Cloud e virtualizzazione: come cambierà l'end user computing secondo VMware

Cloud e virtualizzazione: come cambierà l'end user computing secondo VMware

La cessione del supporto a Windows XP metterà molte aziende nella situazione di dover riconsiderare in che maniera offrire gli strumenti tecnologici ai dipendenti, portando ad una trasformazione dell'ambiente operativo

di Andrea Bai pubblicato il nel canale Software
WindowsMicrosoft
 

Prima fase: revisione delle applicazioni

Come già sottolineato in precedenza, le aziende dovrebbero riuscire ad impiegare la prossima ondata di investimenti EUC per semplificare e migliorare ciò di cui dispongono ora. Per molte realtà questo dovrà accompagnare la migrazione a Windows 7. E' essenziale, in questa fase, essere in grado di comporre un punto della situazione che sia obiettivo, realistico e dettagliato, per capire quale sia il punto di partenza e quali siano i cambiamenti che è necessario effettuare.

E' opportuno pensare con lungimiranza: dove gli utenti lavoreranno e si muoveranno, che genere di controllo deve essere dato sulle applicazioni che useranno, con chi lavoreranno e come. Di pari importanza, in questa fase, è la capacità di slegarsi da quell'approccio di "standardizzazione" cui si faceva riferimento in precedenza: un approccio alla "one size fits all" seguito in passato ha portato ad un'inefficienza diffusa poiché in questo modo nessuno può avere gli strumenti corretti per poter lavorare. A questo è indispensabile aggiungere le considerazioni sulle esigenze dell'azienda: che elasticità è necessaria affinché i lavoratori siano in grado di supportare la crescita del business e gli obiettivi di trasformazione? Quale genere di livello minimo deve essere stabilito per prestazioni, disponibilità e sicurezza?

Una volta fatto il punto della situazione, la prima area di intervento sono le applicazioni, in maniera tale che ci si possa preparare alla migrazione del sistema operativo. In questi casi le operazioni sono piuttosto dispendiose, in quanto la migrazione di un sistema operativo implica un lavoro di repackaging e testing di tutte le applicaizoni prima di passarle sulla nuova piattaforma. Le aziende hanno a disposizione tre strade: riconfezionare le applicazioni che non hanno alcun problema con il nuovo sistema operativo, sistemare e riadattare quelle applicazioni che presentano qualche piccolo problema e, infine, scartare e sostituire in toto tutte quelle applicazioni che presentano problemi più complessi.

E' in questa fase che ci si può appoggiare alla virutalizzazione, specie per quelle applicazioni che possono essere migrate senza problemi. Dal momento che un'applicazione virtualizzata opera nel proprio ambiente isolato da altre applicazioni e disaccoppiato dalla configurazione del sistema operativo, l'applicazione risulta essere molto più portabile, semplificando le operazioni e permettendo di risparmiare risorse. I risparmi sono immediati, dal momento che un'applicazione virtualizzata non necessita di test. In pochi casi, tuttavia, sarà possibile virtualizzare l'intero parco di applicazioni (per via di dipendenze incrociate, accesso diretto a driver specifici), motivo per il quale per un certo periodo di tempo l'azienda dovrà essere in grado di far coesistere applicazioni virtualizzate e applicazioni native: in questo frangente è essenziale però che tutto possa essere gestito in maniera omogenea e con i medesimi strumenti, altrimenti si andrebbe in direzione opposta alla semplificazione e al risparmio.

Approccio differente, invece, per quelle applicazioni che devono essere sostituite: in questo caso un atteggiamento di lungimiranza è quello di scegliere soluzioni che non richiedano lo stesso livello di attenzione nel caso di una futura migrazione del sistema operativo. In altri termini è opportuno orientarsi in direzione si soluzioni cosiddette "neutrali" al sistema operativo, come applicazioni web-based (in questo caso senza dipendenze da browser) e formule di Software-as-a-Service. Lavorare in questo modo sulle applicazioni permetterà di effettuare una profonda revisione di tutto il parco degli applicativi, permettendo di individuare eventuali ridondanze o intuilità che possono così essere eliminate.

E' a questo punto che un'azienda può pensare di iniziare ad introdurre i desktop virtuali per i propri lavoratori, sempre facendo attenzione che essi possano essere gestiti con le policy aziendali già esistenti. Bisogna sempre ricordare, infatti, che lo scopo di tutto il percorso è quello di arrivare ad una semplificazione e non di introdurre ulteriore complessità.

 
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