T5 e M5: al debutto nuove CPU e sistemi server di Oracle

T5 e M5: al debutto nuove CPU e sistemi server di Oracle

Oracle annuncia una nuova generazione di architetture di processori, T5 e M5, sviluppati per l'abbinamento a nuovi server della famiglia Sparc. Raddoppiano specifiche e prestazioni rispetto ai modelli della serie T4 ma più di tutto emerge la direzione futura dell'azienda, che vede acceleratori hardware specifici per database e java implementati nelle CPU

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Server e Workstation
 

Il confronto è con IBM

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Oracle posiziona i propri nuovi server T5 e M5 quali diretti concorrenti delle soluzioni IBM della famiglia Power. L'abbinamento tra questi nuovi sistemi e sistema operativo Solaris è quindi proposto da Oracle quale alternativa ai sistemi Unix di IBM, alla ricerca di quote di mercato anche tra quei clienti che valutano la possibilità di cambiare sistema operativo nella propria architettura enterprise. Per poter giungere a questo passaggio è indispensabile che la nuova proposta sia in grado di assicurare livelli prestazionali nettamente più elevati rispetto a quanto utilizzato in precedenza: è questo quanto Oracle delinea in modo chiaro con una serie di benchmark comparativi che sono stati eseguiti internamente all'azienda mettendo a confronto i dati pubblici rilasciati da IBM per i propri sistemi.

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I dati messi a disposizione da Oracle mostrano chiaramente come le nuove soluzioni della serie T e M vantino un rapporto tra prestazioni velocistiche e costo d'acquisto dell'infrastruttura che è nettamente più favorevole rispetto a quanto viene fornito da IBM con le proprie soluzioni della serie Power. Da non trascurare, benché Oracle non ci abbia messo a disposizione dati a riguardo, il beneficio in termini di riduzione tanto dell'ingombro all'interno del proprio datacenter quanto di requisiti di alimentazione dell'infrastruttura di calcolo a parità di potenza di elaborazione messa a disposizione.

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Oracle T5-8

Alla luce di questi dati è evidente come Oracle voglia promuovere le serie T5 e M5 per utilizzi che siano i più ampi possibili, sfruttando in questo il supporto hardware alla virtualizzazione abbinato alla possibilità di gestire in parallelo un elevato numero di threads. Sistemi di questo tipo trovano quindi utilizzo non necessariamente circoscritti al sistema operativo Solaris, benché riteniamo che sarà questo l'ambiente con il quale il loro utilizzo andrà per la maggiore. Alla stessa stregua non possiamo trascurare come i sistemi Oracle siano per loro natura ideali candidati ad un utilizzo con i prodotti software dell'azienda americana.

La nuova architettura di CPU utilizzata nei modelli T5 e M5 viene proposta come un netto passo in avanti rispetto alle CPU di precedente generazione di Oracle, oltre che a confronto con quanto proposto dal concorrente IBM con le proprie soluzioni Power. In questo modo Oracle propone ai propri clienti una soluzione completa, con caratteristiche che fanno evidenziare una forte ottimizzazione verso i propri prodotti software grazie anche allo sforzo di inserire, all'interno della CPU stessa, funzioni di accelerazione specifiche per Java e database.

3 Commenti
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trapanator08 Aprile 2013, 13:27 #1
mancano i dati sui consumi
Tasslehoff08 Aprile 2013, 14:55 #2
Per poter giungere a questo passaggio è indispensabile che la nuova proposta sia in grado di assicurare livelli prestazionali nettamente più elevati rispetto a quanto utilizzato in precedenza: è questo quanto Oracle delinea in modo chiaro con una serie di benchmark comparativi che sono stati eseguiti internamente all'azienda mettendo a confronto i dati pubblici rilasciati da IBM per i propri sistemi
Mi fanno sempre sorridere queste boutade markettare
E' ovvio che i benchmark condotti internamente diano un risultato estremamente favorevole per i propri prodotti rispetto alla concorrenza...

Insomma sono considerazioni del tutto inutili che farebbero bene a non fare per non rendersi ridicoli agli occhi dei clienti, del resto in molti casi basta cambiare qualche dettaglio per ribaltare completamente il risultato, IBM ad es potrebbe ribattere che solo cambiando JVM dalla versione Oracle alla versione rivista da IBM il risultato cambia radicalmente, oppure che usando DB2 al posto di quel catenaccio di Oracle i risultati sul db cambiano totalmente.

La realtà è che su questo genere di macchine quello che veramente importa è la flessibilità e il partizionamento hardware, nessuno penserebbe mai di usare architetture di questo tipo come semplici server Intel based a se stanti.
E da questo punto di vista è innegabile che IBM parta da una posizione di dominio assoluto, del resto LPAR l'ha inventato lei...

Piuttosto che continuare con il solito sterile braccio di ferro (perso in partenza da parte Oracle, visto che parte da una posizione di svantaggio fantozziano) farebbero meglio a estendere questa tecnologia (vantaggiosissima anche dal punto di vista delle licenze software) al segmento basso su architettura x64.
Hitachi l'ha già fatto, e spendendo una frazione infinitesimale rispetto ai sistemi Power IBM e ai sistemi Sparc Oracle permette di utilizzare LPAR con semplici ed economici blade Intel base x64.
Tuvok-LuR-08 Aprile 2013, 15:18 #3
La Java Virtual Machine diventerà una macchina reale mi sà

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