Acadia: EMC, Cisco e VMware insieme per il Private Cloud

Acadia: EMC, Cisco e VMware insieme per il Private Cloud

Cisco, VMware ed EMC danno vita ad una joint-venture allo scorpo di promuovere la diffusione del Private Cloud in ambito aziendale: ne parliamo con Paolo Battimiello, Business Development per Acadia

di Andrea Bai, Gabriele Burgazzi pubblicato il nel canale Server e Workstation
 

Intervista a Paolo Battimiello, business development per Acadia

Acadia: ci può spiegare con quale scopo nasce questa joint venture?

Acadia è stata creata per accelerare e facilitare il viaggio verso il cloud computing. In questo senso è lo strumento di unificazione, semplificazione e sviluppo del VBlock, la piattaforma di Private Cloud Computing sviluppata dalla VCE Coalition, cioè EMC, CISCO e VMware a cui si è aggiunta Intel. 

EMC, Cisco, VMware e Intel uniti per il private cloud computing, quattro colossi con un'unica missione?

Quattro leader tecnologici che si sono posti l’obiettivo di creare una piattaforma cloud computing totalmente integrata che possa ridurre i costi, velocizzare i progetti applicativi e assicurare prestazioni computazionali predefinite.  E ci sono riusciti in meno di un anno.

Quali sono, sul breve e su lungo periodo, i traguardi che vi siete prefissati di raggiungere con Acadia? 

Nel breve periodo vogliamo portare il cloud negli ambienti più fertili per questo tipo di proposizione: Service Provider, il mondo Enterprise ed il comparto Pubblico che eroga servizi al cittadino. Nel lungo periodo vogliamo diventare lo standard nel mondo del Private Cloud, cioè il partner per chiunque voglia tornare ad utilizzare l’IT come un vantaggio competitivo nel proporre i propri prodotti e/o servizi sul mercato

Come si dipinge lo scenario italiano che si appresta ad affrontare?

Esiste ormai una buona conoscenza di cosa sia il cloud computing e del suo enorme potenziale. Incomincia ad essere chiaro che il cloud computing è una forte evoluzione nel modo di pensare, costruire e gestire un’architettura IT che sappia valorizzare al massimo le applicazioni tradizionali e multi-tenant. Il mercato  italiano è stato questa volta più ricettivo che in passato nell’adottare nuove tecnologie. Il solito paio d’anni di ritardo tecnologico rispetto ai paesi più avanzati è stato ridotto a sei mesi.

Quale rappresenta, a suo avviso, il più grande ostacolo per la diffusione del private cloud computing sul mercato italiano?

Solo la resistenza e/o la paura al cambiamento. Non ci sono veri e propri ostacoli strutturali o logistici. Un Private Cloud è molto semplice e veloce da realizzare, ma bisogna avere determinazione ed una chiara visione dei miglioramenti e dei benefici che si vogliono raggiungere per i propri progetti applicativi.

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