Perdita di dati: un problema da risolvere con attenzione

Perdita di dati: un problema da risolvere con attenzione

La perdita di dati dovuta a cause accidentali è un problema che ha interessato, negli ultimi 12 mesi, più della metà delle aziende italiane. Come scegliere il giusto fornitore di un servizio di recupero dati?

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Server e Workstation
 

Perdita di dati: un problema che affligge oltre la metà delle aziende

In una società come quella moderna, dove la stragrande maggioranza dell'intera attività economica è supportata dalle cosiddette Information Technologies, il dato e l'informazione rappresentano per l'azienda e per il professionista un valore che deve essere adeguatamente protetto. Se in passato abbiamo già avuto modo di soffermarci su soluzioni di protezione dei dati dalla sottrazione dolosa, quest'oggi vogliamo analizzare il problema della perdita dei dati per cause accidentali. A offrirci lo spunto è una recente indagine condotta sul territorio italiano da Kroll Ontrack, realtà specializzata nell'offerta di soluzioni e servizi per il recupero dati, che ha permesso di mettere in luce l'incidenza dei problemi di perdita di dati tra le aziende italiane e cosa accade nel momento in cui è necessario correre ai ripari in situazioni di emergenza.

La ricerca condotta da Kroll Ontrack ha preso in esame un campione di circa 250 aziende da oltre 500 dipendenti, appartenenti al settore delle telecomunicazioni (6%), dei servizi (28%), delle banche e assicurazioni (9%), della Pubblica Amministazione (5%) e del manifatturiero (52%). Il sondaggio ha raccolto il parere di professionisti IT per il 65%, di responsabili di uffici acquisti e amministrazione per il 30% e di altre posizioni professionali per il 5%.

Il primo importante dato che emerge dal sondaggio è come ben oltre la metà delle aziende intervistate, pari al 55,78% del campione, abbia avuto a che fare con problemi di perdita di dati nel corso degli ultimi 12 mesi. La perdita di dati ha cause variegate, che spaziano dall'errore umano al problema hardware, fino ad arrivare ai disastri naturali.

Le indagini di Kroll Ontrack rivelano come la principale causa della perdita di dati, con un 44%, sia rappresentata dai problemi hardware di natura elettronica o meccanica, seguita dall'errore umano per il 32%. Il 14% dei problemi di perdite di dati deriva invece da un malfunzionamento software, mentre virus e disastri naturali costituiscono rispettivamente il 7% ed il 3% delle cause.

I dati che sorprendono maggiormente sono tuttavia altri, soprattutto a fronte di oltre metà del campione che ha fatto esperienza di un problema di perdita di dati: l'indagine ha infatti evidenziato come l'84,49% delle aziende intervistate non dispongano di alcun servizio di recupero dati incluso nel contratto di assistenza già in essere per la gestione dell'infrastruttura IT. Un dato che sembra paradossale se si pensa che una percentuale simile, l'83,67% degli intervistati, ha dichiarato che vorrebbe questi servizi compresi nel contratto. Si tratta di una situazione che rappresenta un'opportunità interessante per il canale IT che dovrebbe considerare la possibilità di integrare i servizi di recupero dati all'interno della propria offerta di servizi di assistenza e supporto per i propri clienti.

Ma, stando a quanto emerge dall'indagine, per molte aziende i problemi non finiscono nel momento in cui si rivolgono ad un servizio per il recupero dati. La ricerca condotta da Kroll Ontrack - che ovviamente consideriamo con il beneficio d'inventario essendo "parte in causa" - ha voluto cercare di delineare quali siano i principali motivi di insoddisfazione di quelle aziende che si sono rivolte ad un servizio di data recovery ma non sono riuscite a trovare adeguata soluzione al proprio problema. L'84% delle aziende insoddisfatte ha dichiarato di non essere stata in grado di recuperare i dati, mentre per l'8% si sono verificati tempi di recupero superiori a quelli pattuiti e per un altro 7% si sono verificati costi superiori rispetto a quelli preventivati.

In sintesi emerge una situazione in cui dinnanzi ad una ampia disponibilità di servizi di recupero dati, non vi sia parimenti un livello di affidabilità e competenza altrettanto elevato come evidenziato dai malumori e dall'insoddisfazione che il sondaggio ha messo in luce.


Paolo Salin, Country Director Kroll Ontrack Italia

Il sondaggio va poi ad individuare quali siano le caratteristiche considerate più importanti per la scelta del fornitore di recupero dati: al primo posto, segnalato dal 31% del campione, si colloca il costo del servizio, seguito dal portfolio di soluzioni proposte e dai livelli di servizio che vengono indicati dal 28% del campione. Per il 19% degli intervistati è importante la prossimità geografica, mentre il 10,34% si preoccupa delle certificazioni ottenute dai vendor.

Dalla ricerca emerge anche una curiosità, in particolare in merito alla tecnologia che viene ritenuta più sicura per la conservazione dei dati: il 42% degli intervistati considera la virtualizzazione la tecnologia più affidabile, seguita dai sistemi RAID per il 39% e infine, staccato, dal cloud computing per il 19%. A tal proposito Paolo Salin, Country Director di Kroll Ontrack in Italia, commenta: “La risposta conferma la virtualizzazione come tema del momento. Tuttavia percepire la virtualizzazione come tecnologia più affidabile non significa che essa sia immune da perdita dei dati. Fortunatamente, il recupero dati da virtual machine è possibile ma bisogna considerare che la virtualizzazione aggiunge un ulteriore livello di complessità”.

 
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