Nascita e sviluppo delle Workstation HP

Nascita e sviluppo delle Workstation HP

Nel centro di ricerca di Fort Collins HP progetta, disegna, sviluppa e testa le proprie workstation, forte di una quota di mercato che ha raggiunto il 43% e di un totale di 1 milione di pezzi venduti ogni anno. Alla base di questi risultati l'estrema attenzione alla qualità costruttiva

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Server e Workstation
HP
 

HP Z800: tutto solo con le dita

Uno degli elementi distintivi della workstation HP Z800, attuale proposta top di gamma di HP in questo segmento di mercato, è quello di poter essere completamente smontata senza l'utilizzo di particolari componenti, se non utilizzando le sole dita delle proprie mani. Questo tipo di design è giustificato, secondo HP, non tanto per facilitare possibili interventi da parte dell'acquirente quanto dalla volontà di rendere il più agevole possibile qualsiasi manutenzione del sistema.

[HWUVIDEO="763"]Smontare una workstation HP Z800 con le sole mani[/HWUVIDEO]

Nel video è Terry Pilsner, Vice President, Research & Development Workstation Global Business Unit Personal Systems Group, a mostrare come sia possibile, solo con le proprie mani e con la dovuta attenzione, aprire una workstation Z800 e intervenirne sui vari componenti sino a rimuovere del tutto la scheda madre. Una costruzione di questo tipo è stata ovviamente riservata da HP alla sola soluzione top di gamma tra la gamma di workstation, ma anche nelle soluzioni di fascia più bassa l'azienda americana ha proposto alcune innovazioni che mirano a facilitarne l'accessibilità, come per il modello Z200.

z200.jpg (74461 bytes)

A dispetto delle ridotte dimensioni, con form factor Mini-ATX, la workstation Z200 ha una struttura interna che sempliffica di molto l'accessibilità interna. Tutti i componenti con leve di serraggio di colore verde possono venir rimossi dall'utente senza necessità di utilizzare alcun tipo di utensile. Notiamo come il design preveda una ventola di raffreddamento del processore con accesso diretto dalla parte frontale, un approccio che ricorda molto da vicino lo standard BTX sviluppato da Intel alcuni anni fa e di fatto accantonato nel passaggio dall'architettura Netburst a quella Core.

Un altro esempio della ricerca sviluppata da HP nelle proprie soluzioni workstation, nonché della loro differenziazione rispetto alle proposte desktop tradizionali, è individuabile nella memoria di sistema utilizzata nella workstation Z200. Nonostante le CPU utilizzabili siano quelle Intel Core i3, i5 e i7 la memoria è di tipo ECC Registered; tale funzionalità è stata resa possibile grazie all'utilizzo di uno specifico chipset sulla scheda madre, nonostante il memory controller integrato in questi processori sia certificato da Intel per l'utilizzo solo con memoria unbuffered. La presenza di controllo ECC è una delle funzionalità accessorie che differenziano un sistema workstation da uno desktop tradizionale, a prescindere dalla pura potenza di elaborazione.

 
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