Oracle Italia, il punto su Open World

Oracle Italia, il punto su Open World

Ad un mese dalla manifestazione Oracle Open World il team italiano presenta la rinnovata strategia dell'azienda, che a seguito dell'acquisizione di Sun Microsystems insiste sul concetto dell'integrazione hardware e software

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Server e Workstation
 

Introduzione

Nei giorni dal 19 al 23 settembre scorsi si è tenuto presso il Moscone Center di San Francisco l'annuale conferenza Oracle Open World: a meno di un mese dall'evento, Oracle Italia organizza un incontro con la stampa per fare il punto della situazione sugli annunci più importanti di Open World e per presentare il management team italiano.

L'amministratore delegato di Oracle Italia, Sergio Rossi, vuole sin da subito porre l'accento sulla filosofia che Oracle ha abbracciato, in particolare a seguito dell'acquisizione di Sun Microsystems, e riassunta nella frase "Hardware and Software Engineered to work together". Non si tratta di un semplice slogan, ma rappresenta l'approccio che Oracle ha nello sviluppo delle proprie soluzioni: sin dal primo gradino della progettazione i responsabili dello sviluppo hardware ed i responsabili dello sviluppo software operano in maniera collaborativa per poter realizzare una soluzione altamente integrata e ottimizzata.

Prima di entrare nel merito degli annunci dell'Oracle Open World 2010, Rossi illustra i risultati della compagnia per l'anno fiscale 2010, che per Oracle si è concluso il 31 Maggio: nel periodo in esame Oracle Corporation ha generato un fatturato di 26,8 miliardi di dollari, grazie ad un volume di 370 mila clienti sparsi in 145 paesi, a 20 mila partner e forte di una realtà composta da 106 mila dipendenti, 1400 dei quali in Italia, dopo la fusione con Sun Microsystem. L'AD di Oracle Italia spiega inoltre che il primo trimestre dell'anno fiscale 2011 (pertanto il periodo dall'1 giugno al 31 agosto) ha fatto registrare un fatturato di 7,5 miliardi di dollari che in proiezione dovrebbero permettere ad Oracle di raggiungere la cifra di 30 miliardi di dollari di fatturato per l'anno fiscale 2011.


Il team Oracle Italia, da sinistra: Sergio Esposito, Luisa Arienti, Sergio Rossi

Un ruolo fondamentale nella strategia Oracle è giocato dalle risorse stanziate per le attività di ricerca e sviluppo, in costante incremento nel corso degli anni: se nell'anno fiscale 2004 Oracle spendeva 1,3 miliardi di dollari in R&D, per l'anno fiscale 2011 sono stati stanziati ben 4 miliardi di dollari lo svolgimento di tali attività. Il passato di Oracle è inoltre costellato da numerose ed importanti acquisizioni: la prima, strategica, fu nel 2005 quella di PeopleSoft, realtà specializzata nello sviluppo di sistemi di gestione delle risorse umane, e l'ultima, già citata, quella di Sun Microsystems. In mezzo ve ne sono molte altre, tra le quali si può citare Siebel, Agile e Innobase Oy.

Ed è proprio l'acquisizione di così tante realtà che ha portato Oracle a definire, negli anni passati, la strategia "Application Unlimited": Oracle ha garantito ai propri clienti la possibilità di proseguire nell'evoluzione delle piattaforme che facevano parte dell'offerta delle realtà acquisite. Sebbene all'inizio questa strategia fu vista con scetticismo, Oracle ha dimostrato nel corso di questi anni di saper rispettare gli impegni presi, mantenendo il ritmo di rilascio degli aggiornamenti e, per taluni prodotti, addirittura intensificandolo. Senza le risorse messe a disposizione per l'R&D la strategia Application Unlimited non sarebbe stata sostenibile e non sarebbe stato possibile arrivare a ciò che oggi è il Middleware Fusion e, di conseguenza, alle Fusion Application.

 
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