati per verificarne la compatibilità con le workstation presenti sul mercato, sino a quando HP non delibera una piena certificazione ufficiale. Se questo non avviene per malfunzionamenti HP entra a diretto contatto con il fornitore dello specifico componente, verificando se sia possibile risolvere il problema così da completare positivamente la fase di certificazione.

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La vendita di workstation in pressoché tutti i paesi del globo implica il rispetto di tutte le certificazioni internazionali legate alle onde elettromagnetiche. Per queste verifiche HP ha costruito un ambiente apposito, chiamato 10-meter Electromagnetic Compatibility Chamber, all'interno del quale sono assenti onde elettromagnetiche provenienti dall'esterno. In questo amviente possono essere eseguite accurate misurazioni di tutti i componenti che devono venir immessi sul mercato, potendo al termine delle misurazioni intervenire ad apportare modifiche che migliorino il comportamento.

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Z-SAV è nome che indica un ambiente all'interno del quale sono archiviati tutti i componenti necessari per assemblare una qualsiasi delle workstation HP immesse sul mercato negli anni seguenti, sino a 5 anni dopo l'uscita ufficiale dal commercio. Grazie a questa struttura i tecnici HP possono costruire un sistema identico ad uno a disposizione di un cliente, così da replicare internamente un eventuale malfunzionamento che il sistema del cliente abbia registrato e quindi studiare una soluzione. Con questo vero e proprio archivio di componenti HP assicura un livello di assistenza remota che può intervenire molto rapidamente a gestire problematiche complesse, spesso senza dover necessariamente rientrare in possesso del sistema di proprietà del cliente ma trovando una soluzione su una macchina clone identica sia dal punto di vista software come da quello hardware.

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Abbiamo segnalato come le workstation vengano commercializzate in ogni angolo del globo e come questo implichi per HP una notevole attenzione nel garantire funzionamento corretto in condizioni ambientali molto diverse. Questo non si ferma ai soli componenti ma riguarda anche il modo con il quale i prodotti vengono imballati e spediti. All'interno dell'hardware test center le workstation, all'interno della propria scatola, vengono sottoposte a prove di caduta ripetute, miranti a simulare la caduta accidentale dal furgone del corriere, a vibrazioni continuative che simulano il trasporto su strade accidentate a velocità non adeguata e infine lasciate cadere da un'altezza predefinita una volta estratte dalla confezione. L'elemento degno di nota è che questi test vengono eseguiti tutti su un singolo prodotto con un numero di ripetizioni molto elevato, venendo a creare uno scenario di prova che per intensità non può essere raggiunto neppure dal peggior trasporto.

La gallery di immagini permette di avere una panoramica di quali siano gli ambienti all'interno dei quali HP sviluppa le proprie workstation e continua le fasi di analisi e compatibilità una volta che i prodotti raggiungono il mercato.

 
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