Workstation desktop e mobile: le novità HP della famiglia Z

Workstation desktop e mobile: le novità HP della famiglia Z

HP estende la propria presenza nel mercato delle workstation grafiche rinnovando la gamma di sistemi desktop della famiglia Z, proponendo nuove workstation mobile appartenenti alla serie ZBook e completando la gamma dei display con modelli da 27 e da 30 pollici.

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Server e Workstation
HP
 

Workstation desktop e nuova gamma display della serie Z

Prima di analizzare i nuovi notebook della famiglia ZBook vediamo quali siano le novità introdotte da HP nel settore delle workstation grafiche desktop, partendo dal modello d'ingresso della famiglia: Z230.

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Sono due i prodotti appartenenti a questa serie, con il modello tower tradizionale affiancato da quello small form factor di dimensioni più contenute. L'architettura è a singolo processore, appartenente alle famiglie Core i5 e Core i7 oppure alla serie Intel Xeon E3, con la possibilità di espandere la memoria sino ad un massimo di 32 Gbytes e dotare entrambi i sistemi di un massimo di 3 hard disk da 3 pollici e 1/2. Sono disponibili varie opzioni per quanto riguarda la GPU, passando da quanto è integrato nelle CPU Intel sino a soluzioni discrete sviluppate da NVIDIA come da AMD, lasciando al modello Z230 Tower le opzioni di potenza più elevata delle famiglie Quadro e FirePro in virtù delle superiori dimensioni dello chassis.

E' interessante segnalare come HP abbia scelto di gestire questa famiglia di prodotti con un ciclo di aggiornamento di almeno 2 anni, a differenza delle altre soluzioni della famiglia. Una scelta di questo tipo mira a mettendo i clienti nella condizione di poter avere una immagine software fissa per un periodo di tempo più lungo, caratteristica che viene guardata con attenzione da quelle aziende che necessitano di workstation grafiche ma non vogliono dover procedere con le operazioni di validazione interna delle immagini di sistema operativo e software ad ogni aggiornamento della piattaforma hardware.

Le workstation della famiglia Z420, Z620 e Z820 sono state aggiornate da HP con alcune importanti novità dal versante hardware, fermo restando il design esterno. Questi modelli vedono ora l'adozione di processori Xeon della famiglia Ivy Bridge, con i quali sono disponibili versioni sino a 12 core per ogni socket annunciate da Intel proprio in concomitanza con l'IDF 2013 di San Francisco. Rimane la possibilità per i clienti di utilizzare versioni di processore Xeon con un numero inferiore di cores, sino ai modelli con 4 core per socket caratterizzati da frequenze di clock molto elevate. Vi sono applicazioni professionali che non scalano bene le proprie prestazioni all'aumentare del numero di core a disposizioni, beneficiando maggiormente di una frequenza di clock incrementata.

Importante novità è anche quella dell'adozione di memoria DDR3 da 1.866 MHz di clock, caratteristica sempre dipendente dall'utilizzo di processori Intel Xeon basati su architettura Ivy Bridge: l'incremento prestazionale è particolarmente evidente con quegli scenari di utilizzo che dipendono fortemente dalla bandwidth della memoria di sistema.

Gli aggiornamenti hardware hanno permesso ad HP di non cambiare l'immagine software di queste workstation, scelta portata avanti nell'ottica dei clienti che così possono continuare ad acquistare queste nuove workstation affiancandole a modelli già posseduti senza necessità di dover rimodulare il pacchetto software che viene eseguito dai differenti utenti. Agli occhi di un utente consumer questa può sembrare una caratteristica marginale ma pensando a vaste installazioni di workstation in differenti uffici la stabilità dell'immagine software facilita di non poco la vita degli amministratori di sistema.

Thunderbolt è altra novità implementata nelle nuove workstation della famiglia Z: la scelta è stata quella di utilizzare una scheda Add On su slot PCI Express, così da non dover procedere con un aggiornamento della scheda madre. La risultante è quella di fornire una connessione a periferiche esterne che può raggiungere sino a 4 volte la bandwidth di un collegamento USB 3.0, aggiungendo a questo il supporto a display 4K oltre alla possibilità di collegare in cascata sino ad un massimo di 6 dispositivi. Thunderbolt non ha ottenuto sino ad ora il successo sperato da Intel in ambito consumer, fatta solo eccezione per i sistemi Apple, ma è evidente come questa sia una tecnologia molto utile in ambito professionale quando si debbano trasferire con device portatili elevati quantitativi di dati in tempo rapido.

Ultima novità riguarda la possibilità di configurare le workstation con la scheda video NVIDIA Quadro K6000, soluzione che introduce un frame buffer da 12 Gbytes accanto alle potenzialità di calcolo tanto grafiche come nel GPU computing messe a disposizione dalla GPU NVIDA GK110.

Passiamo ora ai display della famiglia Z, disponibili in versioni con diagonali di 21,5, 23, 24, 27 e 30 pollici; i primi 3 sono stati presentati al Siggraph nelle scorse settimane mentre i due modelli top di gamma sono una novità odierna. La risoluzione massima è la principale discriminante tra i vari modelli:

  • Z22i: diagonale di 21,5 pollici, risoluzione massima di 1.920x1.080 pixel
  • Z23i: diagonale di 23 pollici, risoluzione massima di 1.920x1.080 pixel
  • Z24i: diagonale di 24 pollici, risoluzione massima di 1.920x1.200 pixel
  • Z27i: diagonale di 27 pollici, risoluzione massima di 2.560x1.440 pixel
  • Z30i: diagonale di 30 pollici, risoluzione massima di 2.560x1.600 pixel

A caratterizzare tutti questi modelli troviamo un pannello con tecnologia IPS Gen 2, con un livello di copertura dello spettro colore sRGB pari al 97% nei due modelli di diagonale inferiore, al 99% per i modelli Z24i e Z27i sino al 100% per la soluzione top di gamma Z30i. Non mancano per tutti connessioni DisplayPort 1.2, DVI e VGA oltre a un hub USB integrato per una migliore gestione delle periferiche presenti sulla scrivania. I due modelli dalla diagonale più elevata completano la dotazione con una connessione HDMI 1.4, integrando inoltre connettività USB 3.0 assente invece negli altri pannelli.

Manca all'appello un display 4K, del quale abbiamo discusso con Jeff Wood, Vice President, Worldwide Product Management, Commercial Solutions Business Unit per HP. Wood ci ha confermato l'interesse dell'azienda per questo tipo di display ma come per il momento si sia preferito non annunciarne a motivo del costo ancora troppo elevato dei pannelli. E' ipotizzabile che tra un anno le condizioni di mercato renderanno questi pannelli più accessibili, fermo restando che si tratta di una tecnologia che rimarrà una nicchia di mercato ancora per lungo tempo anche nel settore delle workstation grafiche.

 
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