Nascita e sviluppo delle Workstation HP

Nascita e sviluppo delle Workstation HP

Nel centro di ricerca di Fort Collins HP progetta, disegna, sviluppa e testa le proprie workstation, forte di una quota di mercato che ha raggiunto il 43% e di un totale di 1 milione di pezzi venduti ogni anno. Alla base di questi risultati l'estrema attenzione alla qualità costruttiva

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Server e Workstation
HP
 

Il mercato delle workstation

Una visita al centro di sviluppo di HP a Fort Collins, Colorado, specializzato nella produzione di workstation è stata occasione per poter approfondire sia la gamma di prodotti messa a disposizione dall'azienda americana in questo segmento di mercato, sia la storia che ha portato il mercato delle workstation a quello che è ora.

Iniziamo con il definire quali elementi distinguano una workstation grafica da un tradizionale sistema desktop. In primo luogo, la potenza di calcolo legata alla CPU, per la quale in alcuni casi si ricorre a sistemi dual socket, che deve essere particolarmente elevata così da garantire non solo risposta immediata del sistema ma anche tempi di elaborazione che siano ridotti. In secondo luogo, la presenza di una scheda video che possa abbinare una notevole potenza di elaborazione complessiva ad una certa flessibilità nella configurazione dei display, soprattutto pensando ad alcune tipologie di impieghi per i quali più schermi sono presenti maggiore è la produttività complessiva.

La capacità di poter gestire eventuali malfunzionamenti nel modo più efficiente possibile è evidentemente altro elemento da tenere in massima considerazione in una workstation: per questo motivo, quindi, si utilizzano configurazioni di memoria con funzionalità ECC e per il sottosistema storage si tendono ad utilizzare configurazioni Raid che possano fornire ridondanza dei dati memorizzati. La scelta dei componenti deve inoltre essere fatta con l'obiettivo di assicurare un funzionamento stabile in ogni condizione di utilizzo, affermazione che rimanda sia alla tipologia di applicazioni che vengono eseguite sia all'ambiente nel quale la workstation viene utilizzata.

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Non dobbiamo infatti dimenticare come Dell e HP, le due aziende che detengono la quota di mercato di maggioranza nel settore delle workstation, commercializzino le proprie soluzioni in pressoché tutto il mondo, dovendo assicurare corretto funzionamento in ambienti che per temperature e tasso di umidità differiscono in modo sensibile. Da questo deve derivare una cura nei componenti e una tolleranza al funzionamento fuori specifica che sia mediamente più elevata di quanto ottenibile con un per quanto valido sistema desktop, ottenuto abbinando componenti di qualità.

Analizzando questi elementi si può ritenere che a tutti gli effetti i requisiti alla base di una workstation siano ben riassumibili da un sistema desktop di elevata potenza elaborativa, scelto con componenti che siano adeguati alla potenza di calcolo richiesta e ospitati in uno chassis di qualità. Un approccio di questo tipo può permettere di avere a disposizione un sistema  molto performante, ma non assicura di averne uno che assicuri funzionamento corretto e stabile in un elevato range di utilizzi, oppure che implementi correttamente tecnologie che preservino le elaborazioni da eventuali malfunzionamenti. Una workstation ha un costo medio più elevato di un sistema desktop composto da elementi quali CPU, memoria e scheda video di pari o simili caratteristiche tecniche, ma per questo motivo mette a disposizione una costruzione più bilanciata e un funzionamento che è garantito essere più stabile nel tempo rispetto.

Quali sono le dimensioni del mercato delle workstation a livello globale? Parliamo di circa 2,3 milioni di sistemi venduti ogni anno, con una quota di mercato di circa il 43% a testa per Dell e HP. Le due aziende, in grado di vendere circa 1 milione di workstation all'anno, sono quindi i due pesi massimi del settore, lasciando all'incirca il restante 15% del mercato diviso tra altri produttori OEM internazionali.

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Nel corso del 2009 il mercato ha subito un forte rallentamento, complice in questo la crisi economica internazionale che ha frenato la spesa da parte dell'utenza professionale. Nel corso del 2010 il trend ha subito una inversione di rotta, con un ritorno su volumi complessivi allineati a quanto raggiunto nel 2008. HP, nello specifico, ha realizzato un incremento del fatturato pari al 50% nel corso del 2010; nel secondo trimestre 2010 l'azienda americana ha totalizzato una crescita del fatturato del 33%, contro un incremento medio del mercato che è stato positivo per il 24% rispetto ai 12 mesi precedenti.

Solo il 30% delle workstation commercializzate ogni anno integra due socket per processori, quando sino a pochi anni fa il concetto di workstation era di fatto direttamente legato alla presenza di due processori fisici. Questa modifica del mercato è legata alla crescente complessità dei moderni processori messi a disposizione da Intel e AMD, con un numero maggiore di core integrati in una singola CPU fisica; di conseguenza può non essere più necessario, per garantire elevati livelli di potenza di elaborazione, l'utilizzare due socket per processori, aprendo il mercato delle workstation anche a prodotti che per fascia di prezzo siano rivolti ad un profilo di clienti più ampio.

 
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