Google Apps for business: novità anche per le aziende

Google Apps for business: novità anche per le aziende

Le nuove Google Apps offrono numerosi strumenti e soluzioni dedicati alle aziende, con i servizi cloud-based ad assumere un'importanza sempre più preponderante

di Fabio Boneschi pubblicato il nel canale Software
Google
 

Sempre più Cloud

Nella moltitudine di applicazioni rese disponibili segnaliamo i nuovi gadget dedicati a Gmail. Lo strumeto della posta elettronica rimane al centro della visione di Google, infatti questo usatissimo strumento rende accessibili le informazioni indipendentemente dal dispositivo usato e in modo semplice. Proprio partendo da questa considerazione Google ha realizzato i gadget per Gmail che ampliano le potenzialità di un banale messaggio di posta elettronica: dall'interfaccia di Gmail potranno essere richiamati gadget appositi per gestire internamente alla posta elettronica anche documenti gestiti nella propria cloud di dati utilizzando ad esempio strumenti di produttività noti come Google Docs. Il tutto senza uscire dall'interfaccia di Gmail , dal messaggio di posta elettronica ricevuto e senza vincoli legati al dispositivo in uso.

Google sul fronte delle Apps e su quello dei gadget è in grado di offrire un'ampia scelta di soluzioni. Per rendere il tutto ancor più flessibile è ora disponibile Google Engine attraverso il quale le aziende potranno creare le proprie Google Apps personalizzate. Questa opportunità viene ovviamente estesa anche agli sviluppatori ai quali è data la possibilità di utilizzare Google Engine per realizzare soluzioni su commissione. Tutto ciò si affianca poi al market place previsto da Google attraverso il quale le aziende possono acquistare soluzioni sviluppate da terze parti.

Fin qui abbiamo delineato le novità principali offerte da Google attraverso Google Apps e completamente previste nel contesto del cloud computing. Segnaliamo però un ulteriore elemento interessante che si colloca a metà tra le soluzioni cloud e le infrastrutture tradizionali: Google Message Continuity è una soluzione che prevede la costante sincronizzazione di un sistema di posta elettronica gestito su server locali con Microsoft Exchange con una soluzione strutturalmente identica ma gestita in cloud con Gmail. La costante sincronizzazione tra il sistema locale e quello di Gmail consente in caso di problemi interni ai propri sistemi di continuare a utilizzare i servizi di posta elettronica, appoggiandosi momentaneamente alla soluzione cloud.

Google Message Continuity è uno strumento che offre un servizio alle aziende non ancora migrate a una soluzione cloud e, forse, intende essere un primo punto di contatto tra le soluzioni Google - gestite in cloud - e un tipo di utenza ancora fortemente legato a data center fisicamente collocati tra le mura aziendali. In questo filone di strumenti messi a punto per convincere nuovi utenti inseriamo anche Google Cloud Connect for Microsoft Office che risulta essere un elemento ancor più vicino all'utente finale.

Per utilizzare Google Cloud Connect for Microsoft Office è necessario installare sul proprio PC un apposito plug-in che si integra nell'interfaccia grafica del software Microsoft. Fatto ciò sarà possibile mantenere sincronizzati alcuni documenti presenti sul PC e gestiti con gli applicativi Office con quelli presenti in uno spazio virtuale cloud gestito da Google. Tutto questo si traduce nella possibilità di creare e modificare documenti utilizzando gli strumenti noti di Office, condividere tali elementi con un account Google o con più utenti e modificare i documenti utilizzando, ad esempio, Google Docs dal PC domestico. Le modifiche apportate sul documento attraverso Google Docs verranno integrate anche nel file gestito localmente attraverso Office. Google Cloud Connect for Microsoft Office rende possibile l'accesso e la gestione dei contenuti anche utilizzando un dispositivo mobile utilizzando le Google Apps in versione mobile.

L'evento di presentazione delle nuove Google Apps è stato fatto a pochi giorni dalla diffusione delle notizie relative al Chrome notebook Pilot program, è quindi stato interessante capire come Google inquadra tale novità all'interno della propria gamma di soluzioni. Per Google il dispositivo rimane un elemento importante ma al medesimo tempo secondario: viene visto come uno strumento attraverso il quale raggiungere il web o, per render ancor più chiaro il tutto, uno strumento in grado di avviare un browser web dal quale accedere a servizi e dati utilizzando un Google Account. Inoltre, con le medesime credenziali si potrà accedere a dati e applicazioni anche da smartphone utilizzando un dispositivo Android.

9 Commenti
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Visualvortex06 Gennaio 2011, 10:57 #1
Quello che più mi fa paura di questa nuova tecnologia è la possibilità in futuro di togliere qualsivoglia libertà di scelta dell'utente.

Forse un giorno arriveremo a comprare dei semplici monitor e per poter usufruire di quello che ora chiamiamo "personal computer" (termine un pò vecchiotto, ma concedetemelo) dovremo sborsare fior di quattrini, tenendo a mente anche i costi di connessione a internet, e la necessità di una connessione alla rete perenne, cosa che grava notevolmente sull'utenza media italiana, che in molti casi ha accesso parziale e scadente al World Wide Web.

In questo modo tutto...diventerà un pò meno "personal"...

Anche se guardiamo al lato aziendale, specialmente per piccole/medie imprese, un conto è aver accesso ai propri server in senso fisico, dove se c'è una problematica hai la certezza che comunque, previa pagamento, hai un assistenza sicura al 100%, e anche per piccole problematiche un utente mediamente esperto può interagire direttamente con la macchina e nel qual caso, riavviare fisicamente il server con le dovute precauzioni del caso.

In caso di un server Cloud, con appoggio esterno, questa possibilità viene meno, senza considerare che il servizio, proprio per i bassi costi, potrebbe attrarre un bacino di utenza vastissimo.

Ciò comporterebbe una dilatazione sia nelle risorse di gestione e assistenza all'utente finale sia nelle tempistiche per risolvere un dato problema.

Nel caso poi per problemi personali o imputabili alla rete dei server cloud, provate ad immaginare un azienda che si trova "tagliata fuori" dai propri stessi strumenti di lavoro, magari per 10 minuti, un ora o anche per una giornata intera.

Futili o meno futili si tratta comunque di servizi alle aziende, che in molti casi vivono seguendo la filosofia del "Time is money", dove la perdita di 10 minuti sulla tabella lavorativa comporta perdite ingenti sull'utile finale o quantomeno delle perdite relative poco piacevoli.


Stanno nascendo ultimamente molte proposte in ambito Cloud, enfatizzate sempre e comunque come soluzione finale ai problemi di molte aziende ma anche dei consumer di massa.

Ma nessuno si pone domande sulla realizzabilità di queste cose;

1: Pensare che un azienda, magari come Ferrari, Fiat o altre realtà imrenditoriali medio/piccole, che tengono notevolmente alla riservatezza dei loro dati, affidino informazioni di una certa importanza ad applicazioni che comunicano con server esterni, gestiti da personale del quale si ha una conoscenza parziale se non nulla e assente, che potrebbero in qualsiasi momento avere accesso a questi dati sensibili... la trovo quantomai assurda.

2: Indirettamente, questo sistema vuole semplicemente avere pieno controllo sulle licenze degli utenti, limitando il fattore "pirateria"; rifacendosi naturalmente a sistemi simili al DRM usato in precedenza da Ubisoft (che peraltro ha appena abbandonato questo sistema di controllo, visto che dava notevoli problemi agli utenti).

A grandi linee quasi tutti i sistemi di Cloud, specialmente in Italia, non hanno mai avuto grande successo, e penso che con la situazione attuale delle linee Italiane non avrà successo per molti anni.

3: Le tecnologie Cloud sono poco chiare allo stato attuale delle cose, per quanto un provider Cloud service, possa dichiarare la piena accessibilità delle risorse server messe a disposizione, la cosa risulta poco fattibile, senza considerare che allo stato attuale, più si ci si affida al trasporto dei dati da una rete locale verso una rete esterna,più i nostri dati risulteranno vulnerabili a "letture" e intercettazioni varie.


Resto dell'idea che il Cloud sia una sorta di controllo mascherato da servizio ben impacchetato, a prescindere dalla software house che propone il suo personale "pacchetto" di utility.

Il web deve essere libero, come anche il mondo dell'informatica e della E-comunication, e quando aziende e multinazionali vogliono imporre il loro controllo "mascherato" da servizi per gli utenti, c'è da preoccuparsi.

Personalmente sono contro questi articoli che affrontano così in modo blando queste nuove tecnologie.

Bisogna informare gli utenti sia dei lati positivi sia dei lati negativi. Altrimenti Hardware upgrade, come purtroppo tante altre riviste del settore online, rischiano di diventare appendice di un business che fa bene alle multinazionali ma rovina e disinforma l'utente medio che diventa u-tonto
niomix06 Gennaio 2011, 12:11 #2
Leggere il commento dell'utente precedente, mi ricorda di quando parlavo con un end user dei benefici delle SAN rispetto ai NAS e continuava a pensare solo al prezzo....

La rivoluzione dei SaaS è ormai ampiamente cominciata, qualche vantaggio ?
non si deve piu gestire l'installazione, il versioning, l'upgrade delle versioni software.
Ci si dimentica il patch management.
Ci si dimenticano le attività di migrazione dati, sono online e legate all'utente.
Il disaster recovery geografico è incluso.

Si abbassano gli investimenti, non si ha piu bisogno di un rack, una sala macchine, del condizionamento.
Si abbassano i costi di gestione, persone, licenze, hw dedicato etc...

Svantaggi ? In italia siamo sempre troppo abituati alla verticalizzazione delle applicazioni, si compra una soluzione standard e ci si sviluppo sopra per far far alla soluzione ciò per la quale non era stata concepita

Le soluzioni SaaS sono rigide, pensate per fare quello che fanno e nulla piu.

Probabilmente troveranno una grande applicazione in un front/backoffice, in un call center, ma difficilmente in presenza di figure IT, che senza i diritti di amministratore sul proprio client sembra che non possano nemmeno lavorare...

In risposta ai tre punti elencati dall'utente di prima
1) Sono certificati SAS 70 Tipo II, non archivierei cmq i dati top secret, li archivierei magari su sistemi tipo cassafore virtuale come cyber-arch.
2) ??? stiamo parlando della stessa cosa ???
3) Intercettazione ??? mai sentito parlare di SSL ???

Riguardo hai lati positivi e negativi:
40€/anno per una infinità di servizi, e' possibile fare un pilota per capirne la bontà, se avessi una azienda non esiterei nel fare uno studio di fattibilità.

p.s. non tutti sanno che registrando un dominio (10€/anno register) è possibile usare la suite google apps gratuitamente, con posta webmail.nomedominio.it calendario condiviso, documenti condivisi, sito internet etc...e creando fino a 25 utenti. Quante piccole aziende italiane se ben informate potrebbero risparmiare grandi soldini grazie al SaaS ?

Ciao
Visualvortex06 Gennaio 2011, 19:01 #3
Se rileggi attentamente il mio post, noterai che non è stata enfatizzata in alcun modo la voce " COSTI ".

L'unico accenno è stato fatto in funzione della perdita di tempo nell'eventualità in cui cessi completamente o parzialmente il collegamento tra i server Cloud e quelli aziendali.

Preciso che il mio intervento voleva porre alcune questioni sull'efficacia e sulla vera natura della tecnologia Cloud, e non tanto sulle application puramente targate Google.

Le varie tecnologie Cloud Computing che si stanno sviluppando, sfruttano sostanzialmente il principio dell'interconnesione permanente tra reti, sfruttando le Lan come ponti tra i terminali aziendali e i server del gestore che fornisce il servizio all'utente finale.

E' come dire che fisicamente non hai mettiamo Word installato sulla tua macchina, ma hai un accesso virtuale al server del gestore che ti permette di usufruire di più applicazioni in "gestione".

Di fatto non si è mai proprietari di quell'app. ma si è usufruttuari.

Naturalmente si sta parlando del Cloud Computing allo stato puro, quello che in termini pratici mira all'eliminazione di più componenti hardware, in modo che l'utente finale possa in qualche modo limitare il "buying e il mantenimento" delle piattaforme puramente hardware, un pò come succede in ambito aziendale, dove i dati sono salvati su un server centrale, o in più larga scala, come in molti Mac-network (vedi Università, studi grafici di certo rilievo ... ).

Togliamo ed eliminiamo completamente la voce COSTI, sotto questo punto di vista ti do pienamente ragione, il guadagno dell'utente finale è sicuramente in prima battuta notevole e di certo non marginale, ma se rileggi attentamente quanto ho specificato nel primo post, vedrai che i contro sono notevoli.

Inanzitutto quando si parla di sviluppare una piattaforma simile non ci si rivolge soltanto all'utenza business-enterprise, che ha vagamente una conoscenza informatica medio alta (ma non sempre), in seconda battuta il Cloud Computing necessità di infrastrutture di grande qualità specialmente a livello di reti locali e nazionali, cosa che l'Italia non ha.

Per usufruire di application in Cloud devi essere "sempre" connesso alla rete, cosa che non è fattibile in scala nazionale per ogni singolo utente presente sul territorio Italiano.

[I][COLOR="Red"]“Il cloud computing non è altro che l’implementazione e l’utilizzo di tecnologie informatiche su…Internet”, secondo wikipedia, mentre la tagline di Salesforce è ancora più chiara ed essenziale, anche se un po’ Yuppie: “Success. Not Software”.

Allora, in fondo, il cloud computing è una tecnologia che utilizzi tutti i giorni. Di cui apprezzi i vantaggi in termini economici, di risparmio energetico e di infrastrutture, di comodità, di aumento dell’efficienza operativa e di time saving, perché risolve gran parte delle problematiche legate all’hardware e al software che tutti i giorni ci troviamo a gestire. Ne misuri chiaramente e concretamente i vantaggi."[/COLOR][/I]

Questo quote racchiude di fatto quello che hai specificato nel tuo post, ma proviamo a pensare alla miriade di realtà business Italiane, Europee, Mondiali dislocate in tutto il globo.

Esistono aziende che lavorano spesso a stretto contatto con apllicativi CAD, di rendering, progettazione, modellazione e fotoritocco etc etc che lavorano benissimo al massimo delle loro potenzialità anche con versioni software ormai datate, ma queste aziende hanno la possibilità di scegliere "QUANDO" E se passare alla versione successiva, e naturalmente decidere in piena autonomia se sborsare altri euro per upgraddare la loro suite, naturalmente se non lo fanno avranno delle limitazioni, nel senso che non beneficeranno delle news introdotte dalle varie applicazioni nelle loro incarnazioni più recenti, ma possono usare quanto acquistato in passato in tutta libertà.

Pensiamo ora se queste applicazioni dedicate al mondo business/enterprise diventassero col tempo tutte Cloud, quindi non più presenti fisicamente sul tuo HD e sulla tua macchina, ma in "concessione"...

Molte persone inizierebbero a chiedersi perchè sono costretti a pagare un canone mensile per usare un apllicativo che hanno già pagato, e a quel punto viene meno la libertà di scelta, perchè sarà chi fornisce il software e le applicazioni a decidere se puoi usare i loro strumenti.

Non paghi il canone? non lo usi.

E cesserebbe da parte delle software house anche la necessità di MIGLIORARSI per incentivare gli utenti a migrare verso le ultime soluzioni software, tanto se vuoi utilizzare il loro prodotto e vuoi essere competitivo devi pagare, anche se il prodotto non è migliorato qualitativamente di una virgola.

Se adesso ho una versione di word 98 su un portatile, con licenza acquistata regolarmente anni or sono... posso continuare ad usarla nonostante sia uscita una nuova suite, posso usarla anche senza connesione internet, e farne quello che voglio senza limitazioni.

Se word fosse basato su tecnologia Cloud, con pagamento di canone annuale per l'utilizzo, avrei bisogno di costante connessione a internet, e sarei obbligato di fatto a pagare un canone per continuarne l'utilizzo.


Resto della mia idea, che è giusto che esistano soluzioni a pagamento e soluzioni open source, che la qualità di un programma e di una suite venga pagata come giusto che sia, ma è fondamentale che l'utente finale sia tutelato e si tuteli da solo (cosa che spesso non accade).

Quando la libertà di scelta viene meno e qualcun'altro sceglie per l'utente finale è la fine del libero mercato.

Se la mia libertà di utilizzo è nelle mani delle "Parche" (e qui Virgilio non me ne voglia ) sotto le mentite spoglie di software house che pensano solo a fare introiti, no grazie.

Poi assoluta libertà di pensiero, il mondo è bello perchè vario e di questa varietà dobbiamo ringraziare quel poco di democrazia e rispetto che c'è nel nostro piccolo grande Bel Paese.
niomix06 Gennaio 2011, 20:39 #4
Originariamente inviato da: Visualvortex
Se rileggi attentamente il mio post, noterai che non è stata enfatizzata in alcun modo la voce " COSTI ".


Bhe i costi sono sempre il driver per la valutazione (nei privati e nelle aziende)

L'unico accenno è stato fatto in funzione della perdita di tempo nell'eventualità in cui cessi completamente o parzialmente il collegamento tra i server Cloud e quelli aziendali.


Bhe se risparmi con il SaaS puoi sempre investirli in alta affidabilità della linea.

Preciso che il mio intervento voleva porre alcune questioni sull'efficacia e sulla vera natura della tecnologia Cloud, e non tanto sulle application puramente targate Google.


Bhe ne parli come una tecnologia che limita la liberta di scelta, fai cenni al controllo delle masse... mi sembri un pelo in controtendenza rispetto a ciò che l'andamento di mercato suggerisce.

E' come dire che fisicamente non hai mettiamo Word installato sulla tua macchina, ma hai un accesso virtuale al server del gestore che ti permette di usufruire di più applicazioni in "gestione".
Di fatto non si è mai proprietari di quell'app. ma si è usufruttuari.


Yes è come il car sharing !!!! funzionare funziona... ma trova resistenza.. chissa perchè

in seconda battuta il Cloud Computing necessità di infrastrutture di grande qualità specialmente a livello di reti locali e nazionali, cosa che l'Italia non ha.


?? Sei sicuro di quello che dici ?? scarsa qualità ?? cosa intendi ? banda ? latenza ? high avalability ? resilienza ?
con il modem EDGE funziona alla grande !

Per usufruire di application in Cloud devi essere "sempre" connesso alla rete, cosa che non è fattibile in scala nazionale per ogni singolo utente presente sul territorio Italiano.


Vero ma il digital divide è un'altro argomento, siamo cmq solo all'inizio.

Esistono aziende che lavorano spesso a stretto contatto con apllicativi CAD, di rendering, etc..


Proprio non capisco.
Il SaaS non è una Imposizione dall'alto !
Se con photoshop 3.0 lavori da dio perchè impagini la carta del burro da 2 generazioni continua ad usarlo !
Per certe applicazioni non ci sarà la convenienza "tecnologica" a portarle in SaaS, per altre assolutamente si !

Non paghi il canone? non lo usi.


Errato ad esempio le google apps e quelle microsoft sono gratis in versione non business, ed hanno come limite lo spazio, youtube è una applicazione SaaS eppure molto conosciuta ed utilizzata, cosi come gmail, hotmail, liberomail etc...

E cesserebbe da parte delle software house anche la necessità di MIGLIORARSI


Ah si le soluzioni SaaS non si aggiornano quindi ?
Ti consiglio di leggere come vengono gestiti gli aggiornamenti, riuscendo a garantire SLA di disponibilità del 99.9%, altro che reboot manuale del tuo serverino..


Se word fosse basato su tecnologia Cloud, con pagamento di canone annuale per l'utilizzo, avrei bisogno di costante connessione a internet, e sarei obbligato di fatto a pagare un canone per continuarne l'utilizzo.


di fatto programmi di wording già lo sono grazie a dio, e se non hai la connessione, puoi sempre prendere appunti su un word del 98 o un notepad

Resto della mia idea, che è giusto che esistano sol uzioni a pagamento e soluzioni open source, che la qualità di un programma e di una suite venga pagata come giusto che sia, ma è fondamentale che l'utente finale sia tutelato e si tuteli da solo (cosa che spesso non accade).


Cosi già avviene !! alcune soluzioni sono free altre no, alcune sono open, altre no.
L'utente sia informato ? esiste ancora chi firma i contratti a caso ?

Quando la libertà di scelta viene meno e qualcun'altro sceglie per l'utente finale è la fine del libero mercato.
Se la mia libertà di utilizzo è nelle mani delle "Parche" (e qui Virgilio non me ne voglia ) sotto le mentite spoglie di software house che pensano solo a fare introiti, no grazie
Poi assoluta libertà di pensiero, il mondo è bello perchè vario e di questa varietà dobbiamo ringraziare quel poco di democrazia e rispetto che c'è nel nostro piccolo grande Bel Paese.


Mancava un po di demagogia in coda a questa risposta....
Saluti.

p.s. quando inizierai a leggere articoli sul DaaS o desktop virtualization cosa dirai ATTENTATO ? o finalmente addio all'ambiente distribuito ??
Visualvortex06 Gennaio 2011, 22:25 #5
La demagogia è ben altro e la lascio volentieri alla classe politica o a persone che ne traggono ampio profitto dal portare a se masse di creduloni senza alcun raziocinio intriseco
Contenti loro, contenti tutti.

Le soluzioni da te elencate sono presenti tutt'ora in alcune realtà industriali anche italiane, ma da qui a vederne un ampia diffusione a livello globale scusa ma la vedo ancora una cosa molto lontana dall'essere realizzabile, vuoi per le differenti necessità dell'utenza mondiale nel suo insieme, vuoi per altre motivazioni che ricadono essenzialmente sul bacino di utenza business e corporate che cambia a seconda degli ambiti lavorativi.

Se proprio vogliamo metterla sul piano funzionale , sono più propenso a vedere di buon occhio l'evoluzione della tecnologia ASP, l'attuale ASP.net che tutt'ora è presente in una molteplicita di web application.

Comunque apprezzo moltissimo l'interesse e l'enfasi che metti in questa discussione, pacata e molto costruttiva, l'incontro di idee e opinioni differenti e divergenti è molto interessante sotto molti aspetti, specialmente se portata avanti nel rispetto della persona con cui ti relazioni e interloquisci


Tornando a noi, trovo la programmazione in termini di Cloud computing molto interessante sotto molteplici aspetti, specialmente quelli economico-sociali.

Il vero senso del Cloud Computing di fatto, e spero concorderai con me almeno su questo, è la rimozione quasi totale di qualsivoglia periferica hardware, o quantomeno la riduzione delle stesse al minimo indispensabile; decisiva e importante naturalmente l'interconnesione della "periferica" col web, necessaria per la fruizione di contenuti altrimenti inaccessibili (sempre sotto logica Cloud)...

Ciò comporta come asserito, la diminuzione dei costi gestionali (teoricamente) alla quale si sommano l'eliminazione di device di supporto fisico-logici che attualmente generano una grande quantità di introiti e di utile per molte multinazionali.

Nell'ottica ideologica, il Cloud Computing dovrebbe vedere l'utente medio/business/corporate che non ha di fatto più bisogno di "device" complessi (MB + cpu + HD + etc), ma semplici periferiche di imput/output per interconnettersi con le risorse "gestite" da società esterne.

Un passo in avanti notevole, sempre in termini teorici, mi chiedo però se e come si muoveranno le grandi aziende e multinazionali del settore, per riequilibrare perdite e guadagni.

Una bella utopia che affascina e però fa riflettere, perlomeno, io rifletto e magari passo per idiota ma almeno qualche domanda me la pongo.

Staremo a vedere, la mia non è una bocciatura "all in one" della tecnologia Cloud, anzi, la trovo propositiva in modo positivo sotto molti aspetti, ma da qui a definirla "perfetta" ce ne passa.

A te la palla niomix, sò che non mi deluderai

Aggiungo una postilla:

http://it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing --->

Per quanto wikipedia non entri nello specifico (proprio per essere chiaro un pò a tutti), trovo questa descrizione sul Cloud Computing molto chiarificatrice, specialmente nella parte "critiche" esprime al meglio quelli che sono i miei personali dubbi, a quanto pare condivisi da molti
IlCarletto07 Gennaio 2011, 09:13 #6
penso che in questi anni il cloud sarà la scelta migliore perchè ad oggi la parola d'ordine sembra essere 'mobile'.

tablet, smartphone + completi, connettività (wimax (forse ), 3g).

con soluzioni simili un azienda potrà fare a meno di molte cose, non solo un armadio rack, ma anche di spazi, scrivanie.... uffici!!
tutti i dipendenti sempre connessi, che magari lavorano a casa propria in in giro, con i loro tablet in interconnessione, condividendo comunque le stesse risorse (documenti, etc.)

vabbè.. una versione mooolto futuristica.
Visualvortex07 Gennaio 2011, 12:30 #7
Condivido in parte questa speranza Carletto, attenzione però a non confondere "mobile" con "Cloud".

Sono due mondi paralleli che posso coesistere ma non sono l'uno sinonimo dell'altro
lucaf09 Gennaio 2011, 02:10 #8
Originariamente inviato da: niomix
Bhe i costi sono sempre il driver per la valutazione (nei privati e nelle aziende)



il DRIVER ?!?!?

ah ah ha

siamo senza speranza
un paese senza speranza
spero che un meteorite ci cancelli
non meritiamo altro
niomix12 Gennaio 2011, 12:00 #9
Riguardo al commento di "Il Carletto", sono completamente d'accordo, il concetto di mobilità si sta affermando sempre di piu, basta vedere android/smartphone, e gli investimenti che stanno facendo.
Android ha la maggior parte dei servizi in cloud, impostazioni, policy (per aziende), rubrica, file etc in rete.
Chrome punta al cloud con la sincronizzazione dei preferiti e delle estensioni etc..
Ciò che è in cloud è fruibile da ovunque con un browser, quindi cloud = accesso a tutti i propri contenuti via mobile.

siamo senza speranza
un paese senza speranza
spero che un meteorite ci cancelli
non meritiamo altro


Riguardo al commento di lucaf sono d'accordo tranne il fatto che sostituirei paese con sistema. cmq al posto di sperare in un meteorite, spererei in una evoluzione delle coscienze

Visualvortex
...diminuzione dei costi gestionali (teoricamente)

Bhe non sono teorici sono reali e dimostrabili
p.s. consiglio articolo sul saas
http://www.zerounoweb.it/index.php?...22&Itemid=0

il Saas promette di spostare l'erogazione via Ip e la vista sull'It molto più verso il servizio rispetto alle tecnologie che lo compongono. Quindi il SaaS è un importante elemento di un movimento più ampio, che chiamerei “industrializzazione dell'It” verso l'erogazione di servizi one to many».

Ciao

p.s. leggevo giusto ora sulla rivista zerouno "tra bmw e i concessionari italiani c'è un CRM open source in SaaS... meditate gente meditate
Inotre oltre a SaaS/PaaS ci si sta affacciando anche all' IT as a service, cosi nella visione di virtualizzazione verso il cloud, che sta perseguendo come strategia ad esempio VMWARE, CISCO, compuware e altri...
il risultato è che il mercato del cloud raggiungerà i 16 miliardi di dollari nel 2013 !
http://www.adnkronos.com/IGN/News/C...1442825645.html
Ciao.

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