Nascita e sviluppo delle Workstation HP

Nascita e sviluppo delle Workstation HP

Nel centro di ricerca di Fort Collins HP progetta, disegna, sviluppa e testa le proprie workstation, forte di una quota di mercato che ha raggiunto il 43% e di un totale di 1 milione di pezzi venduti ogni anno. Alla base di questi risultati l'estrema attenzione alla qualità costruttiva

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Server e Workstation
HP
 

Il futuro del mercato workstation

Dopo aver avuto modo di vedere in funzione il centro di ricerca e sviluppo di HP per le proprie soluzioni workstation è stata la volta di approfondire alcuni dei temi che caratterizzano questo mercato, delineando alcuni dei trend di evoluzione che lo potranno caratterizzare nei prossimi anni.

Come segnalato in precedenza, il mercato delle workstation è di fatto nato nel corso degli anni '80 con il lavoro di 4 aziende pioniere, delle quali la sola HP è rimasta quest'oggi a produrre questa tipologia di prodotti. Nel corso degli anni '90 è avvenuta una transizione da architetture proprietarie per i processori verso soluzioni condivise, sulla base dell'architettura x86 proposta da Intel e da AMD. Quest'ultima, in particolare, ha guadagnato interesse da parte dei player del settore con il debutto, nel 2003, delle prime CPU della famiglia Opteron: le innovazioni architetturali implementate, come la tecnologia HyperTransport e l'integrazione del memory controller DDR, hanno permesso di ottenere prestazioni molto interessanti proprio in ambito workstation, oltre che ovviamente in quello dei server.

Al momento attuale AMD non è più presente nella proposta di workstation di HP, completamente sostituita da Intel con le cpu Xeon e Core. Alla base di questa scelta una semplice considerazione fatta dal management HP: l'attuale offerta di mercato di AMD non garantisce, in ambito workstation, livelli prestazionali allineati a quelli delle soluzioni concorrenti di Intel, scenario differente a quello di alcuni anni fa nel quale le soluzioni AMD Opteron potevano vantare un vantaggio architetturale e prestazionale sulle proposte Intel.

Questo trend potrà cambiare nel corso del prossimo anno con il debutto delle soluzioni AMD basate su architettura Bulldozer; molto dipenderà in ogni caso, per HP, dalle richieste provenienti dai propri clienti in quanto è proprio dal loro feedback che l'azienda americana delinea verso quale tipologia di processore basare le proprie workstation.

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Il mercato delle workstation vede al momento attuale un totale di circa 2,3 milioni di prodotti commercializzati ogni anno; a questo numero dobbiamo affiancare circa 800.000 workstation mobile, settore che si sta dimostrando molto interessante e nel quale HP è ovviamente presente. L'azienda americana non crede tuttavia che questo tipo di prodotti andrà a prendere il posto delle soluzioni workstation tradizionali, così come avvenuto nel settore consumer e client nel passaggio da desktop a notebook, partendo da semplici considerazioni legate agli scenari di utilizzo di una workstation. Per il mondo della computer graphics e dell'industria dell'intrattenimento non è ipotizzabile un passaggio a workstation mobile, in quanto più potenza di elaborazione è a disposizione meglio è e in questo le soluzioni da scrivania continuano ad essere un riferimento. Analisi simile vale per il mondo dell'engineering e del CAD, mentre un certo spazio potrebbe essere trovato per gli utilizzi prettamente visual.

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E' significativo, in questo senso, evidenziare come HP abbia sviluppato alcuni modelli di workstation mobile che sfruttano la tecnologia ATI Eyefinity, grazie alla quale poter gestire un massimo di 3 display esterni oltre a quello integrato nel notebook.

In più occasioni è emersa l'importanza delle GPU per elaborazioni non legate alla grafica 3D e alla visualizzazione su display, con particolare attenzione alle proposte che NVIDIA mette a disposizione sia con le soluzioni della famiglia Quadro sia con quelle Tesla. In entrambi i casi l'elemento comune è CUDA, grazie al quale poter delegare alla GPU alcune classi di elaborazione che, opportunamente riscritte, beneficiano della potenza elaborativa di queste ultime nell'esecuzione di calcoli paralleli.

Per HP, quantomeno al momento attuale, la scelta di NVIDIA con CUDA è un passaggio pressoché obbligato, legato all'ecosistema che l'azienda americana è stata in grado di sviluppare in questi anni. E' innegabile che in ambito professionale la maggior parte delle applicazioni che sfruttano tecniche di GPU Computing siano basate proprio su CUDA, grazie in questo al lavoro di supporto degli sviluppatori software che NVIDIA porta avanti da tempo. E' evidente come anche per il settore GPU si assisterà ad una dinamica simile a quella vista alla fine degli anni '90 con riferimento alle CPU, con una chiara unificazione verso uno standard di mercato che potrà essere, secondo le indicazioni attuali, quello OpenCL. Questo passaggio, tuttavia, richiederà tempo e soprattutto molto lavoro con gli sviluppatori software, replicando in buona sostanza quello che sino ad ora NVIDIA ha svolto nel proprio interesse promuovendo CUDA e le proprie architetture di GPU.

[HWUVIDEO="764"]HP Workstation Lab Experience[/HWUVIDEO]
12 Commenti
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focuswrc06 Ottobre 2010, 21:09 #1
voglio sapere dove si compra la workstation con il case corvette della foto
19giorgio8706 Ottobre 2010, 22:11 #2
vedere il video di quell'uomo, smontare 15.000€ di configurazione con una tale rozzezza, mi fa pensare
predator8707 Ottobre 2010, 00:58 #3
non pensavo ci fossero tutti questi test dietro una workstation...
Neo12307 Ottobre 2010, 05:44 #4

Piccola considerazione

Non dimentichiamo però che questo e' il risultato di un susseguirsi di acquisizioni che partono diciamo dalla allora "Digital Equipment Corporation" acquisita successivamente dalla Compaq che a sua volta fu anche questa acquisita dalla Hewlett-Packar.
E non dimentichiamo sempre in ambito di workstation la vendita nell 2001 dei potenti processori DEC Alpha all’Intel
Insomma se diamo una visione d’insieme forse possiamo dire che le cosiddette scoperte che ci sono state negli ultimi anni, in ambito desktop forse sono solo una derivazione di quello che già si conosceva anni prima quando negli anni 90’ tanto per fare un esempio i processori DEC Alpha erano già a 64 bit.
Infine strano che non e’ stato accennato nulla al alimentazione di questi sistemi che di solito e’ di tipo ridondante
Ciao
Phantom II07 Ottobre 2010, 08:46 #5
Originariamente inviato da: 19giorgio87
vedere il video di quell'uomo, smontare 15.000€ di configurazione con una tale rozzezza, mi fa pensare

In effetti, l'introduzione testuale del video parla di "dovuta attenzione" ma a me non sembra che Pilsner ci metta chissà quale mestiere nel disassemblare le componenti della workstation.
In ogni caso, trovo i toni dell'articolo un po' troppo celebrativi. Avendo messo mano diverse volte sulle workstation HP, compresa la nuova serie Z, posso dire che si tratta di prodotti validi, ma nulla per cui gridare al miracolo considerando i prezzi con cui sono proposti sul mercato.
Phantom II07 Ottobre 2010, 08:47 #6
Originariamente inviato da: Neo123
Infine strano che non e’ stato accennato nulla al alimentazione di questi sistemi che di solito e’ di tipo ridondante
Ciao

Non è stato accennato perché le workstation HP non hanno alimentazione ridondante.
Neo12307 Ottobre 2010, 11:56 #7
@ Phantom
Capisco questo non lo sapevo, anche se mi sembra davvero strano che una workstation non sia provvista di alimentatori di questo tipo che possono sicuramente aiutare a non interrompere il lavoro svolto.
Comunque come dicevo nel post precedente credo che dato che si sta parlando di HP sarebbe stato magari il caso di parlare di come si e' arrivati ad oggi parlando anche brevemente per dare un idea, delle varie acquisizioni della storia che c'e' dietro e che puo' sempre essere interessante.
Marci07 Ottobre 2010, 12:16 #8
parlate così perchè non avete mai visto mettere mano ad una workstation da parte di un tecnico a domicilio siccome in una giornata hanno pochissimo tempo per ogni intervento fanno tutto di corsa; vedere smontati i propri pc in quel modo mette un'angoscia
robbio7207 Ottobre 2010, 12:32 #9
Per l'autore dell'articolo,
potresti dirmi dove hai trovato la foto della zx6000, quella nella seconda pagina con la carrozzeria in giallo.

grazie
ironz07 Ottobre 2010, 16:34 #10
Originariamente inviato da: Marci
parlate così perchè non avete mai visto mettere mano ad una workstation da parte di un tecnico a domicilio siccome in una giornata hanno pochissimo tempo per ogni intervento fanno tutto di corsa; vedere smontati i propri pc in quel modo mette un'angoscia


asd
facendolo per lavoro devo darto ragione purtroppo.. non ci si può soffermare più di tanto dal cliente
anche se ormai sono di una facilità disarmante..
quasi neanche viti,la mainboard quasi sempre ha la piastra sotto e devi solo premere una placca e viene via.

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