AMD Opteron 6300: ora con architettura Piledriver

AMD Opteron 6300: ora con architettura Piledriver

AMD presenta le evoluzioni all'architettura Pilediver delle proprie soluzioni Opteron per sistemi a 2 e a 4 socket, offrendo migliorie per quanto riguarda prestazioni velocistiche e consumi che rappresentano una evoluzione della piattaforma, non di certo una rivoluzione. Il futuro rimane sempre nel mondo x86, affiancato dalle future CPU con architettura ARM

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Server e Workstation
AMDARM
 

Il futuro di Opteron, tra x86 e ARM

I piani originari di AMD per i processori Opteron 6300, quantomeno stando alle prime roadmap emerse in passato, sarebbero dovuti essere differenti rispetto a quanto concretizzato quest'oggi. La piattaforma Opteron per l'anno 2012 avrebbe infatti previsto un nuovo tipo di socket, in abbinamento a processori con architettura sino a 20 core e varie altre innovazioni tese a incrementare efficienza e prestazioni velocistiche. AMD ha invece optato per un approccio maggiormente conservativo, estendendo la vita utile della piattaforma socket G34 di altri 12 mesi e scegliendo di introdurre l'architettura Piledriver sulla stessa infrastruttura alla base delle CPU Opteron 6100 e Opteron 6200.

Da questo il numero massimo di core che rimane sempre pari a 16, oltre a potenza di calcolo e livelli di consumo complessivi che non si discostano sensibilmente da quanto fornito con le proposte Opteron 6200. AMD è del resto in una fase di profonda ristrutturazione interna che ha richiesto una ottimizzazione delle risorse interne e scelte precise nella propria roadmap che andassero nella direzione di un debutto dei prodotti nei tempi prestabiliti, senza possibilità di ritardi. La scelta di mantenere invariata anche per il 2012 la piattaforma Opteron trova quindi piena giustificazione in questa nuova ottica, benché non rappresenti forse quanto inizialmente indicato.

La strategia futura di AMD per questa famiglia di prodotti è stata delineata non più tardi di alcuni giorni fa: a partire dal 2014 verrà introdotta una serie di processori Opteron a 64bit compatibili con il set di istruzioni ARM, destinate all'utilizzo in sistemi cosiddetti microserver, nei quali un elevato numero di processori a consumo molto contenuto vengono utilizzati in parallelo. La risultante è quella di ottenere un'elevata densità di elaborazione complessiva con livelli di ingombro e consumi che rimangono contenuti.

L'annuncio è frutto di un precedente accordo sottoscritto tra AMD e ARM, con il quale l'azienda americana è diventata titolare di una licenza ARM. Questo implica che le future soluzioni Opteron integreranno un design a 64bit sviluppato da ARM e non una soluzione sviluppata da AMD utilizzando l'architettura ARM in licenza. L'implicazione diretta di questo approccio sarà la possibilità per AMD di avere un design lato CPU in tempi rapidi, utilizzando per la parte core quanto sviluppato da ARM; d'altro canto questo stesso design sarà lo stesso messo a disposizione degli altri partner ARM titolari dello stesso tipo di licenza, senza margini di diversificazione da lato core.

Dove AMD potrà intervenire con la propria esperienza è nella componente cosiddetta uncore, memory controller in testa, e nei moduli complementari che potranno venir innestati a livello di singolo die. Già ora AMD ha confermato che queste future CPU Opteron andranno ad integrare al proprio interno il sistema di interconnessione sviluppato da SeaMicro, indicato con il nome di Freedom Fabric, particolarmente utile proprio per connettere numerosi core di ridotta potenza di calcolo unitaria presenti in elevato numero in un singolo sistema.

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Questo annuncio non presuppone di certo la progressiva uscita di AMD dal mercato delle soluzioni x86 tradizionali: CPU Opteron con architettura x86 continueranno a venir proposte da AMD anche negli anni a venire, andando a posizionarsi su un target di mercato che non è di certo, per potenza di calcolo del singolo processore, quello di riferimento delle proposte Opteron dotate di architettura ARM.

L'annuncio conferma da un lato la volontà di AMD di diversificare la propria gamma di prodotti con proposte che siano complementari ma allo stesso tempo alternative al tradizionale business fatto di soluzioni x86, dall'altro il vedere interessanti opportunità di business da cogliere nel breve periodo nel settore dei microserver. Il mercato per queste installazioni continua a crescere, spinto dalla domanda di sempre più potenza di elaborazione all'interno dei datacenter internazionali abbinata alla necessità di contenere i consumi complessivi su livelli che siano contenuti e sostenibili. E' questo del resto un passaggio quasi naturale per AMD dopo l'acquisizione di SeaMicro, azienda che di architetture microserver ha fatto il proprio business sviluppando un sistema di interconnessione specifico compatibile con differenti tipologie di architettura a livello CPU.

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