HP: il Cloud è un viaggio che muta in itinere

HP: il Cloud è un viaggio che muta in itinere

Il passaggio verso il Cloud è un processo complesso, che promette molto ma nasconde delle insidie. La chiave, secondo HP, è l'approccio ibrido per unire i vantaggi del cloud pubblico e del cloud privato e mantenere la giusta agilità e flessibilità

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Server e Workstation
HP
 

Ibrido è flessibile e open-source

La parola chiave è quindi flessibilità, che nel concreto HP declina con il forte impegno in Openstack, la piattaforma software open-source per il Cloud computing, credendo fermamente nell'approccio open. Impegno che con un corposo investimento di 1 miliardo di dollari su tecnologie Cloud la porta ad essere il primo contributor al progetto. E da qui nasce Helion Openstack, la piattaforma Cloud che HP propone proprio per la creazione e gestione di ambienti Cloud ibridi, in maniera tale che chiunque possa disporre della flessibilità adeguata per gestire e movimentare i propri carichi di lavoro. Impegno open-source che è confermato anche nella partecipazione alla PaaS open Cloud Foundry. In questo contesto si innesta inoltre l’acquisizione di Eucalyptus, completata lo scorso anno: in questo modo HP offre ai clienti una soluzione che permetta loro di riportare all’interno carichi di lavoro che in origine sono stati collocati sul public Cloud e hanno ora raggiunto dimensioni tali per cui la loro collocazione sul cloud pubblico non ha più ragion d'essere specie in termini economici.

Precisa a tal proposito Andrea Monaci: "I clienti oggi che cercano il Cloud cercano principalmente l’agilità o la promessa di agilità, forse attirati anche dal miraggio che “tutto è facile” quando in realtà non è proprio così. Se oggi si ordina un servizio Cloud su uno dei top-3 del public Cloud la velocità con cui si può ottenere l’infrastruttura necessaria è incredibile. E’ questa velocità che i clienti vogliono, soprattutto quei clienti grandi (in termini di complessità). Ma tutti, presto o tardi, si trovano dinnanzi a qualche problema che non può essere aggirato ma può solo essere affrontato direttamente (per esempio la scelta delle applicazioni tradizionali) e si tratta di un processo particolarmente ostico per moltissimi aspetti, dal punto di vista tecnologico, delle capacità, della gestione dei progetti, dal punto di vista legale e via discorrendo".

"Tra le realtà concorrenti ne vediamo molte che possono essere considerate alla stregua di compagni di viaggio dal momento che condividono la visione open-source e sono concentrati come noi sulle tecnologie. Le differenze si trovano nel modo in cui ci si rivolge al cliente: si parte dal presupposto che per offrirgli solidità è necessario proporre un pacchetto completo. Anche i concorrenti propongono, come noi, pacchetti completi, la differenza è nella composizione di questi pacchetti. HP dispone direttamente di infrastruttura, server e apparati di rete e può in vari ambiti e scenari offrire una serie di vantaggi grazie a soluzioni integrate in grado di dare garanzie di performance" continua poi Monaci.

Ma come viene affrontato e come si sta diffondendo il Cloud sul territorio della Penisola? Il tessuto di imprese italiane, fatto di realtà piccole e medie, e il settore pubblico organizzato secondo determinate logiche, creano una configurazione che ha un impatto sull'adozione del Cloud. Andrea Monaci afferma che sebbene da un lato si possa riscontrare una buona conoscenza teorica di quanto si potrebbe fare con il Cloud, dall'altro lato non si riscontra una pari capacità di sperimentare, perché ciò richiede risorse (persone, tempo, infrastrutture). In realtà molto piccole talvolta si assiste al lancio di progetti concreti, ma non appena si osservano le realtà più grandi e complesse si assiste ad una mancanza di investimenti e volontà. "In questo senso abbiamo lavorato con i partner per cercare di facilitare la prova, realizzando dei demo center remoti dove i partner stessi vengono formati per dimostrare alle aziende che cosa è possibile fare senza dover affrontare un investimento tecnologico" dichiara Monaci.

Spostando invece l'attenzione verso l'Europa, HP ha recentemente annunciato il progetto STORM Clouds che supporterà le amministrazioni comunali di Valladolid (Spagna), Águeda (Portogallo) e Salonicco (Grecia) a rilanciare le economie locali attraverso l'utilizzo del Cloud. L'obiettivo è quello di creare, tramite STORM Clouds, servizi pubblici semplici e sostenibili preparando la strada alle "smart city": l'impegno di HP è la realizzazione della piattaforma IaaS basata sulla tecnologia HP Helion. Ma nel contesto Europeo Monaci mette in evidenza anche una nuova iniziativa: "Ad un certo punto abbiamo cercato di capire come elevare il Cloud verso un discorso europeo, ed è per questo motivo che è nata l’iniziativa Cloud 28+ che ha lo scopo di accelerare il business delle aziende europee. Si tratta di un modo per aiutare i partner in Europa permettendo loro di avere una proposta che sia visibile e competitiva, siano essi service provider o Cloud builder. Cloud 28+ è di fatto un grande “raccoglitore” di servizi Cloud enterprise, che un’azienda può consultare per cercare eventuali soluzioni già esistenti ad un problema. In altri termini, un partner può inserire nel catalogo una sua soluzione locale e proporla a livello europeo. Non si tratta di un marketplace, ma di un grande catalogo con funzioni di ricerca con vari filtri. Crediamo sia un'iniziativa allineata con il programma digitale europeo".

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